La risposta che conta

Mamma, perché l’acqua è bagnata? . Non lo so, ma che domanda ridicola! Possibile che tu debba passare il tempo a chiederti il perché e il percome di tutte le cose? Mi farai ammattire!. Sì, mamma, scusami, hai ragione… ma perché i piedi sono attaccati alle gambe? E perché due più due fa quattro e non cinque? Insomma, pareva proprio che quel figliolo non potesse fare a meno di porsi domande in continuazione. E ora volete sapere chi era? Era il Punto Interrogativo. A forza di trascorrere le giornate rimuginando le mille domande che gli frullavano per la testa era diventato tutto curvo, ripiegato su sé stesso. E la sua mamma, la signora Virgola, era un po’ preoccupata. Vai fuori a giocare e non pensare più a niente! gli diceva. Mamma – annunciò lui un giorno -, ho deciso di andare fuori, ma non per giocare; voglio andare in giro per il mondo a vedere se trovo le risposte a tutte le mie domande. La mamma gli fece mille raccomandazioni, poi lo lasciò partire. Il Punto Interrogativo si mise in viaggio, pieno di speranza. Cammina cammina, si imbatté in una montagna. Chissà perché le montagne hanno la punta, pensò e decise di chiederlo all’interessata. Perché… cominciò. Perché… si sentì rispondere. … le montagne… proseguì lui. … le montagne disse la montagna. … hanno…. … hanno…. … la punta?. …la punta?. Ma questa ripete quello che dico io! Si vede che il perché non la sa nemmeno lei e lo domanda a me, poveretta!. Così pensò il Punto Interrogativo, il quale non sapeva che a rispondergli era stata l’eco e si allontanò, deluso. Camminò ancora parecchio e arrivò in città. Varcò il cancello dei Giardini Pubblici e si guardò attorno, in cerca di una panchina su cui riposarsi. Ne vide una dove erano seduti due anziani signori. Oh, che bellezza! – pensò il Punto Interrogativo -: queste persone hanno vissuto tanto e sembrano tanto serene. Certamente avranno trovato tutte le risposte che contano. Fiducioso, si mise ad ascoltare la loro conversazione. Uno dei due diceva: Io mi domando perché i giovani di oggi sono così scontenti: hanno tutto e non sono mai soddisfatti. E io mi domando, invece, perché ci tocca invecchiare, perché le mie gambe non sono più quelle di una volta, perché la mia memoria non è più quella di una volta. Il Punto Interrogativo si allontanò, sconsolato. Finora lui si era chiesto soltanto perché l’acqua è bagnata o perché le montagne hanno la punta. Adesso scopriva che esistevano domande ben più serie. E si sentì più triste di prima. Camminava da un pezzo, curvo e pensoso, quando un aeroplanino di carta gli sfiorò la testa. Alzò lo sguardo e si accorse che stava passando accanto a una scuola. Sono proprio fortunato! – si disse -. Mi metterò in ascolto sotto la finestra. Sono sicuro che qui troverò le risposte che cerco. La scuola non esiste forse per questo?. Il Punto Interrogativo si drizzò per arrivare all’altezza del davanzale. La maestra, in piedi sulla predella della cattedra, stava dicendo: Io vorrei proprio sapere perché non entra niente dentro le vostre zucche. Perché io devo sgolarmi per niente? Perché ho scelto di fare la maestra? Il Punto Interrogativo rimase sbigottito udendo quella raffica di perché. Se neppure la maestra sapeva rispondere, allora forse le risposte non esistevano proprio. Eppure, dovevano pur esserci, da qualche parte. Infatti, diceva a sé stesso, le scarpe ci sono perché ci sono i piedi, il termosifone c’è perché c’è il freddo, dunque le riposte ci devono essere, perché ci sono le domande. Era un buon ragionamento, non vi pare? Ragionando così, si lasciò alle spalle la città e giunse in campagna. In mezzo a un prato, vide due oche, sedute all’ombra di un albero, le quali stavano leggendo un libro che avevano trovato nel fienile. Poiché avevano l’aria molto interessata, il Punto Interrogativo si avvicinò loro. Forse, in quel libro, c’erano tutte le risposte che stava cercando. Giunto vicino alle oche, gettò uno sguardo sul libro… e rimase esterrefatto! Perché leggete il libro capovolto? non poté fare a meno di chiedere. Perché siamo oche! risposero allegramente. Il Punto Interrogativo si sedette sull’erba e scoppiò a ridere. Questa è la prima risposta sensata che trovo! esclamò e subito si affrettò a domandare: Signore oche, visto che siete così sagge, mi potreste dire perché le montagne hanno la punta e perché agli scolari non entra niente in zucca e perché i giovani d’oggi sono così scontenti e perché…. Il Punto Interrogativo continuava a parlare, senza neppure tirare il fiato, per paura di dimenticare qualche domanda importante. Le oche si guardarono con un sorriso d’intesa, poi una delle due disse: Ho la risposta a tutte le tue domande: aspetta un momento, torno subito. Il Punto Interrogativo era emozionatissimo: stava per ricevere una risposta a tutte le sue domande: non gli sembrava vero! L’oca ritornò con un ferro da stiro. Fece distendere sull’erba il Punto Interrogativo, passò e ripassò il ferro su di lui e quando il Punto Interrogativo si alzò in piedi era diventato… un Punto Esclamativo! E, all’improvviso, aveva trovato la risposta più importante di tutte: la vita è bella! Adesso doveva farlo sapere a tutti! Corse in città e ritrovò i due vecchi che conversavano sulla panchina dei Giardini Pubblici. Perché i prezzi aumentano tutti i giorni? stava chiedendo uno. Una rondine volò sopra i Giardini. Il Punto Esclamativo si affrettò a sussurrare all’orecchio del vecchio che stava parlando: Sta tornando la Primavera!. E il vecchio signore disse ad alta voce: Sta tornando la Primavera! Non so perché i prezzi aumentano, ma oggi voglio godermi questa bella giornata. Dopotutto, la vita è bella!. Il Punto Esclamativo lasciò i due vecchi sorridenti e si diresse verso la scuola. Fausto, dimmi un po’ perché…. stava domandando la maestra. Oh, no! – pensò il Punto Esclamativo -, bisogna fermarla!. Passò tra i banchi, bisbigliando: L’albero del cortile ha messo fuori le prime gemme!. I bambini ripeterono in coro quelle parole. La maestra sorrise e disse: Va bene, mettiamo da parte i perché e andiamo in cortile. Oggi imparerete la lezione più importante: la vita è bella! (Anche per una maestra, aggiunse tra sé). Il Punto Esclamativo tornò a casa, felice. La mamma, abbracciandolo, gli disse: Tesoro mio, come ti sei fatto alto! E mi sembri anche soddisfatto: hai trovato dunque le risposte che cercavi? Dimmele, sono curiosa anch’io! Perché dunque due più due fa quattro e perché l’acqua è bagnata?. Non lo so mamma, ma ho imparato che troppe domande rendono tristi e curvi perciò non voglio pormele più. Io ho trovato l’unica risposta che conta: la vita è bella… anche con i suoi perché!.

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