Vittorio Sedini, un artista a difesa del diritto all’educazione

L'illustratore è stato premiato nell'ambito della rassegna Human Rights? #Edu di Rovereto, che quest'anno ha lanciato una "chiamata alle arti" per difendere il diritto all'istruzione, a cui hanno risposto 191 artisti di 37 nazioni

«L’educazione non è un privilegio, ma un diritto umano. È un diritto per la crescita; è il modo per far uscire i gruppi sociali svantaggiati dalla povertà; è un punto fondamentale per l’applicazione concreta di altri diritti; contribuisce al pieno sviluppo della personalità umana». Per promuovere una vita più sana e sostenibile per tutti, una convivenza umana più pacifica, per ridurre le disuguaglianze e sollecitare il rispetto dei diritti di tutti all’istruzione, a Rovereto, in provincia di Trento, è stata organizzata una vera e propriachiamata alle arti“.

omaggio-a-don-milani-di-vittorio-sediniDal 23 giugno al 23 settembre, infatti, si svolge la rassegna “Human Rights?” #Edu, promossa dalla Fondazione Opera Campana dei caduti, dall’Aiapi (l’Associazione internazionale arti plastiche Italia) e dal Comitato nazionale IAA/AIAP Unesco, con la direzione artistica di Roberto Ronca.

All’appello per difendere il diritto all’educazione e all’istruzione lanciato dai promotori, hanno aderito 161 artisti di 37 nazioni, dal Giappone al Brasile, dall’Indonesia agli Stati Uniti d’America, dal Messico alla Turchia.

A 70 anni dalla firma della Dichiarazione internazionale dei diritti umani, Human Rights #EDU ha chiesto ai partecipanti di rappresentare e di raccontare, ognuno con il proprio linguaggio artistico, una personale visione del problema del dirito all’educazione raccontando una storia, un concetto, una denuncia, o mostrando una prospettiva futura quale messaggio di speranza o – ancora – quale proposta concreta sulle possibili strade da percorrere per raggiungere questo obiettivo fondamentale per la costruzione di una società equa e giusta.

Quest’anno, tra i partecipanti è stato premiato, con la nomina di socio onorario, un amico della nostra redazione e un autore molto noto ai nostri lettori: il maestro Vittorio Sedini, storico illustratore della rivista Città Nuova e disegnatore, con Franca Trabacchi, Roberto Milanesio e Laura Giorgi, del giornalino per bambini in gamba Big, nonché autore di cartoni animati, come l’indimenticabile “Mariolino“, e collaboratore di case editrici come Garzanti, La Scuola, Mondadori, Fabbri…
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«L’arte – hanno scritto gli organizzatori della mostra nella motivazione del riconoscimento – ha molti volti. Sa essere forte e delicata, drammatica e ironica, sa raccontare storie, sa condurre lo spettatore in sentieri magici, fatti di colore e stupore. L’arte sa essere educativa, può indurre la riflessione, può elevare il pensiero, ha il potere di lasciare senza parole e di emozionare. Ci sono Artisti che sanno creare storie incantevoli attraverso segno e colore e aiutare le persone a crescere».

C0me Vittorio Sedini, prescelto dagli organizzatori «per il grande talento artistico ed espressivo; per l’incredibile capacità di trasmettere messaggi positivi a tutti i bambini e agli adulti che sanno cogliere il suo messaggio; per aver aiutato a crescere con leggerezza, con il sorriso, con la dolcezza e la spensieratezza dei suoi disegni, con i quali ha saputo raccontare ai bimbi che il mondo è fatto di tanti colori. Per averci aiutati a crescere senza invecchiare».

L’opera presentata da Sedini si chiama “Omaggio a don Milani”, ed è nata, ci spiega l’autore, «riflettendo sul tema della rassegna, i diritti negati, in particolare quelli all’istruzione. Ho, dunque pensato – afferma l’artista -, a qualcuno che ha lottato tutta la vita per assicurare questo diritto importantissimo ai bambini più poveri. Ho scelto don Milani per il suo impegno, per il libro Lettera a una professoressa, per aver fondato la scuola di Barbiana».

È nato così l’Omaggio a don Milani, in cui un piccolo sacerdote cerca di spostare delle masse enormi. Del resto, aggiunge Sedini, potremmo dire che per tutta la vita il sacerdote ha cercato «di spostare le montagne, impegnandosi a scuotere le coscienze. Mi sono ricordato anche della frase evangelica che dice che chi ha fede può spostare le montagne».

sedini_5_2017Alla consegna del riconoscimento, Sedini è rimasto sorpreso, emozionato, contento. «Prima della pronuncia della giuria, quando è stato detto il mio nome – ricorda l’artista -, mi sono guardato in giro e ho visto lavori artisticamente bellissimi. Mi sentivo quasi un artigiano in mezzo a tanti artisti e invece ho vinto. Allora ho capito che, seppure la bravura è necessaria, perché se non hai i mezzi non puoi esprimerti, è necessaria un’anima. Per me questo è sempre stato fondamentale. Da tutta la vita, insieme ai miei amici artisti, non riteniamo importante quello che facciamo singolarmente, ma quello che portiamo avanti insieme affinché emerga il concetto di arte come espressione di quanto di meglio c’è nel cuore e nella testa umana, che deve essere messo a disposizione di tutti. Bisogna mettere tante voglia di comunicare nei nostri gesti artistici. Come diceva don Pasquale Foresi, cofondatore del Movimento dei Focolari con Chiara Lubich, non c’è una crisi dell’arte, ma dell’umanità e noi dobbiamo riscoprire come esprimerla, come recuperarla».

Auguri dunque a questo artista artigiano, che cammina con noi ogni giorno nella sfida di una comunicazione che accoglie, tende mani e costruisce ponti, senza rinunciare a dire la verità e a mettersi in gioco in prima persona.

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