Verso l’uomo relazionale

Dall’emergenza educativa al patto fra generazioni. Dall’alfabetizzazione genitoriale all’uomo mondo

Grandi maestri e filosofi, pedagogisti e studiosi delle scienze umane, durante i secoli si sono occupati della persona umana, cercando non solo di scoprirne la grandezza, ma anche i segreti della sua crescita e realizzazione, perché in ciascuno, sin dalla nascita, è presente un desiderio struggente di felicità e di gioia.
In questi testimoni risplende una caratteristica di fondo: la donna, l’uomo, la persona prima di tutto. Ma quale uomo, quale donna?

L’epoca appena terminata
Un tempo, se un bambino o un ragazzo nel comunicare utilizzava parole volgari o aggressive, l’adulto presente interveniva in modo deciso rimproverandolo, con la consapevolezza non solo di operare in modo corretto, ma anche dell’approvazione di tutti. Questo succedeva perché l’educazione era affidata agli adulti e alle norme sociali condivise, che venivano imposte. L’educazione rigida occupava tutti gli aspetti dell’esistenza, presentando regole chiare e semplici, che aiutavano e disciplinavano la convivenza.
L’esasperazione della rigidità, però, impediva il dialogo con chi aveva idee differenti e mortificava le sensibilità emotive e creative presenti nelle persone. Il professore, il sacerdote, l’educatore, erano considerati fonti di verità, da rispettare sempre, anche quando avevano torto.

Il vento del cambiamento
La storia non si ferma mai, e ogni volta questo cammino porta con sé novità, cambiamenti, bellezze che all’inizio si fa fatica ad intravedere, ma poi appaiono col loro progresso e slancio.
Gli usi e i costumi di una volta lentamente hanno lasciato il passo all’esplosione dell’informatica, dei cellulari, dei social, della rapidità dei messaggi, del mondo sempre più piccolo. Una rivoluzione che, come vento impetuoso, ha spazzato via vecchi modi di fare, dire, comunicare.
Umberto Galimberti, filosofo veneziano, nei suoi libri ha descritto il proliferare di stimoli ed emozioni generate dalla massa di sollecitazioni tipiche dell’era attuale. Una quantità inimmaginabile di notizie, messaggi, video-game, programmi, chat, sono comparsi sulla scena del mondo, travolgendo il silenzio della parola, la rigidità e la compostezza del bon ton relazionale, in un caos massmediatico impossibile da governare.

L’oggi
La novità emotiva e ricca di stimoli ha determinato lo sconvolgimento dei vecchi modi di fare, con un carico di rapidità e confusione. Incapaci di adattarsi al nuovo modo di vivere, molti soccombono con le dipendenze della Rete e nuove manifestazioni di sofferenza e disagio. Insomma “l’alta velocità” del modernismo determina non solo progresso e benessere, ma anche nuove povertà, discriminazioni e ingiustizie, fino a quando non ci saremo adattati.
In campo sociale assistiamo a un aumento del ben-essere, in termini di maggior partecipazione pubblica e maggior conoscenza; dall’altra però la forbice delle diseguaglianze culturali ed economiche sembra allargarsi. Sembra difficile prendere le misure del fenomeno, tanto che è stato coniato il termine “società liquida” perché impossibile da governare.
Come un travaglio, è andato in crisi il vecchio tipo di uomo e ne sta nascendo un altro: l’uomo relazionale. Occorre conoscere ed educare questo nuovo tipo di uomo, soprattutto nella sua infanzia. L’ha intuito papa Benedetto XVI, quando ha istituito il decennio dell’educazione (2010-2020), invitando tutta la Chiesa a un impegno assiduo verso la povertà e l’emergenza educativa.
Così sta facendo anche papa Francesco, il quale, dopo aver aperto la Chiesa alle periferie esistenziali e aver ascoltato i giovani facendosi portavoce delle loro aspirazioni, ha incontrato i popoli dell’Amazzonia, dando loro dignità e valore, ascoltando il loro grido di giustizia e libertà.

Il patto educativo
A questo punto è urgente un patto educativo fra le generazioni, con particolare attenzione alle famiglie.
Occorre un’alfabetizzazione genitoriale, un’educazione dal basso, un accompagnamento rivolto a tutte le mamme e i papà del mondo. È necessario rispondere in modo concreto alla povertà educativa, incapace di far fronte alla crisi mondiale. Andiamo allora tutti insieme verso l’uomo relazionale, empatico ed emotivo, per aiutarlo a divenire “l’uomo mondo”, in grado di costruire la fratellanza universale, perché capace di contenere il tutto, e di amare tutti.

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