Rouen, misterioso gioiello normanno

Culla di Gustave Flaubert, custode del cuore di Riccardo Cuor di Leone e memore del rogo di Giovanna D’arco, scopriamo Rouen, capoluogo della Normandia, in Francia.
Cattedrale di Notre-Dame, Rouen. (Foto di Miriana Dante)
Cattedrale di Notre-Dame, Rouen. (Foto di Miriana Dante)

Rouen è una storica e affascinante città francese, capoluogo di una delle regioni più turistiche della Francia dopo l’Île-de-France: la Normandia. Terra di lotte e conquiste, rispecchia appieno l’atmosfera che si respira a Rouen, dove a tratti la storia sembra essersi fermata. Sembra di rivedere, ad esempio, Claude Monet sedersi di fronte al maestoso ingresso della Cattedrale di Notre-Dame, con davanti un cavalletto, a dipingere a tutte le ore del giorno e della notte quella che sarebbe diventata uno dei suoi soggetti più famosi dopo le ninfee. Ben 30 dipinti, oggi custoditi in tutto il mondo, realizzati tra i 1892 e il 1894. Una sorta di ossessione, un’odissea durante la quale lo stesso Monet dichiarava “Ogni giorno aggiungo e scopro qualcosa che non avevo ancora visto”.

Dettagli della Cattedrale Notre-Dame, Rouen. (Foto di Miriana Dante)
Cattedrale di Notre-Dame, Rouen. (Foto di Miriana Dante)

Sono infatti la ricchezza di dettagli e la monumentalità che disarmano qualsiasi avventore di passaggio. Tutti i dettagli scolpiti, tutte le statue, in base al meteo e alla posizione del sole sembra che cambino di continuo forma. Mutano le ombre e i colori, lasciando sempre l’impressione di avere davanti qualcosa di diverso da quello che si conosceva. All’interno una struttura gotica comune a molte delle chiese francesi, che è scrigno del cuore di Riccardo I d’Inghilterra, detto Cuor di Leone per il suo coraggio. Era usanza medievale seppellire in luoghi separati le parti del corpo – di solito di persone altolocate – che rappresentassero le virtù umane.

 

Uno scorci di Piazza del Mercato Vecchio, Rouen. (Foto di Miriana Dante)
Uno scorcio di Piazza del Mercato Vecchio, Rouen. (Foto di Miriana Dante)

Molte, in realtà, sono le chiese gotiche presenti a Rouen. Una, però, non è di questo genere. Si tratta della cappella che è stata fatta costruire accanto a dove Giovanna D’arco morì sul rogo, al centro del mercato rionale di Rouen. Una lapide indica la posizione di dove si suppone fosse posizionato il patibolo, ancora visibile in alcuni punti la pavimentazione dell’epoca. Le ceneri della santa furono poi sparse nella Senna, sulla quale Rouen affaccia.

Ostriche alla Piazza del Mercato Vecchio, Rouen. (Foto di Miriana Dante)
Ostriche alla Piazza del Mercato Vecchio, Rouen. (Foto di Miriana Dante)

La Piazza del Mercato Vecchio di Rouen è una vera perla di cibo caratteristico della Normandia. Ostriche fresche arrivano ogni mattina dal Mare del Nord, è possibile assaggiarle sul posto, ma c’è anche tanto, tantissimo altro pesce. Alcuni dei migliaia di formaggi pregiati francesi sono esposti sui banconi, accompagnati da prodotti tipici alle mele, come il sidro, confetture varie, frutta essiccata, finger food da portar via. Allegro, vivace, circondato dalle casette storiche e in legno, medievali. Quelle che, ad esempio, città come Parigi non hanno conservato a causa dei bombardamenti, delle ricostruzioni e delle bonifiche dovute anche al sovraffollamento urbano e al degrado che ne conseguiva in un’epoca quale quella medievale. In realtà, anche in altre città della Normandia, come Honfleur, sono conservate le architetture tipiche, come addirittura la chiesa di Santa Caterina con la torre dell’orologio, una struttura che rimanda alle atmosfere del film di Tim Burton “Sleepy Hollow”.

Aître de Saint-Maclou, Rouen. (Foto di Miriana Dante)
Aître de Saint-Maclou, Rouen. (Foto di Miriana Dante)

Come nel film, anche a Rouen non manca il macabro e il misterioso. Perfettamente in tema l’Aître Saint-Maclou, una corte che ad oggi è una piazza visitabile circondata da questa struttura con un grande portico. Costruito circa cinquecento anni fa come cimitero e ossario per chi moriva a causa della peste, poiché c’era stato un sovraffollamento in quello già esistente. Metà della struttura venne poi trasformata in una scuola. Così, mentre da un lato i bambini giocavano nel cortile, dall’altro lato venivano seppelliti gli appestati. Una cosa da brividi. Per di più, quando la metà dell’atrio cimiteriale fu piena, si pensò di spostare i resti umani anche nelle soffitte della struttura.

Insomma, ci si potrebbe chiedere perché costruirono un cimitero del genere proprio nel bel mezzo di Rouen, invece che lontano dalla città, proprio perché luogo di sepoltura di appestati. O perché, ancora, dovessero istituire proprio all’interno una scuola. E cosa ci avessero trovato di utile e geniale nel mettere i corpi nella soffitta invece che seppellirli. Diciamo che la misteriosa storia di questa corte rimane, ancora, un dilemma curioso…

Gros-Horloge, Rouen (Foto di Miriana Dante)
Gros-Horloge, Rouen (Foto di Miriana Dante)

Per ultimo monumento il Gros-horloge. L’orologio astronomico è uno dei più antichi d’Europa. Risale al 1389, dichiarato monumento storico dal governo francese nel 1862. Precedentemente vi era una torre civica, distrutta durante la Rivolta dell’Harelle, quando i cittadini si sollevarono contro il pesante regime fiscale imposto dal re. Venne messo il divieto di ricostruirla ma, col pretesto di erigere una torre dell’orologio, gli abitanti la riedificarono. Rimasto ad oggi quasi intatto, il monumento è il simbolo della città.

 

 

 

 

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