Un’immagine per rivivere

È già accessibile su Internet (www.worldpressphoto.nl), ma si potrà visitare dal vivo anche in Italia, a Roma, Milano e in Sardegna (le date non sono ancora fissate) la mostra itinerante con le più belle istantanee del World Press Photo, il premio internazionale di fotografia, giunto alla edizione numero 45. Vi hanno partecipato oltre 4 mila reporter di 123 nazioni, con un record di quasi 50 mila immagini in concorso: dolore, gioia, disperazione, follia, felicità, indifferenza sono i sentimenti e le emozioni catturate dall’occhio del fotografo e fissate dall’obiettivo. La parte del leone l’hanno fatta le immagini delle Torri gemelle e della guerra in Afghanistan: proprio all’immagine in bianco e nero, colta dal danese Erik Refner di un piccolo afghano morto di stenti in un campo profughi e ricomposto da mani pietose, è andato il primo premio. Nello scorrere queste immagini, può sembrare davvero che l’occhio spietato della macchina fotografica esalti la curiosità morbosa e strumentalizzi il dolore. Valérie Winkler una dei più celebri fotografi di sempre, senza tanto girare il mondo (aveva quattro figli), è conosciuta per le sue immagini che ritraggono in prevalenza ammalati,soprattutto terminali e soprattutto malati di Aids. Scelse di stare accanto a loro, non solo con la sua professionalità, ma dedicando loro il suo tempo: seguì i corsi fino a divenire infermiera, per farsi accettare da loro e condividerne la sofferenza. “Con le sue immagini ci fa uscire dalle mura di questo ospedale”, le confidò un’anziana. In una intervista la Winkler spiegò: “Credo che siamo voyeur quando proviamo piacere guardare delle situazioni morbose. O quando non diamo niente in cambio”. Ogni sua foto è stata scattata o pubblicata solo con il consenso dei malati o delle loro famiglie. Hi-tech La discarica di Guiyu, Cina L’allarme l’ha lanciato il New York Times. Guiyu è il nome di una piccola area di villaggi rurali nella provincia cinese del Guangdong, a nord-est di Hong Kong. Da qualche anno è diventata la discarica mondiale dell’hi-tech, le apparecchiature elettroniche. La convenzione di Basilea, in vigore dall’89, limita l’esportazione di prodotti tossici ed invita a riciclare a casa propria i materiali tossici. Gli Usa non l’hanno mai sottoscritta. In questi anni i paesi dell’occidente hanno inasprito le normative di protezione ambientale nel proprio territorio, favorendo indirettamente un florido mercato dell’esportazione di tecno-rifiuti verso Pakistan, India e Cina. Le organizzazioni ambientali fanno sapere che, a fronte di 750 mila monitor riciclati negli Usa, manca notizia del destino di un milione di schermi mandati al macero oltre oceano. Va detto che la maggior parte delle industrie elettroniche fa assemblare i propri prodotti in oriente, rendendo complicato poter addebitare le responsabilità sullo smaltimento finale. Resta il fatto che circa 100 mila abitanti del Guiyu si sono specializzati chi nel recupero della plastica, chi dei metalli dei circuiti stampati, chi nel riciclo delle cartucce d’inchiostro e così via. All’aria ricca delle polveri del toner, si aggiunge l’inquinamento del fiume Lianjiang, in cui i livelli di materiali tossici sono 190 volte superiori a quelli stabili dall’Organizzazione mondiale della sanità: un solo schermo tv o un monitor del computer contengono oltre due chili di piombo. Occhio al sito Accadde oggi È proprio questo, www.accaddeoggi.it, l’indirizzo di un simpatico ed agile sito, aggiornato quotidianamente, che offre notizie flash e brevi informazioni su avvenimenti degli anni passati relativi al giorno in corso. Scoprirete così che il 1° marzo 1873 iniziò la costruzione della prima macchina da scrivere ad opera della Remington; che nello stesso giorno, ma del 1912, è stato compiuto il primo volo in paracadute; e che, ancora nello stesso giorno, ma dieci anni dopo, è nato Yitzak Rabin.

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