Una migliore protezione a rifugiati e migranti in Europa

Nel 2022 gli attraversamenti irregolari di migranti e rifugiati alle frontiere europee sono stati oltre 300 mila. L’UNHCR chiede all’Unione europea una loro migliore protezione
migranti
Un gruppo di migranti riposa nel campo di accoglienza vicino al confine meridionale con la Macedonia del Nord, a Presevo, Serbia, nel cuore della cosiddetta rotta balcanica, mercoledì 19 ottobre 2022. (Foto AP/Darko Vojinovic)

Nel 2022, secondo i calcoli preliminari dell’Agenzia europea Frontex, che si occupa della gestione delle frontiere, sono stati rilevati circa 330.000 attraversamenti irregolari alle frontiere esterne dell’Unione europea (Ue), il numero più alto registrato dal 2016 e in aumento del 64% rispetto all’anno precedente.

Infatti, dopo il minimo numero di attraversamenti irregolari alle frontiere, indotto dalla pandemia nel 2020, il 2022 è stato il secondo anno consecutivo con un forte aumento del numero di ingressi irregolari. Nello specifico, la rotta dei Balcani occidentali rappresentava quasi la metà del totale, con 145.600 attraversamenti, il 136% in più rispetto al 2021. Per quanto riguarda le nazionalità, i siriani, gli afgani e i tunisini, insieme, hanno rappresentato il 47% dei rilevamenti nel 2022, laddove il numero di siriani, pari a 94.000, è quasi raddoppiato.

Ancora, le donne hanno rappresentato meno di uno su dieci dei rilevamenti, mentre la percentuale di minori segnalati è leggermente diminuita a circa il 9% di tutti i rilevamenti. Bisogna osservare che i dati non tengono conto dei 13 milioni di attraversamenti compiuti da persone in fuga dall’Ucraina a partire dal 24 febbraio.

Dopo la rotta balcanica, quella più frequentata e la rotta del Mediterraneo centrale verso Italia e Malta con 102.500 attraversamenti, con un aumento del 51% rispetto all’anno precedente, laddove gli egiziani, i tunisini e i bengalesi sono state le prime tre nazionalità in un anno che ha visto il maggior numero di arrivi dalla Libia dal 2017 e il maggior numero dalla Tunisia nella storia recente. Lungo questa rotta, si conta anche il maggior numero di morti e dispersi, poiché la stima minima dei rifugiati e migranti morti e dispersi nel Mediterraneo, nel 2022, secondo i dati dell’Organizzazione Internazionale delle Migrazioni (OIM), va oltre le 1.300 persone.

Invece, è in netta flessione, nel 2022, sia la rotta dell’Atlantico verso le Canarie, con 15.500 attraversamenti, il 31% in meno, sia la rotta del Mediterraneo occidentale, dove gli attraversamenti irregolari sono stati 14.600, il 21% in meno. Infine, sono stati poco più di 6.000 gli attraversamenti segnalati sulla frontiera militarizzata orientale, in particolare quella con la Bielorussia, dove si è osservato un netto calo dei transiti, nel 2022, del 25% rispetto al 2021.

L’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR), ha sollecitato la Svezia e Spagna affinché, durante le rispettive presidenze di turno dell’Ue nel 2023, si attivino per far sì che l’Ue protegga meglio le persone costrette a fuggire. Nello specifico, l’UNHCR delinea una serie di azioni semplici ma efficaci che funzionino sia per gli Stati membri dell’Ue che per le persone che fuggono da guerre e persecuzioni.

La protezione dei rifugiati si basa sull’accordo e sull’implementazione della bozza del Patto Ue sulla migrazione e l’asilo ed è vincolata all’impegno di tutti gli Stati dell’Ue di sostenere il diritto di richiedere asilo. Il patto, nel suo insieme, rappresenta un’opportunità di garantire un approccio esauriente, prevedibile e ben gestito all’asilo e alla migrazione nell’Ue. L’UNHCR mette in guardia contro qualunque altra proposta nell’Ue che metta a rischio questa potenziale riforma attraverso la riduzione degli obblighi di asilo, l’abbassamento degli standard e delle pratiche e la riduzione degli spazi di protezione nell’Ue.

L’UNHCR raccomanda alle prossime presidenze di concentrarsi sul garantire l’accesso a procedure di asilo eque ed efficienti, così come sulla creazione di meccanismi efficaci di solidarietà e condivisione delle responsabilità senza ricorrere alle deroghe.

Mentre molti Stati membri dell’Ue continuano a sostenere i rifugiati e a tenere alto l’impegno europeo e internazionale per i diritti umani, ai confini dell’Ue continuano a verificarsi respingimenti violenti e gravi violazioni dei diritti umani. Queste violazioni mettono a rischio la vita delle persone e compromettono i diritti umani, compreso l’accesso all’asilo e il diritto alla vita. Garantire l’accesso ai territori e all’asilo e affrontare il problema della violazione dei diritti umani alle frontiere sono elementi chiave di un sistema di asilo europeo equo e sostenibile.

Ecco che le misure proposte dall’UNHCR assicurerebbero procedure di asilo efficienti ed eque per riconoscere le persone bisognose di protezione internazionale, anche in tempi di crisi e tenendo in considerazione i rischi ulteriori per le persone con bisogni specifici.

Inoltre, la Dichiarazione di Solidarietà del 2022 fornisce una buona base per un meccanismo di ricerca e salvataggio e di sbarco che salvi vite umane e condivida la responsabilità tra gli Stati membri dell’Ue. La garanzia di un ritorno dignitoso nei Paesi di origine per le persone che lo desiderino o per coloro che non sono stati ritenuti bisognosi di protezione internazionale sono ugualmente fondamentali per un sistema di asilo che sia credibile e funzionante.

Considerando che quasi tre quarti dei rifugiati del mondo e delle altre persone che necessitano di protezione internazionale vivono in Paesi a basso o medio reddito, l’UNHCR incoraggia le presidenze svedese e spagnola a rafforzare la solidarietà globale e la condivisione delle responsabilità, in linea con il Global Compact su migranti e rifugiati, approvati durante la Conferenza di Marrakech del 10 e 11 dicembre 2018, collaborando e sostenendo ulteriormente i Paesi e le regioni che ospitano la maggior parte di rifugiati e sfollati, anche aumentando il loro reinsediamento nei Paesi di origine.

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