La posta del direttore

CONTRO LA LOBBY DELLE DISCOTECHE Sono rimasto amareggiato nell’apprendere che la legge che prevedeva la chiusura anticipata di discoteche e locali notturni è stata bocciata da una maggioranza trasversale in parlamento. Evidentemente molti politici hanno ceduto alle pressioni delle grandi lobby che non volevano rinunciare a lauti guadagni senza nessun rispetto per migliaia di ragazzi che ogni settimana rischiano la vita sulle strade. La legge poteva essere un tentativo per arginare il problema, ma a tanti politici interessano più i voti! Anche per questo motivo ho deciso che alle prossime elezioni europee voterò per quei candidati che si propongono di promuovere o difendere i veri valori come la difesa della famiglia, la vita sotto tutti gli aspetti; e che abbiano dimostrato di stare in politica per rispondere ai bisogni della gente e non solo al proprio tornaconto. Di queste persone ce ne sono in vari partiti. Sta a noi individuarle e votarle. Vinicio Degli Innocenti Abbiamo combattuto a suo tempo una lunga battaglia su questa rivista per segnalare i drammatici effetti della permissività legislativa che determina le cosiddette stragi del sabato sera; e per condannarla. La sua decisione è dunque condivisibile ed è auspicabile che sia seguita da molti. CITTÀ NUOVA ALLA RADIO VATICANA Ero imbottigliata sulla via Aurelia e faceva un gran caldo. Anche la radio stava andando a noia: e così mi metto a fare un po’ di zapping: radio uno, radio Deejay, radio24… fino a che sorpresa su 105 di Radio Vaticana sento una voce amica. Qualcosa che assomiglia molto chiaramente all’accento toscano di Paolo Lòriga. Parla di economia, imprenditori ed industrie? Insomma, una bella sorpresa: la redazione di Città nuova entra magicamente nella macchina e mi tiene compagnia. Volevo quindi comunicarvi la mia impressione da radioascoltatrice: nel sentire i redattori parlare dei servizi di Città nuova, mi colpisce soprattutto la serietà e la professionalità con cui fanno il loro lavoro. Serietà, per lo sforzo di dare non solo la notizia ma anche di capire che cosa c’è dietro, il contesto sociale attorno e di tessere ipotesi di soluzioni. Ciò è possibile dico tra me e me perché sono persone che vanno in profondità, danno tempo all’esplorazione, non si accontentano di letture veloci e quindi mediocri della realtà. E poi, mi colpisce la professionalità che dimostrano, perché sono giornalisti e sanno fare il loro mestiere. Che bello sentirli parlare: hanno una proprietà di linguaggio che non stanca all’orecchio e tiene sveglia la testa. Un grazie a tutti. M.C.B. Roma PIÙ AFFETTO PER GLI ANZIANI Lavorando a contatto con anziani ammalati e con le loro famiglie costato spesso una contraddizione: a fronte di risorse crescenti mobilitate per l’aspetto sanitario, minor attenzione si ha, anche nel sentire comune, per l’aspetto assistenziale. Alle volte è più facile sottoporre un ultraottantenne ad una Tac, ad una risonanza magnetica o ancora ad una terapia con costi elevatissimi (ed efficacia relativa in una condizione già di per sé precaria), piuttosto che potergli assicurare la presenza affettuosa di qualcuno. La ricerca promossa dalle case farmaceutiche, d’altra parte, è orientata a mettere in campo sempre nuove terapie che prolunghino la vita, mentre minor interesse ha la qualità di vita, che si nutre di relazioni, contatto umano… gratuiti e, forse proprio per questo, oggi così rari. Il mercato persegue i suoi interessi, ma che talvolta le famiglie stesse, in condizioni di avanzato declino fisico e psichico prestino più attenzione ai valori pressori e alla posologia dei farmaci, piuttosto che al bisogno di vicinanza del loro familiare, questo è quantomeno curioso. Ho come l’impressione che, anche a livello del dibattito bioetico, il non vedere chiaramente i confini fra l’eutanasia e l’accanimento terapeutico, entrambi ben poco cristiani, sia in parte frutto di una insidiosa cosificazione dell’esistenza a cui il consumismo ci ha abituati. Enrica Rinaudo Città nuova da diversi che per convinzione, in della rivista non sempre mio interesse. tempo ho notato, con l’introduzione e la trattazione argomenti oltre che religiosi, sociale, culturale, artistico, dunque, continuate così con spirito editoriale e di attualità, veramente stimolanti. E piacevoli, Cristina Orlandi. Mancini Vitale Roma Mi sembra largamente condivisibile quanto da lei esposto. Si tratta di materia che di frequente è oggetto di nostre riflessioni o di esperienze dei nostri stessi lettori che spesso pubblichiamo. Così come pubblichiamo di buon grado questa sua nota circostanziata ed attuale. SALE IN ZUCCA Ho trovato molto interessante l’articolo Sale in zucca e creanza, apparso su Città nuova n. 10/2004. A volte, pensando a certi episodi vissuti in prima persona, viene da affermare che la stupidità regna sovrana e che il buon senso e la ragionevolezza sono ormai requisiti asserviti a ben altre ragioni, quali: tornaconto personale, affermazione di sé, senso di superiorità, arbitrio morale… Mi rendo conto di dare un riscontro un po’ pessimistico alla vostra lucida analisi, ma desideravo dichiararmi d’accordo con essa, inquanto, a mio parere, è puntuale e veritiera. Barbara Schiesari Pontelongo (Pd) L’esame dei comportamenti collettivi non invita all’ottimismo. E anche i piccoli centri e le realtà di paese non sono immuni da questo malsano contagio, come ricorda in altra parte della sua lettera. Ma non è il caso, come invitava l’articolo, di assuefarsi alla maleducazione e al latitante senso di responsabilità sociale. Se volete essere amati suggeriva Benjamin Franklin , amate e siate amabili. L’IMPEGNO PREZIOSO DEI CATECHISTI Sono un vostro lettore da vari anni e intendo farvi partecipi di un’emozione da me vissuta, come padre e come cattolico. Sabato 29 maggio mia figlia Gabriella non si è laureata, non si è sposata, non ha dato alla luce un neonato, ma unitamente a un’altra catechista ha accompagnato all’altare per il primo incontro con Gesù Eucaristia 23 bambini, dopo due anni di catechismo. La gioia che ha regalato a suo padre non è facilmente spiegabile. Penso infatti che l’impegno del catechista sia molto spesso sottovalutato. Da parte mia intendo, invece, sottolinearne l’importanza. Emilio Vittozzi Napoli La ringraziamo di aver voluto renderci partecipi di questa sua gioia così particolare e motivata. Ci sentiamo di condividerla pienamente, insieme penso di poter dire con moltissimi fra i nostri lettori. Il compito dei catechisti, infatti, soprattutto oggi, in cui l’educazione religiosa è spesso così carente, sia nella scuola che in tante famiglie, è fondamentale per le giovani generazioni. Ne sanno qualcosa i parroci, che tanta cura pongono nella formazione dei catechisti. AVANTI COSÌ Sono abbonata a Città nuova da diversi anni più per abitudine che per convinzione, in quanto il contenuto della rivista non sempre riusciva a stimolare il mio interesse. Invece, da un po’ di tempo ho notato, con somma soddisfazione, l’introduzione e la trattazione di vari argomenti oltre che religiosi, anche di carattere sociale, culturale, artistico, molto soddisfacenti. Complimenti, dunque, continuate così con questo rinnovato spirito editoriale e di attualità, che sono veramente stimolanti. E piacevoli, come le ricette di Cristina Orlandi. Filomena Mancini Vitale Roma EROSIONE E DIFESA DEI FONDAMENTI CRISTIANI DELLA SOCIETÀ Non si può negare che alcuni statuti regionali rappresentano il tassello di un progetto inteso a scardinare dalla società l’istituto giuridico e sociale della famiglia. È il caso del nuovo statuto della Regione Umbria che, dopo quelli della Toscana e dell’Emilia Romagna, dichiara: La Regione concorre a voler rimuovere le differenze fondate sull’orientamento sessuale, eliminando gli ostacoli di ordine economico e culturale per tutelare le varie forme di convivenza (art. 5). Questo tipo di riconoscimento con il pretesto di evitare la discriminazione di chi convive con una persona dello stesso sesso, favorisce l’equivalenza legale delle unioni omosessuali al matrimonio propriamente detto contraddicendo quanto affermato dagli art. 29, 30 e 31 della Costituzione Italiana. Considerati i valori in gioco, legalizzare queste unioni implica la rinuncia al dovere di promuovere e tutelare un’istituzione essenziale per il bene comune qual è il matrimonio. Tra l’altro, si dimostra con ciò di ignorare le statistiche che vedono l’Umbria ai primi posti per decremento demografico ed invecchiamento della popolazione. Inoltre detto statuto fa riferimento al Risorgimento anziché al cristianesimo come elemento fondante dell’unità regionale (art. 2). La Regione Umbria avrebbe perciò meno di due secoli di storia! Una mozione che chiedeva di far riferimento al francescanesimo come valore d’unità è stata respinta. Vincenzo Sartori Roma L’erosione dei fondamenti cristiani della società non è certamente cosa di oggi. Cominciò con la Rivoluzione francese, venne praticata con determinazione dai governi liberali dell’Ottocento, divenne poi l’ossessione dei regimi totalitari, sia fascisti che marxisti. Dura tuttora negli eredi di quelle ideologie, sia di destra, come con il liberale Chirac in Francia, sia di sinistra, come nella stessa Spagna con l’avvento di Zapatero, e come in Italia nelle regioni da lei citate, e non solo. Il problema di fondo, allora, non è tanto quello degli schieramenti, ma di vedere se chi viene eletto nell’uno o nell’altro voglia difendere certi princìpi. I cristiani dovrebbero saperlo e trarne le debite conclusioni. In una società sempre più scristianizzata, la difesa di certi valori va quindi tutelata sempre più responsabilmente anche dai singoli cittadini.

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