Una generazione di nativi digitali

La forza di Internet e la sfida educativa nelle corrispondenze da Usa, Germania e Uruguay.
Una ragazza al computer

Potere e informazione viaggiano insieme. La nuova comunicazione, che fa a meno della carta, rende i giovani più liberi? Chi e come finisce per educare?
 
USA. UNA LIBERTÀ DA TROVARE INSIEME
di Laura Kellerman e Francis Rogg
 
Internet è la loro lingua madre e sono esperti nell’uso simultaneo di cellulari, computer, iPad e tv. Il tempo si dilata. Secondo la Kaiser Foundation, in sette ore e mezza di orologio i giovanissimi Usa consumano undici ore effettive di media. Si allarga la possibilità di interazione e condivisione senza barriere, ma gli strumenti utilizzati possono condurre anche all'isolamento fisico, al calo della concentrazione, se non al bullismo tramite web.
Il rapporto 2012 del “Pew Internet and American Life Project” profila il rischio di avere una generazione abituata a fermarsi alle prime rapide notizie, senza la voglia di approfondire. Il New York Times, nel 2011, ha così registrato l’esigenza di molti giovani adulti di uscire dalla “babele digitale” per non sentirsi “bruciati” e alienati.
Occorre, perciò, saper intervenire, costruendo solidi rapporti interpersonali, prima che il bambino si avvicini ad Internet.
 Esiste anche, come riportano studi di ricercatori dell’Università di Stato della California, il modo per condividere con i propri figli alcuni accorgimenti per prevenire quella dipendenza da Internet che induce depressione e devianza sociale. Regole che includano il tempo per il silenzio, la riflessione e coltivare la relazione con Dio che apre alla saggezza.

Living City – Stati Uniti
livingcity.ed@livingcitymagazine.com
 

 
GERMANIA. UNA RETE EDUCATIVA DIFFUSA
di Ralf Kennis
 
Il 90 per cento dei ragazzi da otto ai dodici anni viaggia su Internet, dove coltiva rapporti, seleziona le informazioni e finisce per definire la propria identità. Metà degli adolescenti ha un profilo Facebook.
La Rete web, secondo Benedetto XVI, è un regalo per l’umanità e uno «strumento di unità», ma, avverte, occorre vigilare sull’uso distorto. L’esperienza della Germania dimostra la possibilità di predisporre molti strumenti utili per un uso responsabile di Internet. Il ministero tedesco per la famiglia ha lanciato una campagna sociale dal titolo “Schau hin!” (Non ignorare!) che offre orientamenti sull’educazione all’uso dei media. Un compito difficile per i genitori alle prese con la conciliazione dei tempi di lavoro, ma resta la funzione educativa assicurata nelle scuole. Di fatto, come sottolinea un’esperta del settore, Yvonne Ehrenspeck, continuano a convivere vecchi e nuovi mezzi di comunicazione e allora bisogna prima riflettere sugli scopi e le competenze da raggiungere.
In Germania, ogni regione (land) ha creato, in dialogo con la società civile e la scuola, una rete di competenze, forum di discussione, centri di ascolto per genitori, dedicati ai rischi e le opportunità di un libero uso dei mezzi di comunicazione. Servizi assai diffusi, come la jugendnetz-berlin.de di Berlino, mirano a potenziare le competenze informatiche dei giovani, oltre a fornire un supporto di carattere pedagogico. Il land Renania settentrionale-Vestfalia ha sviluppato programmi specifici su “genitori e media”, mentre in Assia esiste un centro di documentazione specializzato, con tanto di portale web, nella prevenzione dell’uso violento dei media.

Neue Stadt – Germania
redaktion@neuestadt.com

 
URUGUAY. LA LEVA PER APRIRSI AL MONDO
di Silvano Malini
 
L'Uruguay è il primo Paese al mondo che ha attuato al cento per cento il programma “Un computer per bambino”. Traguardo raggiunto nel 2009 per tutti i 380 mila alunni delle scuole elementari statali.
Il Plan “Ceibal” (una sigla di termini informatici che compone il nome dell'albero nazionale) coprirà, a breve, anche gli studenti delle scuole medie. I ragazzi portano a casa il computer XO che finisce per realizzare l’“alfabetizzazione digitale” dei loro familiari. Dal 2012, il pc viene utilizzato nel programma di lezioni a distanza della lingua inglese con insegnanti di madrelingua.  Un progetto che punta a favorire l’inserimento internazionale e trasformare, in poco tempo, l'Uruguay, povero di docenti di inglese, in un Paese definitivamente bilingue. 
Su scala mondiale, l’Uruguay ha raggiunto un ottimo piazzamento nel report 2012 del “World Economic Forum” sulla copertura delle tecnologie informatiche. Effetti di una programmazione che, inizialmente, ha incontrato molte resistenze da parte di maestri, poco ferrati in informatica, ma poi sempre più conquistati dalle potenzialità delle nuove tecnologie che hanno cambiato lo stesso modo di insegnare.

Ciudad Nueva – Uruguay
cnuevauy@adinet.com.uy

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