La posta del direttore

NOTTI BIANCHE CONTROVERSE Sono un po’ amareggiato per l’elogio che Città nuova n. 19 ha fatto della Notte bianca a Roma, istituita dal sindaco Veltroni. Sono convinto che Roma non abbia bisogno di queste iniziative volte a riscoprire la notte, visti i ritmi innaturali a cui la città è sottoposta. Si consideri anche la mobilitazione resasi necessaria in quella notte di forze dell’ordine, personale sanitario, vigili del fuoco, ecc. ecc. Apprezzerete sicuramente questa poesia di Helder Camara: Almeno di notte/ lascia che il tuo cuore riposi…/ almeno di notte smetti di correre,/ rallenta la tua frenetica attività./ Cerca, se puoi, di addormentare anche i tuoi sogni./ Almeno di notte abbandonati in modo totale,/ anima e corpo nelle mani di Dio. Massimo – Roma Convengo che di quell’avvenimento si poteva dare un resoconto meno affrettato e più critico. Ne abbiamo avuti riscontri entusiastici ed altri negativi. Le intenzioni erano certamente buone; i risultati mediocri, ma per l’eccesso di partecipazione. Forse, per l’avvenire, sarà meglio che i romani si accontentino della Festa de noantri. Alle notti bianche riserverei un Semel in anno…, ma senza troppo insanire. Bella e condivisibile la poesia di Camara. SMALTIMENTO E RICICLO DEI RIFIUTI URBANI Ho apprezzato per la precisione dell’informazione i due articoli redatti da Aurora Nicosia sui termovalorizzatori ed in generale sullo smaltimento e riciclo dei rifiuti solidi urbani. In Sicilia questo problema, insoluto come in molte altre regioni, è stato affidato dal governo nazionale in regime di commissariamento al presidente della Regione. Il piano del trattamento dei rifiuti prevede sei termovalorizzatori dislocati nelle aree industriali dell’isola: Augusta, Gela, Termini Imerese, Milazzo e poi uno a Ragusa e uno a Trapani. Il problema si pone per le aree industriali già dichiarate aree ad alto rischio ambientale con una incidenza tumorale e di malformazioni nei neonati tripla di quella nazionale. Ho utilizzato gli articoli di Città nuova per un’azione ecologica su questo tema promossa dalla nostra comunità locale dei centri satelliti dell’area industriale di Augusta. Grazie per questo lavoro di educazione ambientale. Pino Giaccone ordinario di ecologia all’università di Catania ISLAM E OCCIDENTE Se s’identifica il terrorismo con l’odio degli islamici verso la civiltà occidentale di origine cristiana, l’umanità va verso una disunione terrificante. C’è un Islam molto in ritardo e deviante rispetto al Corano; ma quanto erano lontani dal Vangelo, nel XX secolo, i terroristi di matrice cristiana che portavano scritto sul cinturone militare Dio con noi? L’Islam è in progresso; vuole un Corano interpretato in modo più umanitario e vorrebbe isolare il fondamentalismo; ci sono aperture di sapienti ed attese specie tra le donne ed i giovani. Il dramma ancora attuale dell’Islam è la commistione in negativo tra religione e potere politico. Per questo va tolta ai fondamentalisti ogni ragione politica, di guerra contro l’oppressione militare ed economica dell’Occidente e dei suoi alleati. Bisogna tornare al principio dell’autodeterminazione dei popoli; bisogna che i ceceni, schiacciati da secoli dall’imperialismo russo, abbiano l’indipendenza; così come i curdi, vittime della Turchia e degli arabi; bisogna ridare una terra ed uno stato indipendente ai palestinesi, a cui fu assurdamente tolta per creare un invadente stato confessionale ebraico; quando l’ebraismo aveva pacifica accoglienza in tanti stati. P. C – Udine Mi sembra che la sua sintesi sia un po’ sbrigativa, perché non è certo possibile abbracciare un problema così vasto e complesso in poche righe. A mio avviso il mondo islamico, non diversamente da quello occidentale, sta attraversando una profonda crisi che la guerra, come la violenza in genere, accentua e non risolve. Di positivo mi pare si possa dire che finalmente ce ne stiamo accorgendo e che cresce il numero di coloro che dissentono dai metodi forti. Il che non vuol dire abbassare la guardia davanti al terrorismo, perché in esso non v’è nulla di razionale. Ma è solo su ciò che è positivo che si può fare leva per progredire. E dunque è quello che va cercato nell’una parte e nell’altra. Per questo segnaliamo con interesse anche tutti i fermenti positivi che da più parti maturano nel mondo islamico. Il diritto di autodeterminazione cui lei accenna, però, va riconosciuto tanto ai palestinesi quanto agli ebrei. LA STESSA LETTERA A DUE RIVISTE Oltre che a Città nuova, sono abbonata da anni anche a Famiglia Cristiana e mi sono molto stupita di trovare sui due giornali e nella stessa data, 25 luglio una lettera uguale: – Famiglia Cristiana n. 30 Tatuaggi e piercing: mode pericolose o passeggere?, firmata Franco (Av) – Città nuova n. 14:Tatuaggi e piercing: scelta libertina? firmata F.P., un po’ più corta ma con le stesse frasi che fanno pensare alla stessa persona. Due possono essere i casi: questa persona è abbonata come me ai due giornali e ha spedito la lettera a tutte e due per confrontare le risposte (e per puro caso la pubblicano la stessa settimana) oppure le redazioni si passano le lettere, la qual cosa mi deluderebbe molto. Lettrice – Savigliano (Cn) La coincidenza da lei segnalata non è infrequente. Spesso i lettori pongono lo stesso quesito a più giornali. La ringrazio della segnalazione che mi ha consentito di leggere la risposta di Famiglia Cristiana che condivido. In fondo entrambi abbiamo cercato di sdrammatizzare. UN’AMICIZIA NON SOLO DI PAROLE Per almeno una ventina d’anni ho letto Città nuova. A mia insaputa ero stato abbonato da una persona in Italia che ho poi conosciuta indagando. Le ho scritto ringraziando e inviando anche regali cinesi. Ora non la ricevo più, l’ultimo numero è del 25 agosto scorso. Non oso scrivere il perché, sarebbe indiscrezione. Mi rivolgo a voi: potrei averla ancora per un anno o due al massimo? Ho compiuto 91 anni. Leggevo Città nuova non per passare il tempo, ma con piena cognizione di ciò che leggevo. Città nuova centralissima: Dio, chiesa, il papa, ecc. Se potete farmi questo favore, vi ringrazio, se no, sempre amici. Non vi descrivo l’amicizia che vi è fra noi e i focolarini di Macao ed Hong Kong, non solo a parole, ma anche di vicendevole aiuto. La Madonna benedica il vostro lavoro. Don Ernesto Rescalli, salesiano Yuet Wah College – Macao Il disguido era solo postale e speriamo di avergli posto rimedio. Pubblichiamo comunque la lettera per poter ricambiare i sentimenti di una così bella amicizia che accomuna la grande famiglia di Città nuova. FECONDAZIONE ASSISTITA E INFORMAZIONE TENDENZIOSA Su un tema complesso come la fecondazione assistita è normale che esistano opinioni diverse, ma credo che gli Italiani abbiano il diritto di essere informati correttamente. Non è stato così nelle ultime settimane quando nella tv pubblica, nonostante le promesse di imparzialità della Rai, abbiamo assistito a trasmissioni, in orario di massimo ascolto, dove per quasi un’ora e mezzo più di 40 personaggi (conduttori compresi) si sono succeduti a denigrare la legge, approvata in Parlamento da una maggioranza trasversale, senza che ad alcuna voce fosse consentito di esporre ragioni diverse. Le poche battute dei parlamentari favorevoli alla legge ripresi durante il dibattito al Senato, isolate ad arte dal loro contesto, sono state inserite in un clima di irrisione. Si è parlato dell’Italia come dell’unico paese in Europa dove è vietata la diagnosi genetica pre-impianto quando questa é vietata anche in Germania, Austria e Svizzera; paesi non certamente confessionali! Nessuno ha mai parlato come in alcuni paesi stiano modificando le proprie leggi in senso restrittivo vietando anche la fecondazione eterologa a causa dei problemi riscontrati nelle coppie e nei figli nati con quella tecnica. Si è puntato sull’emozione piuttosto che sulla ragione, dicendo che vietando la ricerca scientifica sulle cellule embrionali non si pensa ai malati da curare, quando invece eminenti esperti di bioetica affermano che già oggi le cellule staminali adulte o estratte dal sangue del cordone ombelicale e dal midollo osseo guariscono talune malattie. Non c’è dunque bisogno di distruggere gli embrioni. Si è maliziosamente definito battaglia tra cattolici e laici un dibattito su temi che fanno riflettere tutti: credenti e non credenti. Ritengo che un sereno dibattito imparziale su questi temi (tra esperti di bioetica e non di politica) sarebbe stato più fruttuoso di una ossessiva ripetizione di slogan con il risultato che la maggioranza degli italiani non ci ha capito nulla e sicuramente non si presenterà a votare nel caso si dovesse svolgere il referendum. Fiducioso che almeno il suo giornale pubblichi una voce diversa, la ringrazio anticipatamente. Lucio Groten Senza escludere l’opportunità di riparlarne, rimanderei il lettore ai nostri articoli:Procreazione artificiale: considerazioni sulla nuova legge (A.M.Baggio, 13/2002); Questioni di coscienza (A.M.Baggio, 24/2002); La fede giovane non dubita sull’amore (P.Lòriga, 2/2003); Il nostro corpo, tra manipolazione e globalizzazione (G.Meazzini, 7/2003); Vita umana che passione (N.Pozzi, 8/2004).

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