Le direttive sulla colazione

Approvata la revisione delle normative su miele, succhi di frutta, confetture e latte.
Vasi di miele e confetture in esposizione al Bucharest Food Expo, la maggior fiera di settore del Paese - anch'esso parte dell'Ue. Foto Ansa/EPA/Robert Ghement

Il Parlamento europeo e il Consiglio dei ministri dell’Unione europea (Ue) hanno raggiunto un accordo politico raggiunto per rivedere e rafforzare le norme di commercializzazione esistenti applicabili al miele, ai succhi di frutta, alle confetture e al latte. Si sa, l’Ue fa leggi su tutto, anche su quello che mangiamo a colazione! Infatti sono state aggiornate proprio le cosiddette direttive sulla colazione, che stabiliscono norme comuni sulla composizione, le denominazioni di vendita, l’etichettatura e la presentazione di tali prodotti per garantirne la libera circolazione nel mercato interno e aiutare i consumatori a compiere scelte consapevoli.

Le direttive sulla colazione, ora aggiornate, introdurranno un’etichettatura d’origine obbligatoria per il miele, cosicché i paesi di origine nelle miscele di miele dovranno figurare sull’etichetta in ordine decrescente con la percentuale di ciascuna origine. Inoltre, la Commissione europea potrà introdurre metodi di analisi armonizzati per individuare l’adulterazione del miele con zucchero, una metodologia uniforme per rintracciare l’origine del miele e criteri per accertare che il miele non sia surriscaldato al momento della vendita al consumatore finale. Questo limiterà le pratiche fraudolente e aumenterà la trasparenza della catena alimentare.

Ancora, si profilano nuove innovazioni e opportunità di mercato per i succhi di frutta in linea con le nuove esigenze dei consumatori: Infatti, saranno disponibili tre nuove categorie facilmente identificabili: “succo di frutta a tasso ridotto di zuccheri”, “succo di frutta a tasso ridotto di zuccheri da concentrato” e “succo di frutta a tasso ridotto di zuccheri concentrato”. I succhi di frutta potranno indicare recare in etichetta la menzione “contiene solo zuccheri naturalmente presenti” per chiarire che, contrariamente ai nettari di frutta, i succhi per definizione non possono contenere zuccheri aggiunti, una caratteristica di cui la maggior parte dei consumatori non è a conoscenza.

Poi, sarà obbligatorio un tenore di frutta più elevato nelle confetture, con l’aumento del tenore minimo di frutta nelle confetture (da 350 a 450 g/kg) e nelle confetture extra (da 450 a 500 g/kg), così da migliorare la qualità e ridurre il tenore di zucchero. Gli Stati membri saranno autorizzati ad autorizzare il termine “marmellata” come sinonimo di “confettura”, per tener conto della denominazione comunemente utilizzata a livello locale per tali prodotti. Il termine “marmellata” era finora autorizzato solo per le confetture di agrumi.

Infine, sarà adottata un’etichettatura semplificata per il latte, mentre la distinzione tra latte “evaporato” e “condensato” sarà eliminata, ma sarà autorizzato anche il latte disidratato privo di lattosio.

Secondo Janusz Wojciechowski, commissario europeo per l’Agricoltura, nell’aggiornare le norme europee, «non abbiamo rafforzato solo la normativa vigente, ma anche la produzione europea e i vantaggi per i consumatori», con «un’etichettatura d’origine più chiara, la riduzione del tenore di zuccheri e l’aumento del tenore di frutta riflette la nostra dedizione a promuovere scelte informate». Inoltre, «con le nuove norme possiamo limitare le pratiche fraudolente e disporre di una catena alimentare più trasparente a vantaggio dei produttori europei».

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