Public Speaking: come mantenere l’attenzione di un pubblico!

Molte persone sono a disagio quando devono parlare in pubblico. Ma la voce è uno strumento potentissimo che possiamo imparare ad utilizzare con diverse tecniche. Vediamone alcune.

Non serve essere un politico o un formatore per avere la necessità di comunicare davanti ad una platea, arriva per tutti il giorno in cui è necessario fare una presentazione, esporsi, voler divulgare un’idea o un risultato lavorativo. Francesca dice che per lei parlare in pubblico è terrorizzante, mettersi davanti a tante
persone le dà una sensazione di disagio. Marco vuole presentare i risultati della sua ricerca davanti ad un gruppo di lavoro. Fabio ha l’ambizione di creare una associazione nel sociale e di coinvolgere molte persone nel perseguimento di un fine ambizioso. Tutti accomunati dal desiderio di riuscire ad essere efficaci nel comunicare ad altre persone: il public speaking si può apprendere!
Per introdurre al tema potrebbe essere utile conoscere i miei 7 passi per parlare in pubblico.

Adesso, nello specifico, ci soffermeremo su come conquistare l’attenzione di una platea e mantenerla alta con qualche trucchetto del mestiere. Le persone sono costantemente bombardate da informazioni, affinché il messaggio che si vuole inviare venga accolto e accettato è importante che si distingua dal rumore di fondo. È da tener presente che, in generale, un’attività piuttosto impegnativa può coinvolgere la nostra mente per circa 30 minuti consecutivi. Nella fase iniziale di una presentazione in pubblico l’energia dell’oratore dovrà essere spesa non tanto nel cercare di ricordare i contenuti del discorso, ma piuttosto nel verificare continuativamente il grado di ascolto e di interesse dell’audience.

Uno step importante di ogni intervento è quella della rottura del ghiaccio, è il momento di apertura che normalmente coincide anche con la presentazione dell’oratore e degli obiettivi dell’incontro. Rappresenta una fase molto delicata che inciderà sull’intera performance. Per affrontarla possono essere utilizzate differenti tecniche, come per esempio: far presentare i partecipanti in modo creativo, chiedendo le loro aspettative, il loro stato d’animo o una metafora con cui si raccontano.

Un’altra tecnica di “ice breaking” consiste nell’introdurre l’argomento in oggetto con una battuta o raccontando un aneddoto particolarmente divertente. Questa fase consente all’oratore stesso di scaricare la normale tensione iniziale e di iniziare a conoscere le persone che ha di fronte in base ai feedback che riceve. Una volta che si è rotto il ghiaccio ed è avvenuta la sintonizzazione con la platea, avviene la trattazione dell’argomento e in questa fase è importante trasmettere professionalità e credibilità.

Può essere utile utilizzare anche una domanda (diretta o retorica) rispetto al tema in questione, oppure, fare una citazione famosa, raccontare una storia, un fatto di cronaca, un’esperienza personale; in ogni caso riconducibile all’argomento focus dell’incontro. Può essere altrettanto utile la presentazione di dati statistici o di risultati di una ricerca che attestano un valore di autenticità e autorevolezza. Per la trattazione dell’argomento è necessario utilizzare in modo efficace la propria voce (il paraverbale) e il corpo (non verbale).

La voce è uno strumento preziosissimo, occorre avere una buona articolazione delle parole, chiara e scandita, fare delle pause, essere fluenti, tutto ciò al fine di favorire la comprensione da parte di coloro che ascoltano. Mettendo magari particolare enfasi quando una frase è rilevante e dando così risalto ad un concetto. Il movimento nello spazio costringe gli uditori a seguire l’oratore con lo sguardo e quindi gli consente di mantenersi attenti e vigili, allo stesso tempo, conferisce al relatore una un’aria di padronanza della situazione.

Occorre dare anche attenzione alla strutturazione dell’ambiente dell’aula, la sistemazione spaziale della platea (a cerchio, semicerchio, in fila), tutte le disposizioni trasmetteranno un atteggiamento differente (una relazione differente tra oratore e uditori). Ciò che conta è che sia congruente con il ruolo che si decide di assumere nei confronti della platea e che consenta una certa libertà di movimento. Tutti questi aspetti comparteciperanno nel favorire e mantenere l’attenzione da parte del pubblico e alla creazione di un clima colloquiale e partecipativo.

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