La posta del direttore

Il degrado negli edifici scolastici Ho letto con piacere e attenzione l’articolo Non sparate sulla scuola, le testimonianze in esso esposte, le proposte e le iniziative del ministero e degli altri soggetti interessati al progetto educativo. Vorrei aggiungere un particolare. Va benissimo quanto si fa e ci si propone di fare per migliorare il livello formativo dell’attività didattica: manca invece il riferimento alle condizioni materiali attuali degli ambienti scolastici in cui i ragazzi passano le loro ore e in cui dovrebbero essere trasmessi conoscenze e valori. Per mia esperienza personale e per numerose testimonianze le condizioni di tali ambienti (edifici, arredamento, manutenzione, pulizia, ecc.) troppo spesso lasciano moltissimo a desiderare. Avendo chiesto informazioni, ne sono rimasto quanto meno sconcertato: gli interventi dei diversi enti preposti sono o mancanti o assolutamente inadeguati. Inviterei i competenti ad approfondire l’argomento per capire quanta attenzione e quanta cura i politici che governano gli enti medesimi dedicano alla scuola. Proporrei di conseguenza che accanto agli insegnanti e ai genitori siedano i rappresentanti politici. Non mi sembra fuori luogo insistere sulla qualità degli ambienti in cui si svolge la vita scolastica. Come si può esigere amore e partecipazione dagli alunni in quelle condizioni, da sole diseducative?. Giovanni Caso Il degrado lamentato di tanti edifici scolastici si accompagna, come ben sappiamo, a quello di tanti edifici e spazi pubblici del nostro Paese che versano in analoghe condizioni. Da un po’ di tempo, mentre con la riduzione della natalità si è attenuato nelle scuole il disagio per sovraffollamento, è aumentato, e molto, il fenomeno del vandalismo. Purtroppo gli argini, su questo fronte, si sono rotti già alcuni decenni fa, e nn solo in Italia, con la contestazione giovanile e l’occupazione degli edifici scolastici. Da allora il triste spettacolo dei muri imbrattati e degli arredi urbani distrutti è quotidianamente sotto i nostri occhi. Anche ciò che avviene negli stadi fa parte di questo quadro di inciviltà. Dipenderà allora dalla convergenza di molti soggetti – in primo luogo le famiglie, gli insegnanti e tutti gli educatori in genere – che dovrebbero farsi promotori attivi e convincenti, soprattutto con l’esempio, di una cultura che insegni il rispetto e la cura del bene comune. Campagne diffamatorie contro il cristianesimo Sembra che a livello mondiale sia in corso una campagna denigratoria nei confronti del cristianesimo e del cattolicesimo in particolare. Negli ultimi tempi non si contano i libri e film tendenti a sminuire la figura di Cristo e pur di mettere in cattiva luce la Chiesa i giornali mettono continuamente in risalto casi di preti pedofili, magari avvenuti 40 anni fa. Non nego che il problema esista, ma visto e considerato che la pedofilia è una patologia presente in tutte le categorie di persone, non ricordo di aver letto un solo caso avvenuto nel clero di altre religioni. La verità è che a molti dà fastidio la posizione della Chiesa sui temi etici, ma non solo. Chi non ricorda le feroci critiche a Giovanni Paolo II quando si dichiarò contrario all’intervento militare in Iraq? E l’opera di promozione sociale della Chiesa nei Paesi del Terzo mondo è gradita alle multinazionali? E potremmo continuare. La storia ci dice che la persecuzione o la diffamazione rafforzano i cristiani e la Chiesa. In Italia si è verificata la riaggregazione di tutte le associazioni e movimenti cattolici ai quali aderiscono il 10 per cento degli italiani. E, nonostante la flessione della pratica religiosa, negli ultimi 10 anni gli italiani che non hanno timore a dichiararsi cattolici sono aumentati. Silvano Bonini Si può pensare che il successo del Family day sia la miglior conferma alle sue conclusioni, in cui lei stesso risponde a quanto in precedenza ha esposto. L’esempio di Thomas Sankara Ho letto di recente una biografia di Thomas Sankara, presidente ribelle del Burkina Faso. Per risolvere un po’ di problemi del nostro Paese consiglierei al nostro governo (qualunque esso sia) di prendere esempio dalla sua politica: riduzione del 15 per cento dei salari del governo; vendita delle auto ministeriali sostituite con utilitarie; politica di austerità di tutti i funzionari pubblici (lui compreso che andava in bicicletta); obbligo per tutti, anche per sé stesso, di lavorare per tre settimane l’anno in strutture e opere pubbliche. Rivolgo questo invito a coloro ai quali diamo il nostro voto che ritengo essi spesso non meritino, essendo troppo lontani dalla realtà, ipocriti e in cerca solo di notorietà. In quattro anni del governo Sankara nel Burkina Faso le cose cambiarono… finché non fu assassinato . Roberta Santoni Poggio a Caiano (Po) Molto spesso si parla, anche nei palazzi del potere, dell’argomento da lei richiamato, senza che si arrivi mai a prendere decisioni concrete in merito. Mentre di tanto in tanto, come anche di recente, si apprende che queste spese sono ulteriormente lievitate. I media hanno riportato dati sconcertanti come quello che il costo del Quirinale ammonterebbe al quadruplo di quanto costa agli inglesi Bukingam Palace. Eppure in Francia Nicolas Sarkozy ha ridotto da 32 a 15 il numero dei ministri, mentre da noi si moltiplicano le poltrone. Il sistema clientelare, tipico del nostro Paese, esaltato dalla proliferazione del numero dei partiti è alla base di tutto ciò. La disaffezione per la politica che va aumentando ogni giorno ne è il risultato. Qualcuno assurdamente comincia a pensare che evadere il fisco o sperperare le entrate fiscali non siano poi due mali così diversi. Detenuto cerca corrispondenza epistolare Un amico mi ha regalato l’abbonamento a Città nuova e da pochi giorni l’ho ricevuto e l’ho trovato molto interessante. Vorrei un contatto epistolare con persone disposte ad instaurare una corrispondenza con un detenuto. Ho quasi cinquant’anni, in carcere da poco più di otto anni e la corrispondenza per me è vitale perché mi consente di evadere dalla monotonia carceraria e mi permette di tenere allenata la mente. Per quanto possa bastare la mia parola, assicuro la massima educazione, sincerità e discrezione. Andrea Cusano via Cerreto, 17 03100 Frosinone Incontriamoci a Città nuova, la nostra città 50 anni di fedeltà a Città nuova In un libro di meditazioni ho trovato un mio scritto che avevate pubblicato su Città nuova quando il giornale compiva vent’anni. Anche quest’anno in cui Città nuova compie 50 anni sono riuscita ad abbonare 45 persone. Sono tante per la mia età e le mie poche forze ma… Una persona fra queste, da me abbonata 32 anni fa e che non avevo mai più rivisto, l’anno scorso è venuta a ringraziarmi per il giornale! È stata per me la ricompensa più bella per le fatiche della mia campagna abbonamenti. Ora questa persona è attiva nel movimento e s’interessa degli incontri per le coppie separate. Grazie a tutti. Il giornale è sempre più bello, anche se mi sembra un po’ difficile. Tanti auguri da una lettrice affezionata. A.Z. – Sassello Ho letto con interesse e non senza emozione quella sua corrispondenza di trent’anni fa e l’ho trovata attualissima, tanto che ho voluto riproporla ai lettori di oggi, collocandola fra le Esperienze dei lettori a pag. 48 Complimenti, comunque, per quello che ci scrisse e per quanto ci ha confermato oggi. E un nostro sentito grazie. A cena con le amiche C’è chi si incontra per scambiare due chiacchiere tra amiche, mentre si assiste ad una dimostrazione di pentole o di prodotti di bellezza. Marcolina e Luisa hanno deciso di invitare gente a cena per fare conoscere Città nuova. Potrebbe essere un modo diverso di stare insieme che non sia la classica pizza. Questa idea ci piace ancora di più anche perché il giornale lo abbiamo già presentato ad alcuni. Cominciamo a fare dei nomi e ad invitare. Sette sono le persone che rispondono ma, all’ultimo momento, abbiamo la conferma solo di due. Decidiamo di andare avanti comunque. La serata è un successo: le colleghe sono contente, nessuna era mai entrata in una delle nostre case, si erano sempre fermate sulla soglia. Si parla della nostra rivista. Alternandoci portiamo la nostra personale esperienza sul giornale e, mentre lo sfogliamo, parliamo anche di alcuni articoli. Una di loro esclama: Mi avete proprio convinta voi due. Lo presenterò anch’io e sono sicura che saprò farlo come voi. È stata una bella serata. Poi il discorso si fa sempre più profondo. Davanti ad una bella cioccolata bollente con panna preparata dal marito di una di noi, il clima è di famiglia. Si resta fino a tardi a parlare. Marcolina e Luisa Indirizzare i vari contributi a: rete@cittanuova.it

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