Nati per leggere

Un progetto che dal 1999 vede impegnati ben tremila pediatri italiani e quattromila soggetti legati al mondo delle biblioteche e della promozione della cultura
lettura

«Ogni bambino ha diritto di essere protetto, non solo dalla malattia e dalla violenza, ma anche dalla mancaza di adeguate occasioni di sviluppo affettivo e cognitivo». Inizia con queste parole la presentazione del progetto "Nati per Leggere" (www.natiperleggere.it), espressione del successo di un'alleanza che dal 1999 vede impegnati, con finalità esclusivamente culturali, ben tremila pediatri italiani e quattromila soggetti legati al mondo delle biblioteche e della promozione della cultura.

Le associazioni che lo coordinano (Associazione Culturali Pediatri, Associazione Italiana Biblioteche, Centro per la Salute del Bambino Onlus) hanno l'obiettivo di promuovere iniziative di lettura ad alta voce per bambini di età compresa fra 6 mesi e 6 anni.

Sono molte, e in numero crescente, le evidenze scientifiche dei benefici che questo semplice gesto di relazione e amore porta allo sviluppo affettivo e cognitivo del bambino (se ne può trovare una selezione nella pagina del sito dedicata alla bibliografia scientifica). I vantaggi vanno da una più solida e precoce comprensione del linguaggio fino alla prevenzione di disturbi del comportamento e dell'apprendimento. Senza contare il grande dono che si fa ad un bambino nel trasmettergli l'amore per la lettura, che si protrae e arricchisc con sempre nuove esperienze nelle età successive.

Ma è soprattutto sul valore della dimensione relazionale che si focalizza l'attenzione dei promotori di "Nati per Leggere": la lettura ad alta voce è un momento privilegiato di rapporto con i piccoli, un gesto d'amore fatto da un adulto verso un bambino, che in un mondo frenetico e sempre meno capace di costruire rapporti profondi, rappresenta un valore prezioso. La dimensione della narrazione verbale impone il rispetto dei tempi e delle capacità intellettive del piccolo, oltre che la necessità di comprendere ed interagire con le sue emozioni e sensazioni. Chi la pratica impara qualcosa sulla difficile arte dell'empatia, ossia l'arte di entrare nella dimensione dell'altro, specialmente quando è così diverso da noi. E i bambini, si sa, non sono semplicemente dei piccoli adulti.

Tutti possono aderire e partecipare alle iniziative, promosse in oltre 400 progetti locali che coinvolgono 1195 Comuni italiani: un'apposita sezione del sito indica alcuni suggerimenti per gli addetti ai lavori (pediatri e bibliotecari), ma offre anche consigli preziosi per i lettori volontari, i pedagogisti, gli insegnati e chiunque è impegnato in un'attività che coinvolge i più piccoli.

Indispensabile rimane il ruolo dei genitori, i quali possono cogliere anche questi spunti come un'occasione per incrementare la qualità della relazione con i propri figli, contribuendo al loro sviluppo con il più prezioso e insostituibile degli ingredienti: il proprio tempo.

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