La libertà della parola

Mai come oggi le parole sono state formalmente libere e potenti. Ma allo stesso tempo, è nata una realtà, l'«incomunicabilità», che dà vita ad una contraddizione col mondo dei mezzi di comunicazione di massa, nel quale le parole si sprecano. Penetrando con lo sguardo in tale contraddizione, ci si accorge che l'eccesso di parole produce un frastuono che non riesce realmente a "dire", a comunicare. Diventa difficile il colloquio, nel quale la parola è, come è nella sua natura, pubblica: essa viene piuttosto monopolizzata e trasformata in comunicazione impersonale. Eppure è possibile, correndo un rischio radicale, intendere e vivere la libertà della parola, che è responsabilità della parola, consapevolezza del parlare e del silenzio essenziale che lo precede e lo prepara.

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