LA “TRINITIZZAZIONE”: PER UN’ERMENEUTICA TEOLOGICA

Starting from the intuitions of Teilhard de Chardin (union differentiates) and of Chiara Lubich (the “exterior castle”) the article presents the reality of trinitisation as the event of the happening, by grace, of the ontological dynamics of the intratrinitarian perichoresis in bonds between brothers in Christ. In this way, the being of God among us, by virtue of the incarnation of the Word and the effusion of the Spirit, deepens in becoming, within trinitised bonds, an authentic being of God among God. At the centre of this logic, the new ontology of love - the one that shines in the Eucharist - that was manifested in the Passover of Jesus and, in an altogether central way, in the event of the abandonment on the cross, cannot but be revealed.

«È mirabile il disegno di Dio: questo Regno dei cieli, questo castello esteriore in cui Dio è fra noi».
In queste poche pagine desideriamo cercare di illuminare almeno un poco la folgorante esperienza spirituale che nell’espressione di Chiara Lubich ci è testimoniata e consegnata quale autentica paradosis.

1. Iniziamo citando un testo assai pregnante di padre Teilhard de Chardin:

«L’unione, la vera unione verso l’alto, nello spirito, porta a compimento, ognuno nella propria perfezione, gli elementi che essa domina. L’unione differenzia. In virtù di questo principio fondamentale, le personalità elementari possono, e non possono che affermarsi accedendo ad un’unità psichica, o Anima, più elevata. Ma questo, tuttavia, ad una condizione: che il Centro superiore al quale si congiungono senza mescolarsi abbia lui stesso una realtà autonoma. Poiché non vi è né fusione né dissoluzione delle personalità elementari, il Centro in cui si raggiungono deve necessariamente essere distinto da esse, vale a dire deve avere la sua propria personalità».

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