La Regina del Tuscolo

Alla scoperta di arte, itinerari, bellezze naturali, storia e cultura. Tutto questo è l’abbazia greca di San Nilo di Grottaferrata, straordinario scrigno che da 1008 anni racconta storie straordinarie. Eccone una
Abbazia greca di San Nilo di Grottaferrata

Il 15 agosto si celebra la solennità dell’Assunzione di Maria in cielo, un mistero di fede dalle radici antichissime: ne sono prova le numerose testimonianze iconografiche e musive disseminate nelle antiche basiliche cristiane d’Oriente e d’Occidente, oltre alle testimonianze della prima letteratura cristiana, come il Protovangelo di Giacomo. Com'è noto, nel 1950 papa Pio XII ha pronunciato la definizione dogmatica di questo mistero, confermando e sintetizzando tutta la tradizione patristica sul tema nella Costituzione Apostolica Munificentissimus Deus.
 
Una consuetudine liturgica molto radicata, poi, vuole che la celebrazione delle feste più solenni venga protratta almeno per una settimana, da cui deriva l’istituzione dell’Octava di una solennità, cioè la conclusione dei festeggiamenti l’ottavo giorno. Lo stesso papa Pio XII, nel 1955, ha voluto che il 22 agosto – ottava dell’Assunzione – la Vergine Maria venisse celebrata sotto un altro dei suoi tradizionali titoli, quello di “Regina”, a ideale compimento del mistero contemplato il 15 agosto. Tutti i testi liturgici relativi all’Assunzione associano la misteriosa conclusione della vita terrena di Maria con la sua incoronazione a Regina del cielo e della terra.

Per ritrovare pienamente una testimonianza della tradizione dell’Octava bisogna giungere sui colli denominati Castelli Romani, a Grottaferrata dove, in certo modo, questa festa è prevista già da secoli. Dall’anno 1230, secondo le fonti storiche superstiti, in questo piccolo paese il 22 agosto si celebra con grande solennità la festa della “Regina del Tuscolo”, rappresentata in un’icona bizantina molto antica e sempre molto venerata da tutta la diocesi suburbicaria tusculana di Frascati.

Come è noto il Tuscolo è un’altura di formazione vulcanica dei Colli Albani, ricadente per la maggior parte nel comune di Monte Porzio Catone, ma anche nei territori di Grottaferrata, Frascati e Montecompatri. Esso è incluso all’interno del Parco regionale dei Castelli Romani ed è per questo tutelato. In particolare, il Tuscolo è noto anche per essere sede di importanti ritrovamenti archeologici dell’antica città di Tusculum, città pre-romana, romana e medioevale, oltre che luogo privilegiato di estrazione della pregiata pietra sperone del Tuscolo.
 
L’icona bizantina è appunto custodita a Grottaferrata in una splendida Badia bizantina risalente a più di un millennio fa, la famosa Abbazia di San Nilo, troppo poco conosciuta per la sua ricchezza storica, culturale, spirituale. Essa è anche un santuario mariano, consacrato dal papa Giovanni XIX il 17 dicembre 1024 e “abbracciato” appunto, dall’antica abbazia greca dei monaci basiliani, fondata da due santi monaci calabresi, Nilo e Bartolomeo, nell’anno 1004. Nel tempo, il fervore religioso dei monaci e la genuina pietà popolare accrebbero a dismisura la devozione e la fama della Theotokos di Grottaferrata, tanto che ogni anno, in occasione della festa dell'Annunciazione, il 25 marzo, si dovette provvedere all’accoglienza e al ristoro della folla di pellegrini forestieri, un servizio mai interrotto che ha dato origine alla moderna Fiera di Grottaferrata, oggi alla 412ª edizione.

La Madonna di Grottaferrata, infatti, iniziò ben presto a essere protagonista di eventi prodigiosi: i malati che venivano unti con l’olio che ardeva nella lampada votiva posta davanti all’icona molto spesso tornavano a casa miracolosamente risanati dalle loro infermità. E papa Gregorio IX concesse persino l’indulgenza plenaria a quanti si sarebbero recati a venerare la sacra icona nella festa del 22 agosto (la cosiddetta Perdonanza di Grottaferrata).
 
Sul colle che sovrasta la cittadina di Grottaferrata sorgeva l’antica città romana di Tusculum, dove il gruppo di monaci italo-greci sostò per breve tempo prima di edificare l’abbazia. Secondo una tenace tradizione, essi avrebbero sempre portato con sé un'incantevole effigie della Madonna col Bambino, sia a Tuscolo che a Grottaferrata, icona poi sottoposta a varie traslazioni (persino nella città di Roma) fino all’ultima e definitiva collocazione nell'abbazia di San Nilo, il 22 agosto 1230, la cui commemorazione annuale è anche oggi la festa religiosa popolare più viva e sentita del territorio.
 
Due sono i momenti più toccanti del calendario delle celebrazioni: il primo, la mattina della vigilia della festa, con il tradizionale pellegrinaggio (per molti addirittura a piedi) da Grottaferrata ai ruderi dell'antica Tuscolo, per la partecipatissima celebrazione eucaristica all’aperto, dinanzi alla stele dedicata alla Madonna sul luogo dell’antica collocazione dell’icona, seguita da una fraterna agape di tutti i partecipanti, tra degustazioni di cibi tipici locali e un'allegra animazione con canti popolari; il secondo, la conclusione dei festeggiamenti, la sera del 22, con il solenne rinnovamento del voto che tutta la cittadinanza ha emesso nel 1944 come perenne ringraziamento alla Vergine Maria per lo scampato pericolo di uno spaventoso bombardamento americano durante la Seconda guerra mondiale.

In quell’occasione, così ricorda un’epigrafe commemorativa e anche la vivida memoria degli anziani del paese, fu proprio l’abbazia dei monaci di San Nilo a fungere da rifugio per la popolazione, e molti abitanti rimasero proprio in chiesa, davanti all’icona della Madre di Dio, attendendo in fiduciosa preghiera l’estinguersi della furia bellica. L’ultimo commovente episodio di una storia millenaria, manifestazione di un fortissimo vincolo d’amore tra questa comunità di monaci e la gente di Grottaferrata, nel segno della condivisa venerazione per la Regina del Tuscolo.

Maggiori informazioni sul sito http://www.abbaziagreca.it
 

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