La posta del direttore

Fedele a Città nuova per 40 anni Leggendo La Posta del direttore per il 50° di Città nuova, mi è venuto il desiderio di ringraziare anch’io Città nuova per ciò che mi ha dato e continua a darmi. Bussai alla porta di un focolare a Roma, nell’autunno del 1964; non sapevo nulla, mi ritenevo una cristiana già impegnata e restai un po’ sorpresa e perplessa dalla novità che mi trovai davanti. Mi presentarono la rivista e mi abbonai. Le mie perplessità per il Movimento si sono sciolte pian piano diversi anni dopo, ma il giornale, non solo l’ho sempre letto con interesse (direi che proprio questo mi ha fatto capire tante cose), ma mi sono messa a fare abbonamenti a parenti e amici perché convinta che era cosa buona. Come posso oggi ringraziare Città nuova per i miei 40 anni e passa con lei? Continuo ad esserle fedele convinta, con entusiasmo per i vari odierni rinnovamenti, e continuo a parlarne a proposito e sproposito, faccio fotocopie per i nuovi o i pochi amici che ancora non la conoscono, e a rinnovare e fare abbonamenti, ben cosciente che è un regalo (che pagano, ovviamente!) che offro loro… e ne ho il riscontro! Grazie, Città nuova. Marina Paglino – Roma Fermiamo il partito dei pedofili Ho letto su una rivista un articolo del cui contenuto già in precedenza avevo sentore, ma non volevo crederci: che in Olanda, un tribunale della giustizia dell’Aja, ha dato facoltà ai pedofili di formare un partito politico. Mi pare assurdo che, quando in tutto il mondo si combatte la pedofilia, in un paese civile come l’Olanda, possano succedere queste cose. Per me come prima cosa, bisognerebbe che questo Paese, fosse messo d’ufficio fuori dalla Comunità europea. Poi prendere tutte le dovute misure perché certe aberrazioni non avvengano. Scusate questo mio sfogo, ma la posta in gioco è delle più pesanti. P. O. – Rapallo La notizia cui la sua lettera si riferisce non poteva non destare scalpore e indignazione. Fra le tante proteste arrivate ho scelto di pubblicare questo grido d’allarme che ci è giunto da una Ong milanese il 18 luglio all’indomani della sentenza del Tribunale dell’Aja che ha dato il via libera all’olandese Partito dei pedofili. Una dura sconfitta per quanti lottano ogni giorno per restituire dignità di persona ai bambini e per tutelare il loro diritto all’innocenza, è arrivata oggi dal Tribunale dell’Aja. Il giudice Hofhuis, presidente della Corte, ha respinto il ricorso di alcune associazioni che chiedevano l’immediata chiusura e delegittimazione del neonato Nvd, il partito dei pedofili olandesi. La libertà di espressione, di riunirsi, inclusa la libertà di organizzarsi in un partito politico sono le basi di una società democratica: questa la motivazione. Il Ciai, Centro italiano aiuti all’infanzia, è una Ong che da quasi quarant’anni si batte perché ai bambini di tutto il mondo vengano riconosciuti gli stessi diritti. E fra questi, quello ad essere bambini. Lancia perciò oggi un allarme perché si prenda atto della gravità di una sentenza come questa. La pedo-pornografia deve rimanere un reato perché colpisce in maniera profonda persone indifese e fragili come i bambini, minacciando il loro corretto sviluppo psico-fisico. Il Ciai chiede a chiunque ne abbia il potere di prendere posizioni ferme e decise per impedire che ancora una volta un presunto desiderio di affermazione di libertà per gli adulti calpesti i diritti dei bambini. Ufficio stampa Ciai: Donatella Ceralli, tel 3939488065 – 02 84 84 44 71, donatella.ceralli@ciai.it www.ciai.it La coda avvelenata dei Mondiali Innanzi tutto il mio grazie alla nazionale di calcio italiana, per aver riportato la coppa del mondo in Italia. Quello che contesto, che non condivido, è il pallone d’oro, che è stato dato come premio al calciatore francese Zidane. Non metto in dubbio la classe calcistica di quell’atleta (ne ha da vendere); quello per cui non avrebbe dovuto avere quel trofeo, è quel gesto molto brutto nei confronti di Materazzi. L’uomo Zidane e l’atleta Zidane sono la stessa persona, quindi secondo me ha ragione quel giornalista che diceva che così c’è una forte possibilità che i campioni in erba possano imitare quel brutto gesto; tanto si viene premiati. Così facendo, vengono azzerati gli sforzi per togliere la violenza dagli stadi. La Fifa, aveva altri buoni atleti cui dare quel trofeo. Pietro Olmo – Rapallo È stata davvero una triste uscita di scena questa di Zidane. Troppo esaltato e coccolato – oggi lo si capisce – per la sua bravura; ma anche viziato, da quanto si evince assistendo ai suoi reiterati falli riproposti dalla moviola, su cui si è sorvolato. Per questo si fa fatica a capire, a mio avviso, la punizione in apparenza sproporzionata inflitta a Materazzi. Accettabile solo se, d’ora in poi, si continueranno a punire anche le provocazioni verbali su cui finora si è sorvolato. Ciò detto, resta vero che nei confronti dell’Italia la Fifa ha sempre avuto la mano pesante, forse perché i suoi beniamini abitano oltralpe. E ciò non le fa onore. Energia geotermica più conveniente con il caro-petrolio Ho letto l’articolo Sotterrare l’ossigeno sul problema energetico di Alberto Ferrucci. Il problema è diventato certamente grave, anche per le molte congiunture internazionali negative. Da molti anni mi sono interessato in particolare riguardo ad una fonte che madre natura mette a disposizione in molti siti spontaneamente e pacificamente, la energia geotermica; Lardarello e l’Islanda sono due esempi evidenti. Ho in merito suggerito, senza essere preso in considerazione, anche alcune soluzioni tecniche; eppure si tratterebbe di una energia pulita in alcuni siti, come i campi Flegrei facilmente captabile. Biagio Ingardia Risponde Alberto Ferrucci. Non sono un esperto riguardo al recupero di questo tipo di energia che affiora laddove sono presenti formazioni vulcaniche, ma presumo che non sempre sia facile captarla a basso prezzo, dato che le formazioni geologiche da cui potrebbe essere ricavabile sono spesso instabili e non sempre la natura la porta spontaneamente in superficie tramite vapore come a Larderello: se non mi sbaglio gli stessi Campi Flegrei vicino a Napoli, da cui lei suggerisce di ricavarla, sono geologicamente in continuo movimento. Il che non significa che il recupero sia impossibile. Fintanto che il petrolio costava 20 dollari al barile, gli investimenti necessari per recuperare questo tipo di energia probabilmente erano tali da non garantire un ritorno economico: con il petrolio a 73 dollari al barile la convenienza al recupero è certamente molto aumentata e sono certo che gli enti preposti a queste valutazioni, come l’Enea, stanno già rifacendo i calcoli di convenienza. Comunque, a mio parere, a noi converrebbe puntare da subito, senza trascurare le altre possibilità, sull’energia che costa meno di tutte ed è più rapidamente ottenibile: quella che ogni giorno buttiamo via usando lampadine o autovetture ad alto consumo o lasciandola scappare da tetti poco coibentati, costruiti quando l’energia non costava nulla. Convegni culturali per il 50° di Città nuova Estate è anche tempo di primi bilanci, di riflessioni che sono arrivate in redazione da più parti. Un’efficace sintesi ci è giunta dopo il convegno svoltosi ad Ancona il 21 maggio scorso, esemplificativa di un appassionante lavoro in comune che ha caratterizzato i vari appuntamenti culturali di questi mesi. La piena disponibilità data da Città nuova per la preparazione dei convegni culturali da realizzare nelle varie regioni italiane ha costituito una grande occasione di sinergia a livello locale. Ha permesso di calarci su problematiche specifiche a seconda del territorio e quindi particolarmente sentite dalla società civile. Qui si era deciso da tempo di lavorare ad un convegno incentrato sulla famiglia dal quale potesse scaturire un documento da presentare ai politici della Regione Marche. La preparazione è stata condotta su più livelli dando alla progettazione un taglio incentrato sulla famiglia, ma aperto al sociale fino a raggiungere la dimensione politica perché si potesse incidere e orientare indirizzi legislativi al riguardo. Contemporaneamente si sono realizzati incontri preparatori nelle varie città per consentire una partecipazione più capillare e permettere al convegno di recepire il contributo offerto dal territorio. Inoltre si è sentita la necessità di attivare un percorso insieme ad alcuni politici di aree diverse per renderli partecipi e costruttori con noi di una proposta di petizione. Quanto vissuto ci è sembrato denso di prospettive per un salto di qualità nel portare la cultura dell’unità a vita pubblica nelle nostre realtà, un momento incarnato nella realtà del territorio, per condividere i bisogni e le attese della gente, dando anima, vita e sapore di unità.

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