Suor Yvonne Reungoat, con gioia al servizio della Chiesa

Suor Yvonne Reungoat, FMA, già superiora generale delle Figlie di Maria Ausiliatrice è stata nominata da papa Francesco membro del Dicastero dei Vescovi. "Questa nomina è un segno dello spazio specifico dato alla donna nella Chiesa e nei suoi organismi, una novità attesa e desiderata da tempo, è un dono alla vita religiosa femminile in Italia". 
Fonte: Figlie di Maria Ausiliatrice

Tra le recenti nomine di papa Francesco nella Curia romana, c’è anche quella di tre donne come membri del Dicastero dei Vescovi: suor Raffaella Petrini, FSE, Segretario generale del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano, suor Yvonne Reungoat, FMA, già superiora generale delle Figlie di Maria Ausiliatrice e Maria Lia Zervino, Presidente dell’Unione Mondiale delle Organizzazioni Femminili Cattoliche. Abbiamo intervistato suor Yvonne Reungoat a pochi giorni dalla sua nomina.

Sr Yvonne, questa nomina del Santo Padre è una nuova chiamata del Signore a servire la Chiesa. Con quali sentimenti l’ha accolta?
La nomina mi ha colto interamente di sorpresa. Quando qualche giorno prima avevo saputo dell’intenzione del Papa di nominare due donne al Dicastero per i Vescovi ero stata molto contenta perché lo considero un segno della nuova attenzione della Chiesa al mondo femminile. Poi di fatto Papa Francesco di donne ne ha nominate tre!

Accolgo questa nomina come una nuova chiamata del Signore a cui voglio essere disponibile. La sua fiducia mi incoraggia perché sono sicura che egli mi accompagnerà sempre con la sua luce. Desidero rispondere con gioia e apertura a questa nuova missione che non conosco tuttavia. Questa nomina è un dono e una responsabilità ecclesiale. Sono riconoscente a Papa Francesco per la stima manifestata per l’Istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice a cui appartengo. Essa è anche un segno dello spazio specifico dato alla donna nella Chiesa e nei suoi organismi, una novità attesa e desiderata da tempo, è un dono alla vita religiosa femminile in Italia per il mio ruolo di Presidente dell’USMI nazionale, direi a tutta la vita consacrata femminile.

Fonte: Agenzia VICIS

Quali saranno i suoi compiti come membro del Dicastero dei Vescovi?
Per me questa missione è totalmente nuova e non conosco tuttavia quali saranno i miei compiti in collaborazione con tutti i membri del Dicastero. Devo aspettare di entrare effettivamente nel Dicastero per scoprire quello che mi sarà chiesto. In questo momento mi sto preparando allargando il mio sguardo e il mio cuore a tutta la Chiesa universale.

A suo parere, quali sono le sfide principali che la chiesa deve affrontare oggi e quali, invece, i segni di speranza?
Abbiamo solo da qualche mese celebrato un Capitolo generale che ha avuto come tema «Comunità generative di vita nel cuore della contemporaneità». Il Papa ci ha fatto il dono grande di venirci a trovare il 22 ottobre 2021 e in quell’occasione ha sottolineato: «tenere ben presente il contesto sociale multiculturale, segnato da tensioni e sfide a volte persino drammatiche, come quelle provocate dalla pandemia; nello stesso tempo, ascoltare la parola del Signore, la sua volontà, proprio dentro questo tempo così fragile e incerto, con le forme di povertà che la crisi attuale ha prodotto e moltiplicato. Voi sapete, è terribile questo. Le povertà sono moltiplicate, anche le povertà nascoste» e il contesto non è certo migliorato. Anzi, la guerra nel cuore dell’Europa ha moltiplicato drammi e povertà. È a questa condizione di incertezza e precarietà che siamo chiamate a portare la parola della speranza, ad aprire prospettive di vita nuova. I segni di speranza sono meno evidenti, ma, a mio parere, più profondi e solidi. Non dimentichiamo la solidarietà che fiorisce nei modi più diversi, la presenza più attenta al sociale di tanti battezzati, la crescita della dimensione pastorale dei fedeli laici e dei sacerdoti e vescovi, la presa di posizione decisa per la tutela dei piccoli e dei fragili, della casa comune…

In che modo pensa che si possano promuovere processi di collaborazione tra uomini e donne, nella società e nella chiesa?
Il nostro Istituto da tempo pone la questione del ruolo della donna nella società e nella Chiesa nella consapevolezza dell’importanza che uomo e donna vi prendano ciascuno il proprio posto, secondo la propria vocazione, le proprie qualità, le inclinazioni specifiche. Insisterei sulla dimensione della complementarietà e della reciprocità. San Giovanni Paolo II in una catechesi sulla creazione dell’uomo e della donna evidenziò che i due erano posti l’uno di fronte all’altro, non uno sopra e l’altro sotto! Il modo maschile e femminile di affrontare le varie problematiche è sovente differente per l’attenzione specifica che ciascuno presta ad aspetti diversi della medesima realtà. Questo consente di averne una visione più ampia e articolata e quindi più efficace. Il cammino che la Chiesa sta compiendo in questa direzione è evidente. Si è cominciato, già nel 2004, con una religiosa come Sottosegretario della Congregazione per gli Istituti di vita consacrata e le Società di vita apostolica, sr. Enrica Rosanna. Nel 2019 sette superiore di Istituti religiosi femminili siamo state nominate membri della medesima Congregazione. Sr. Alessandra Smerilli è stata nominata da Papa Francesco Segretario del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale e in altri Dicasteri sono entrate altre donne in posti di responsabilità. Da novembre 2021, la superiora generale delle Figlie di Maria Ausiliatrice è diventata Gran Cancelliere della Pontificia Facoltà delle Scienza dell’Educazione Auxilium.

Per promuovere processi di collaborazione tra uomini e donne nella Chiesa e nella società è importante credere che vivere la reciprocità sia una via di arricchimento reciproco e avere fiducia nelle competenze reciproche. Richiede una formazione al dialogo e imparare a portare avanti processi partendo insieme dell’inizio fino alla realizzazione e alla verifica. Esercitarsi nella corresponsabilità. L’antropologia cristiana è una base fondamentale.

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