Lo scopritore della fertilità

Si è spento a Melbourne, il 1° aprile scorso, il dott. John Billings, assistito da otto dei suoi nove figli e dalla moglie Evelyn, compagna di tutta una vita e partner nella singolare avventura scientifica che li portò a mettere a punto la grande scoperta del metodo per la regolazione delle nascite che da entrambi ha preso il nome. La loro storia iniziò a Melbourne oltre cinquant'anni fa. Un prete cattolico, Maurice Catarinich, chiese nel 1953 a John e Lyn, da poco laureati in medicina ed appena sposati, di aiutarlo nel gruppo di famiglie che egli seguiva in parrocchia. Così essi vennero a scoprire un problema che ancora ignoravano: la necessità di evitare gravidanze per periodi limitati o anche per sempre. Le conoscenze di allora sui primi metodi naturali non davano risposte affidabili. Dalla metà dell'Ottocento la letteratura scientifica parlava dell'aumento della temperatura corporea in coincidenza della presunta ovulazione; a quella stessa epoca risalivano anche i primi studi sul muco cervicale chiamato leucorrea. E c'era soprattutto la grande scoperta del carattere periodico della fertilità che intorno agli anni Trenta due ginecologi, l'austriaco Herman Knaus ed il giapponese Kaysaku Ogino, autonomamente, avevano osservato giungendo ad analoghe conclusioni: la fertilità è periodica e dura pochi giorni al mese (uno solo secondo Knaus). John Billings raccolse e cominciò ad approfondire tutte le conoscenze di allora: iniziò così, con l'aiuto di coppie volontarie, un'appassionata sperimentazione sul campo che coinvolse medici, infermiere, donne interessate a capire meglio i segni dell'ovulazione. Verso la fine degli anni Cinquanta la sperimentazione era già molto avanzata ed esisteva un gruppo di sperimentatrici volontarie, che conoscevano ormai con enorme precisione tutte le manifestazioni cicliche del proprio organismo. A John Billings si deve l'idea che semplificò e rese grande il suo metodo: concentrarsi su uno solo dei segni; e precisamente il muco la cui osservazione non richiedeva l'uso del termometro né di altri strumenti. L'unico problema – egli racconta – fu convincere le donne che tutto potesse essere ora così semplice. Sempre a quell'epoca risale l'incontro con due importanti personaggi, l'inglese James B. Brown e lo svedese Eric Odeblad. Il prof. Brown insegnava in quegli anni all'Università di Melbourne; era un biochimico, autore del primo metodo per il dosaggio degli ormoni femminili nel sangue che sarebbe stato usato in tutti i laboratori del mondo. Il prof. Odeblad, ricercatore dell'Università di Umea, era un originalissimo biofisico esperto in fluidi organici che da anni si occupava proprio di muco cervicale. La ricerca si arricchì delle necessarie basi scientifiche che da allora ne fanno la realtà seria e rigorosa che oggi può vantarsi di essere. Nel 1965 la dottoressa Billings si aggiunse al team medico maschile del Melbourne Catholic Family Welfare Bureau; i casi di alcune signore che avevano problemi a capire il metodo, grazie al suo intervento, si risolsero senza difficoltà. Si capì allora che il metodo Billings doveva essere insegnato alla donna da altra un'altra donna, durante un training sulla base di precise, quotidiane osservazioni: così l'utente impara a conoscersi ed a saper riconoscere, senza approssimazioni, i suoi periodi fertili e non fertili ed il metodo diventa uno strumento acquisito per tutta la vita. Il metodo era ormai messo a punto; privo di costi, era pronto per milioni e milioni di coppie.Ma in America nel 1960 l'Fda (Food and Drug Administration) autorizzava il commercio di ormoni a scopo anticoncezionale. Era nata la pillola e si aprivano nuovi orizzonti per la contraccezione. Gli immensi interessi dei produttori dei farmaci iniziarono a promuovere la diffusione della pillola con grandi mezzi in tutto il mondo. In un'intervista recente Lyn Billings afferma con candida chiarezza: Il nostro metodo è gratuito e non produce guadagni e dunque non ebbe i mezzi di diffusione che poté avere la pillola anticoncezionale. Ci sono gli autori di una geniale scoperta che rifiutano il merito di aver inventato qualcosa. Noi non abbiamo inventato niente – dichiarava John Billings -: è Dio, creando la donna, che l'ha fatta così da sempre, in un modo che include anche il metodo. Noi abbiamo solo cercato di capire meglio questo piano di Dio. Nel 1968 papa Paolo VI nell'enciclica Humanae Vitae citava esplicitamente il ricorso ai periodi infecondi (cap. 16) e l'anno successivo conferiva a John Billings il titolo prestigioso di cavaliere di San Gregorio Magno per il suo impegno per la famiglia. Il primo grande riconoscimento ufficiale al metodo Billings venne nel 1988 da due autorevoli studi patrocinati dall'Organizzazione mondiale per la sanità; oltre a dimostrare la validità del metodo, i lavori ne mettevano in luce la grande semplicità ed applicabilità anche in Paesi in via di sviluppo. In una sua famosa lettera aperta a tutti gli uomini e le donne impegnati in un rapporto d'amore reciproco , John Billings dieci anni fa diceva: Il Mob (Metodo dell'ovulazione Billings) è stato oggetto della più ampia ricerca scientifica cui un metodo di regolazione della fertilità sia mai stato sottoposto. La sua efficacia per ottenere o distanziare la gravidanza è stata provata da numerosi studi condotti in diversi Paesi del mondo. È un metodo realmente universale perché è molto semplice da applicare e può essere compreso anche da persone povere o analfabete, può essere usato in tutte le circostanze della vita riproduttiva della donna, a prescindere dalla regolarità o irregolarità dei cicli, durante l'allattamento, in premenopausa ecc. Essendo un metodo naturale, è accettabile da persone di differenti culture e religioni. Il grande vantaggio del Mob è che esso promuove la comunicazione e la comprensione tra uomo e donna, sviluppa tra loro la collaborazione e una condivisione della responsabilità su questo aspetto così importante della vita di coppia; il numero e l'educazione dei figli. In tal modo migliora il loro rapporto, aiutandoli a crescere nell'amore e nella fedeltà l'uno verso l'altra. Oggi il metodo è insegnato e praticato in più di cento Paesi e si stimava alcuni anni fa in più di cinquanta milioni il numero di coppie che lo usano. Nel 1985, dinanzi alla campagna di sterilizzazione di massa e di aborti messa in atto in Cina per il controllo delle nascite il dr. Billings scrisse al governo cinese offrendosi di introdurre anche in quella nazione il suo metodo. Oggi è diffuso in Cina ufficialmente e conta già quasi cinquantamila insegnanti cinesi; più di 3.645.600 coppie ricorrono in Cina al metodo Billings ed i risultati mostrano una percentuale di successo del 99 per cento in un Paese dove il metodo viene appreso con rigore e senza l'equivoca tara culturale del metodo Ogino Knauss e dei sistemi fai da te. Fino a pochi anni fa, ultraottantenni, i coniugi Billings giravano ancora il mondo per sei mesi all'anno, chiamati in vari Paesi a sostenere le organizzazioni locali, ma anche a ricevere i meritati riconoscimenti presso istituzioni prestigiose. Li ricordiamo a Roma un anno e mezzo fa, tocco in testa e toga sulle spalle, ricevere la laurea honoris causa dalle quattro Facoltà mediche della capitale. John Billings – un uomo che, parte della schiera prestigiosa dei mancati premi Nobel per la medicina – lascia un metodo naturale preciso e rigoroso, ma purtroppo ingiustamente considerato presuntivo e fai da te. Lascia una delle grandi scoperte della medicina del secolo ventesimo tanto preziosa quanto ignorata e trattata con incomprensibile indifferenza soprattutto dal mondo medico.

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