Mendoza e il cammino sulle Ande

Un viaggio nella capitale argentina del vino, passando dal centro cittadino ai dintorni, fino ad arrivare al Parco provinciale dell’Aconcagua.
Pasaje San Martín, nel centro di Mendoza. Foto: Candela Copparoni

Dall’altra parte dell’Atlantico, a circa 12 mila km dalla capitale italiana, tra alte montagne, i fiumi, i laghi e le riserve naturali, si trova la verdeggiante città di Mendoza. È la capitale della quinta provincia più popolosa dell’Argentina, e la settima per estensione, con un’area metropolitana di 168 km2.

Senz’altro, la qualità di vita, dovuta al livello di sviluppo sostenibile, di istruzione e al numero di laureati, all’occupazione e al sistema di trasporto pubblico, fa sì che il capoluogo mendocino sia un’ottima destinazione.

Mendoza è una città con una forte affluenza turistica. Tra le sue caratteristiche più note spicca l’attività vitivinicola. Un’industria potente che le ha concesso il titolo di “Capitale mondiale del vino” e che ogni anno vede radunarsi migliaia di persone arrivate da ogni angolo del Paese, e non solo, per partecipare alla tradizionale Festa Nazionale della Vendemmia.

Cassette elevatrici d’uva per la produzione del vino in una delle aziende locali. Foto: Candela Copparoni

Una degustazione dei vini locali è sempre possibile nel centro città, ma un’esperienza ancora più affascinante è quella di addentrarsi nelle cantine dove vengono prodotti. È possibile così apprezzare la ricchezza dei vigneti, i diversi profumi, i colori, e seguire le fasi necessarie fino ad assaporare il prodotto finito, il Malbec o un altro vino rosso di questa terra speciale.

Fontana danzante in Piazza dell’Indipendenza,
la più grande della città. In fondo, lo stemma argentino. Foto: Candela Copparoni

Il centro città si sviluppa intorno a Piazza de la Independencia, sede del Museo civico d’Arte Moderna. Particolare è il fatto che, a circa 500 metri, 4 piazze equidistanti circondano questo epicentro: Piazza Chile, Piazza Italia, Piazza España e Piazza San Martín. Quest’ultima deve il suo nome al “Padre della Patria”: il generale che riuscì a liberare l’Argentina, insieme al Perù e al Cile, dalla monarchia spagnola.

La Festa della Vendemmia è una delle feste popolari celebrate all’aperto più grandi al mondo. Lo spettacolo centrale raduna più di mille ballerini che tra luci e suoni rappresentano ogni anno una storia sulla raccolta e il lavoro del popolo.

Alcuni dei viali più significativi del centro nevralgico sono la strada pedonale Sarmiento, che conduce alla piazza principale; la via San Martín, sulla quale si affaccia il Paseo La Alameda; la via Colón, molto vivace e piena di ristoranti, alla fine della quale si trova Arístides, un punto di incontro giovanile con una grande varietà di scelta tra bar e locali in cui passare la serata e gustare i piatti tipici argentini, ma anche quelli provenienti dall’estero.

Data la grande affluenza di cittadini italiani e spagnoli che hanno popolato la città dalla fine del XIX secolo, l’eredità europea si percepisce nello stile architettonico dei palazzi. Tra i più simbolici si distinguono il Passaggio-Galleria San Martín, un elegante edificio che accoglie vari negozi e appartamenti e che per circa 30 anni è stato il più alto della città; il Palazzo Gómez, monumento storico nazionale; il Palazzo Piazza, con la sua elegante galleria commerciale; il Teatro Independencia, affacciato sulla piazza omonima in via Chile; l’ex Banco Español, bene patrimoniale; l’ex Banco Hipotecario, attualmente Ministero di Cultura; la Basilica di San Francesco, di stile neoromanico, dichiarata monumento nazionale; o la Cattedrale di Nostra Signora di Loreto.

Monumento al Ejército de Los Andes, sul Cerro della Gloria. Foto: Candela Copparoni
Lago e sculture in marmo di Fausto Caner nel Parque Central, un parco di architettura moderna e sostenibile. Foto: Candela Copparoni

Mendoza sorprende per il suo paesaggio alberato e il suo particolare sistema di irrigazione composto dai canali che l’attraversano. Probabilmente, la massima espressione di questo paradiso verde converge nel Parco General San Martín, che si estende per oltre 300 ettari. Al suo interno, a dare un soffio di freschezza è un lago lungo oltre mille metri. Il parco si estende fino al Cerro de la Gloria, dove si erge il Monumento all’Armata delle Ande, un’opera maestosa in memoria della liberazione argentina. Fuoriporta le possibilità sono inesauribili. Una meta di pellegrinaggio è il Santuario di Nostra Signora di Lourdes di El Challao, una piccola cappella dove si venera la Madonna insieme ad una chiesa a forma di teatro greco capace di accogliere all’incirca 4 mila fedeli.

Un’altra opzione è visitare la riserva naturale Villavicencio, un’area di 72mila ettari con giardini e sentieri dove fare trekking, discesa in teleferica, arborismo o zipline, e dove si sviluppa un impegno particolare nella preservazione delle risorse idriche e nella protezione della biodiversità.

Per chi visita Mendoza, però, c’è una gita immancabile: salire sulle Ande, la cordigliera più lunga al mondo e la più alta dell’America. Rivolgendosi agli operatori turistici è possibile fare un viaggio guidato in diverse tappe. Una prima fermata sarà il brillante bacino idrico di Potrerillos; poi si continua l’ascensione fino alla località di Uspallata. Dopo una piccola sosta si riprende la strada su un panorama che toglie il fiato.

Puente del Inca, a 2.719 metri sul livello del mare. Foto: Candela Copparoni

Uno di questi prodigi naturali è il Puente del Inca, un’area protetta che fa parte di un percorso dichiarato Patrimonio Mondiale dell’Unesco, risultato dell’erosione della roccia provocata dal fiume e della cementazione originata dalle acque termali altamente saline che ne sgorgano. Il viaggio prosegue e a pochi passi inizia la tanto attesa escursione ai piedi dell’Aconcagua, la cima più alta del continente. Ultima fermata è il Cristo Redentor, sul confine col Cile, un monumento simbolo di pace e fratellanza tra i due popoli.

La cordigliera delle Ande. In fondo, leggermente nevata, la cima dell’Aconcagua. Foto: Candela Copparoni

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