Voci di speranza

Ricorrono il 16 giugno i 35 anni dalla rivolta di Soweto. Per ricordare i giovani i e bambini che hanno perso la vita, dal 1991 è stata proclamata la Giornata del bambino africano
soweto

All’angolo tra Khumalo e Petra Street di Soweto (Sudafrica) si erge l’Hector Peterson Memorial, con la celebre immagine del bambino morente scattata dal fotografo sudafricano Sam Nzima. Il tredicenne Hector è stato il primo di centinaia di studenti neri morti sotto il fuoco della polizia dopo essere scesi in piazza. In quella che doveva essere una marcia pacifica di circa un kilometro hanno protestato per la scarsa qualità della loro istruzione e reclamato il diritto di riceverla nella loro lingua, ma si sono trovati di fronte ad un poliziotto bianco che li ha minacciati di aprire il fuoco se non avessero sciolto il corteo. Loro hanno risposto cantando Nkosi Sikelel’ iAfrika, Dio benedica l’Africa.

 

Centinaia di giovani sono rimasti uccisi nelle due settimane di proteste che si sono susseguite in tutto il Paese, e oltre un migliaio sono rimasti feriti. Per onorare la memoria di chi ha perso la vita e il coraggio di coloro che si sono uniti alla marcia, dal 1991 il 16 giugno di ogni anno si celebra la Giornata del bambino africano, proclamata su iniziativa dell’allora Organizzazione per l’Unione Africana (l’odierna Unione Africana). La giornata ha anche l’obiettivo di richiamare l’attenzione sulle condizioni di vita dei bambini africani di oggi: quest’anno in particolare su quelle dei 30 milioni – stimati – di bambini di strada sparsi in tutto il continente, sotto lo slogan “Tutti insieme per azioni urgenti in favore dei bambini di strada”.

 

Per quanto la definizione di “bambino di strada” sia alquanto dibattuta, secondo l’Unicef si tratta di bambini che «vivono in aree urbane, hanno legami familiari deboli o inesistenti, sono costretti a mettere in atto delle strategie di sopravvivenza, hanno la strada come luogo principale di vita e di socializzazione in sostituzione della famiglia, e sono esposti a rischi specifici». Sono tra i bambini più vulnerabili al mondo, e spesso vittime di violenza, abusi e sfruttamento. Quest’anno la giornata vuole sensibilizzare sui rischi corsi da questi bambini, promuovendo azioni immediate per proteggerli ed elaborando strategie per garantirne l’effettiva protezione e la cura.

 

Sin dalla sua proclamazione la Giornata del bambino africano ha contribuito a sensibilizzare sulla necessità di migliorare la vita dei piccoli del continente. Realtà come quelle dei bambini soldato non sono più sconosciute, si è fatta pressione sui governi perché l’istruzione di base sia resa obbligatoria e gratuita da subito – o almeno progressivamente – e ci sono stati progressi in diversi Paesi. A trentacinque anni di distanza, il giovane Peterson e i suoi amici non avevano la minima idea che un giorno sarebbero stati voci di speranza per centinaia di migliaia di bambini africani.

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