Le sfide culturali dei cristiani (Evangelii Gaudium 61-65)

Un commento agli articoli 61 e 65 dell'esortazione apostolica Evangelii Gaudium. Una Chiesa più decentrata e un papa meno supplente di altre autorità: è la rivoluzione comunitaria di papa Francesco
Papa Francesco bacia una bambina

61-65 – Sfide culturali

Ciò che mi convince profondamente di questo papa è la ripresa dei temi centrali di Benedetto XVI in chiave comunitaria, per cui l'antirelativismo non diventa massificazione clericale, ma semplificazione evangelica paritaria per tutti. Infatti la gente sente giustamente e correttamente questo papa come “uno di noi”, e lui stesso parla di necessaria «conversione del papato».

Ogni sua parola è comprensibile da tutti e ogni suo gesto è diretto e ciascuno: infatti nelle udienze papa Francesco accosta decine o centinaia di persone, e solo la mancanza di tempo gli impedisce di salutare, toccare o farsi toccare dalle decine di migliaia che si protendono a lui come teenager al loro “idolo”. Il suo rapporto non è con tutti ma con ciascuno: e questo è profondamente radicale e centrale nel Vangelo, è nella logica stessa dell'Incarnazione.

Penso che il futuro vedrà una Chiesa sempre più decentrata e perciò sempre più unita nelle sue particolarità e differenze, e un papa sempre meno supplente di altre autorità, perciò sempre più libero di parlare e agire come un uomo qualsiasi («un peccatore», ha detto) a cui è affidato il mandato dell'unità.

Giovanni Casoli
Editorialista di Città Nuova

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