Nuovi corridoi umanitari per afghani

Arrivati in Italia i primi 300 cittadini afghani tramite corridoi umanitari organizzati da Viminale, Farnesina e organizzazioni della società civile.
Foto: Ap

L’apertura di nuovi corridori umanitari permetterà di portare in Italia in modo sicuro e accogliere 1200 cittadini afghani in evidente bisogno di protezione internazionale e i loro familiari che si trovano in Iran, in Pakistan o in altri Paesi di primo asilo o di transito. Con tre voli curati dalle organizzazioni della società civile è stato avviato un percorso che porterà in Italia 1200 persone scappate in Pakistan, Iran e altri Paesi

Sono atterrati a Fiumicino, il 25 luglio, con un volo di linea da Teheran, i primi 9 beneficiari dei corridoi umanitari per cittadini afghani. Un secondo più consistente gruppo di oltre 200 beneficiari è arrivato con un volo speciale da Islamabad, sempre a Fiumicino, mercoledì 27 luglio. Un terzo gruppo di beneficiari, infine, è giunto con volo diretto da Teheran a Fiumicino, il 28 luglio.

Foto: Ap

Le tre operazioni sono frutto della serrata collaborazione tra istituzioni italiane, organizzazioni della società civile e organismi internazionali nel quadro del “Piano italiano per il popolo afghano”, nato con l’obiettivo rispondere alla crisi umanitaria in Afghanistan, con particolare riguardo a donne e minori. L’iniziativa prosegue idealmente l’evacuazione d’emergenza da Kabul condotta nel mese di agosto 2021, nonché numerosi successivi interventi umanitari, in modo da offrire a ulteriori rifugiati e perseguitati afghani la possibilità di un futuro in dignità e sicurezza.

Il protocollo d’intesa per corridoi umanitari ed evacuazioni dall’Afghanistan era stato firmato il 4 novembre 2021 al Viminale tra Ministero dell’Interno e Ministero degli Affari Esteri e della cooperazione internazionale e organizzazioni della società civile quali Conferenza Episcopale Italiana e Caritas, Federazione Chiese Evangeliche Italiane, Tavola Valdese, Comunità di Sant’Egidio e ARCI, in collaborazione con l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR), l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM) e l’Istituto nazionale per la promozione della salute delle popolazioni migranti ed il contrasto delle malattie della povertà (INMP).

Il Ministero dell’Interno pagherà tutte le spese di viaggio, inserirà nel Sistema di Accoglienza e Integrazione 400 persone (già riconosciute rifugiate o meritevoli dello status da UNHCR) e informerà sui corridoi Questure e Commissioni per l’asilo, mentre il Ministero degli Esteri rilascerà i visti di ingresso. Le associazioni individueranno e si faranno carico dell’accoglienza in Italia di altre 800 persone che hanno i requisiti per il riconoscimento della protezione internazionale o altri requisiti individuati dal protocollo.

L’UNHCR individuerà persone già riconosciute in loco come rifugiate o come bisognose di protezione, per le quali può scattare la procedura del reinsediamento, alle quali l’INMP garantirà una valutazione e una prima assistenza sanitaria all’arrivo in aeroporto in Italia. L’OIM farà visite mediche e tamponi Covid-19 pre-partenza, oltre a organizzare il trasporto in dignità e sicurezza.

I beneficiari verranno individuati in Iran, in Pakistan o anche in altri Paesi di primo asilo o di transito da concordare tra le parti. Il progetto durerà 24 mesi, ma potrà essere prorogato a 36 mesi e necessario, anche aumentando il numero di ingressi.

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