L’anomalia di un fisco “dipendente” dall’azzardo

I monopoli di Stato inviano un monito alla commissione Bilancio della Camera sul buco miliardario delle entrate che provocherebbe il testo unico sull’azzardo patologico che deve ancora essere discusso in aula. L’attualità del laboratorio di sabato mattina, 4 ottobre, a Loppiano Lab su “Slot Mob: Lobby dell’azzardo, politica e mafie”.
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Prima di arrivare nella discussione nell’aula della Camera, il progetto del testo unico della legge sulla cura del gioco d’azzardo patologico deve attraversare la strada stretta della commissione Bilancio, che deve assicurare tecnicamente la copertura dei costi conseguenti all’entrata in vigore della normativa elaborata dalla commissione Affari sociali di Montecitorio.

Una strada che si annuncia in salita anche perché la normativa che raccoglie diverse proposte di legge introduce in via accessoria, oltre la cura del danno già prodotto, una serie di misure preventive destinate ad ostacolare la facilità con cui le società del settore hanno invaso, in Italia, ogni ambito sociale.

Così l’introduzione del divieto di pubblicità, che dovrebbe essere ovvio come avviene per il fumo, rappresenta una vera e propria minaccia da sventare.

Come ha riportato Andrea Bassi su “Il Messaggero” del 26 settembre 2014, addirittura i monopoli di Stato hanno consegnato alla commissione bilancio della Camera, un documento che quantifica da 9 a 13 miliardi di euro il danno che l’introduzione della nuova normativa potrebbe provocare alle casse dello Stato: «Più del costo del bonus introdotto dal governo Renzi per 10 milioni di cittadini. Oltre la metà di quanto il governo conta di ricavare dalla spending review per finanziare la prossima legge di stabilità». Nella relazione confezionata dai funzionari pubblici si fa notare, tra l’altro, che la previsione di sostituire le macchinette in funzione per renderle attivabili solo tramite tessera sanitaria (una misura che disincentiva l’accesso dei minori) porterebbe al blocco dell’offerta del parco macchine per circa 2 o 3 anni.

Con tali premesse, si può prevedere che il cammino della nuova legge si farà sempre più accidentato senza una consapevolezza sociale capace di dire no alla dipendenza dei conti della Repubblica dalle entrate dell’azzardo, che continua ad impoverire fasce crescenti di popolazione arricchendo le società transnazionali del gambling come Lottomatica, ora Gtech. Il nocciolo della questione è la mancanza di alternative reali di prelievo fiscale, come potrebbe essere una misura che colpisse i grandi patrimoni o una seria strategia di lotta ai paradisi fiscali. Molto più semplice raccogliere denaro dai sempre più numerosi punti di raccolta dell’azzardo “legalizzato”, tanto che proliferano ormai le app studiate apposta per indurre i minori ad adottare il meccanismo dell’azzardo, a cominciare dai tablet e gli smartphone. 

Per questo motivo il movimento Slot Mob, che si propaga spontaneamente dal basso a partire dalle scelte responsabili dei baristi che rifiutano le slot machine, mette in crisi l’irrazionalità di un sistema iniquo e incapace di offrire una risposta adeguata ad una piaga sociale dai molti effetti collaterali distruttivi. L’evento dello Slot Mob produce nei promotori delle manifestazioni nelle diverse città il desiderio non solo di promuovere una formazione in grado di mettere in crisi il modello dell’individualismo competitivo, ma di approfondire e rendere accessibili i grandi temi dell’economia attraverso scuole popolari. Uno strumento per «riprendere la parola». Di questo e altro si parlerà a Loppiano Lab nel laboratorio di sabato mattina 4 ottobre che ha un titolo molto esplicito: “Lobby dell’azzardo, politica e mafie”.

Parteciperà, tra gli altri, oltre a Simone Feder (movimento “No Slot”) e don Armando Zappolini (campagna “Mettiamoci in gioco”), che rappresentano due percorsi differenti nell’approccio alla problematica dell’azzardopatia sociale, anche il giovane deputato genovese Lorenzo Basso, che è il portavoce del gruppo interparlamentare sull’azzardo. Basso è un esponente del partito democratico, ma il gruppo è così ricco di provenienze che resta un mistero la prevalenza esercitata finora nelle Camere dai portatori di interessi a favore della diffusione dell’azzardo in un Paese che si conferma un caso di studio osservato a livello mondiale (primo nella raccolta in Europa e al terzo posto su scala planetaria).   

Per una piena accessibilità ai nomi dei parlamentari del gruppo dedicato all’azzardo, si riporta qui di seguito l’elenco che reca, come data ultimo aggiornamento, la fine di luglio 2014.

•        Lorenzo Basso

•        Stefano Quaranta

•        Mario Sberna

•        Rosanna Scopelliti

•        Donatella Albano

•        Silvana Amati

•        Tiziano Arlotti

•        Davide Baruffi

•        Alfredo Bazoli

•        Paolo Beni

•        Mariastella Bianchi

•        Paola Binetti

•        Caterina Bini

•        Franca Biondelli

•        Luigi Bobba

•        Sergio Boccadutri

•        Francesca Bonomo

•        Franco Bordo

•        Maria Elena Boschi

•        Chiara Braga

•        Paola Bragantini

•        Laura Cantini

•        Salvatore Capone

•        Ernesto Carbone

•        Elena Carnevali

•        Mara Carocci

•        Marco Carra

•        Mario Caruso

•        Pierferdinando Casini

•        Vannino Chiti

•        Eleonora Cimbro

•        Luciano Cimmino

•        Roberto Cociancich

•        Franco Conte

•        Diego Crivellari

•        Vincenzo Cuomo

•        Angelo Antonio D'agostino

•        Luigi Dallai

•        Mauro Del Barba

•        Rosa Maria Di Giorgi

•        Luigi Di Maio

•        Marco Di Maio

•        Vittoria D'incecco

•        Nerina Dirindin

•        Marco Donati

•        David Ermini

•        Giuseppe Esposito

•        Marilena Fabbri

•        Claudio Fava

•        Nicoletta Favero

•        Valeria Fedeli

•        Marco Fedi

•        Elena Ferrara

•        Cinzia Fontana

•        Paolo Fontanelli

•        Filippo Fossati

•        Vittorio Fravezzi

•        Laura Garavini

•        Daniela Gasparini

•        Anna Giacobbe

•        Gian Luigi Gigli

•        Federico Ginato

•        Sandro Gozi

•        Chiara Gribaudo

•        Paolo Guerrieri

•        Antonella Incerti

•        Vanna Iori

•        Francesco Laforgia

•        Albert Lanièce

•        Stefano Lepri

•        Giuseppe Lumia

•        Patrizia Maestri

•        Ernesto Magorno

•        Simona Flavia Malpezzi

•        Maino Marchi

•        Giulio Marcon

•        Raffaella Mariani

•        Luigi Marino

•        Michela Marzano

•        Donella Mattesini

•        Matteo Mauri

•        Margherita Miotto

•        Colomba Mongiello

•        Daniele Montroni

•        Alessandra Moretti

•        Mario Morgoni

•        Giulia Narduolo

•        Marisa Nicchi

•        Michele Nicoletti

•        Pamela Giacoma Giovanna Orrù

•        Venera Padua

•        Giorgio Pagliari

•        Lionello Marco Pagnoncelli

•        Elio Massimo Palmizio

•        Franco Panizza

•        Luca Pastorino

•        Edoardo Patriarca

•        Emma Petitti

•        Stefania Pezzopane

•        Leana Pignedoli

•        Lia Quartapelle Procopio

•        Francesco Ribaudo

•        Lucio Romano

•        Maurizio Rossi

•        Anna Rossomando

•        Michela Rostan

•        Alessia Rotta

•        Simonetta Rubinato

•        Carla Ruocco

•        Francesco Russo

•        Angelica Saggese

•        Chiara Scuvera

•        Angelo Senaldi

•        Ivana Simeoni

•        Elisa Simoni

•        Luca Squeri

•        Mario Tullo

•        Stefano Vaccari

•        Vito Vattuone

•        Maria Valentina Vezzali

•        Diego Zardini

 

 

 

 

 

   

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