Le vaccinazioni una possibilità di salute

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“Sono mamma di tre bambini rispettivamente di 10, 8 e di 1 anno. I primi due non li ho vaccinati contro il morbillo, malattia che hanno avuto qualche anno fa. Ricordo con una certa palpitazione quei giorni, perché la febbre è durata a lungo e soprattutto perché Giuseppe, il primo figliolo, ha avuto come complicanza una polmonite che ne ha richiesto il ricovero in ospedale. Il pediatra mi ha consigliato di vaccinare Rosario, l’ultimo figlio, contro il morbillo, la parotite e la rosolia. Vorrei proprio farlo per evitargli i problemi che ha avuto Giuseppe, ma i miei genitori mi ripetono che queste malattie è meglio che i bambini le abbiano, che servono per crescere meglio. Vorrei un suo parere su questo vaccino e più in generale sapere perché viene consigliato di vaccinare i bambini”. Maria – Sicilia Le malattie infettive. Le malattie infettive sono determinate da agenti infettivi, virus o batteri, che si introducono e si riproducono a spese del nostro corpo (chiamato ospite), determinando uno stato di malattia che varia a seconda del tipo di germe, della sua aggressività e delle difese che l’organismo riesce ad attivare. La febbre, accompagnata da un corredo di sintomi di diversa gravità a seconda del germe che ci attacca, è la reazione più evidente, ma la risposta dell’ospite è assai sofisticata e complessa, in una strategia difensiva organizzata dal sistema immunitario. Quando una persona ha già le difese contro il germe (l’agente infettivo) si dice che è immune; quando invece non ha ancora riconosciuto e approntato le difese si definisce suscettibile. Per non ammalarsi di una malattia trasmessa da agenti infettivi vi sono due possibilità: o eliminare completamente dalla circolazione il germe o convertire i soggetti suscettibili in immuni. I vaccini. I vaccini presentano al sistema immunitario gli agenti infettivi responsabili delle relative malattie dopo che sono stati neutralizzati nella possibilità di indurre malattia. In questo modo il bambino diventerà immune perché in condizione di riconoscere il germe ed impedirgli di causare malattia. Quando un’intera popolazione si vaccina, si crea una vera e propria barriera che impedisce la circolazione del germe e ciò può portare, come è già successo con il vaiolo e come sta avvenendo per la poliomielite, alla scomparsa in tutto il mondo della malattia. In Italia. Negli anni Cinquanta nel nostro paese si introdusse l’obbligatorietà per le vaccinazioni per garantire questo diritto di salute a tutti i bambini, indipendentemente dagli ostacoli culturali o economici che avrebbero potuto di fatto ostacolarlo. In questi ultimi anni sono stati resi disponibili nuovi vaccini, introdotti nel calendario vaccinale ma indicati come raccomandati e non obbligatori (vedi box). Talvolta ciò ha ingenerato confusione facendo ritenere questi meno importanti dei primi, mentre in realtà non lo sono. Le possibilità di somministrare, quando indicato, il vaccino antinfluenzale e, dallo scorso anno, il vaccino contro lo pneumococco (un batterio responsabile di circa il 20 per cento delle otiti in età pediatrica, nonché di alcuni tipi di broncopolmoniti e meningiti ) hanno ulteriormente ampliato l’offerta vaccinale. Nella prossima estate sarà inoltre introdotto in Italia un vaccino antivaricella , già utilizzato da 5 anni su tutta la popolazione infantile degli Stati Uniti. Nel nostro paese è comunque previsto che nei prossimi anni l’obbligo vaccinale venga abolito per tutte le vaccinazioni. Libertà e interrogativi. È evidente che la libertà dei genitori di scegliere se aderire o meno al programma vaccinale offerto, oltre che alle nuove vaccinazioni proposte, comporta la necessità per ciascuno di una maggiore responsabilità e impegno a comprendere cosa significhi oggi scegliere di vaccinare il proprio figliolo e quale significato attribuire ai singoli vaccini. Le domande che vengono poste al pediatra sulle vaccinazioni sono pertanto frequenti e numerose. Alla sig.ra Maria vorrei sottolineare come le malattie che si combattono con le vaccinazioni raccomandate siano tutt’altro che banali e prive di rischi. Ad esempio il morbillo in 1 bambino su 50 si complica con una polmonite (come nel caso di Giuseppe), in 1 su 1000 può determinare una encefalite in 1 su 2000 la morte. Patologie gravi quali la difterite e la poliomielite sono oggi scomparse grazie alle vaccinazioni di massa. E se troppi vaccini spianassero la strada ad altre malattie? I germi che stiamo combattendo sono una piccolissima parte dell’intero ecosistema e liberarsi da essi non comporta minacce nei confronti dell’equilibrio della vita, come già dimostrato dall’esperienza della polio e del vaiolo. I vaccini oggi sono sicuri, sottoposti ad una severissima serie di prove, ma, come tutti gli altri farmaci possono produrre effetti collaterali, anche se questi nella stragrande maggioranza dei casi sono banali e a risoluzione spontanea (qualche decimo di febbre, un’ arrossamento locale, ecc…). La somministrazione sempre a cura di un medico e la capillare rete di sorveglianza sull’efficacia dei vaccini denominata Spes ( realizzata da pediatri di famiglia che amano definirsi “Pediatri sentinella”), sono ulteriori forme di garanzia per incoraggiare ad avvicinarsi serenamente alle vaccinazioni. Quindi, cara sig.ra Maria, con le vaccinazioni ha una opportunità di costruire salute per i suoi figli e fa anche un concreto gesto sociale perché riduce la circolazione dei germi e contribuisce ad abbassare il rischio di malattia anche per coloro che non sono comunque vaccinati. Quindi coraggio e fiducia nel consiglio del suo pediatra! Calendario vaccinaler dell’infanzia In Italia sono raccomandabili nell’infanzia vaccinazioni per prevenire le seguenti malattie: tetano e difterite (Dt), polio (Opv), epatite virale B (Hb), morbillo, parotite e rosolia (Mmr), infezioni da Haemophilus influenzae b (Hib), pertosse (Dtp se associata ad antidifterica-tetanica, aP se singola). Le vaccinazioni antidifterica- tetanica (Dt), antipolio (Opv), antiepatite B (Hb) sono obbligatorie per legge nel nostro paese.

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