Per toglierle dalla strada

Per toglierle dalla strada A scuola di informatica, cucina, lingua e cultura italiana, trucco e acconciature per lasciarsi alle spalle un passato difficile. Sono destinatarie del progetto “Speranza”, gestito dalla diocesi di Capua attraverso il Centro immigrati Fernardes, con sede a Castel Volturno in provincia di Caserta. L’iniziativa, giunta al terzo anno, prevede percorsi di formazione e di recupero delle ragazze che in base all’art. 18 della legge sull’immigrazione, possono avere il permesso di soggiorno se denunciano i loro sfruttatori e sono disposte a seguire corsi di formazione per inserirsi nel mondo del lavoro. Il programma, che in soli due anni ha potuto seguire e recuperare trenta giovani donne provenienti prevalentemente dalla Nigeria, ma anche dall’est europeo, si divide in due fasi. La prima, di sei mesi, durante la quale le ragazze vivono in comunità, seguite da un’équipe formata da una psicologa ed alcune assistenti sociali, da volontari e da una comunità di suore, fatte venire appositamente dalla Nigeria per poter seguire queste loro sorelle in Italia. In questo periodo, seguono corsi di lingua e cultura italiana e di formazione professionali. Il programma termina quando la ragazza trova un lavoro ed è capace di gestirsi da sola. Una sfida per la scuola Il rapporto nazionale di Eurispes- Liberal fornisce un quadro aggiornato all’anno scolastico 2001- 2002 degli studenti con nazionalità diversa rispetto a quella italiana. Per l’esattezza, essi sono stati 181.767, cioè trentacinque mila in più rispetto all’anno precedente, raggiungendo il 2,31 per cento della popolazione scolastica totale. Gli alunni provengono da 186 paesi sui 195 esistenti, dunque la loro origine è molto differenziata. Nella scuola superiore, il 42 per cento è iscritto agli istituti professionali ed il 35 per cento agli istituti tecnici. Il numero più consistente viene dall’Albania; segue il Marocco, quindi i paesi dell’Est europeo, la Cina, l’ex Unione Sovietica, il Perù, l’Ecuador, le Filippine, la Tunisia. Il 66 per cento degli studenti si trova al nord, dove l’incidenza degli stranieri sulla popolazione scolastica complessiva raggiunge il 4 per cento. Per loro i risultati scolastici sono meno positivi che per gli italiani, i quali, ad esempio, nella scuola media inferiore risultano promossi al 96 per cento, contro l’86 per cento degli stranieri. Il loro percorso scolastico risulta molto più discontinuo e più esposto al rischio di dispersione.

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