Valorizzare le “cose”

In concomitanza con l’inizio della scuola, ha preso il via a Torino il progetto “disintossicarsi dal consumismo”. Autotassatisi, per concretizzare l’iniziativa, una quindicina di ragazzi delle superiori vivono un periodo in comunità per apprendere uno stile di vita più sobrio: consumano il cibo avanzato dalle mense scolastiche, imparano a gestire la raccolta differenziata dei rifiuti e svolgono attività educative imperniate su un sistema di valori. “Vivere insieme in una comunità di questo tipo – spiega Davide Mattiello, responsabile dell’iniziativa – significa imparare il rispetto reciproco, la solidarietà e il consumo critico, disintossicandosi dal consumismo per evitare la degenerazione dell’uso delle cose”. Il progetto è un’idea Acmos (Aggregazione, conscientizzazione, movimentazione sociale) – Gruppo Abele. Per inf.: tel. 011/ 2386330. Riconosciuto il danno esistenziale A seguito di un incidente stradale, per il quale la signora investita ha perso il bambino di cui era in attesa da sei settimane, un tribunale del Meridione ha pronunciato la seguente sentenza: la donna deve essere risarcita non solo del danno biologico (cioè delle lesioni fisiche subite) e del danno morale (ovvero del turbamento sofferto); ma, lei come il padre, devono essere risarciti anche del danno esistenziale per la perdita del bambino. Cioè, il fatto di aver perduto proprio “quel” bimbo comporta per i genitori un pregiudizio destinato a perdurare nel tempo, anche tutta la vita, malgrado la presenza di altri figli. Persone vedove Da un confronto tra i movimenti, le associazioni e i gruppi vedovili è sorta l’associazione nazionale “Il Melograno” (tel. 0832/ 352383, e-mail ilmelograno2001@ tiscallinet.it): “Attraverso un’attività di volontariato – spiega la presidente, Amelia Cucci Tafuro – intendiamo promuovere forme di assistenza a sostegno delle persone vedove e delle loro famiglie per problematiche di carattere giuridico, fiscale, economico e sociale connesse allo stato di vedovanza. L’obiettivo è che le persone vedove possano continuare a incarnare quel valore fondamentale che è la famiglia su cui è fondata la società”. “Regalare un’ora” al babbo Quale padre non vorrebbe giocare un ruolo più rilevante nell’educazione dei propri figli? Molto spesso però gli impegni di lavoro costituiscono uno scoglio insuperabile. Stephen Twigg, sottosegretario ai giovani e all’educazione del governo inglese, si è rivolto a dirigenti e manager padri di famiglia affinché ogni giorno lavorino un’ora in meno, dedicandola piuttosto ai figli. Per esempio, potrebbero aiutarli a fare i compiti di scuola. In questo modo non solo si rinforza il legame affettivo padre figlio, ma migliora anche il rendimento scolastico specie di quei ragazzi dagli 11 ai 14 anni che hanno più difficoltà a scuola. A dare il via a questa campagna è stata una catena di negozi di elettrodomestici con l’iniziativa “Regalate un’ora a babbi e figli”, appoggiata dal governo.

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