Juve, è stata una disfatta Real

Una Juventus disattenta in difesa è crollata sotto i colpi di un Real Madrid autore di una partita magistrale: gli uomini di Zidane hanno superato 4-1 i bianconeri con una ripresa perfetta, capitanati da Ronaldo e ispirati da Modric e Kroos, direttori di un’orchestra che non stecca mai nei grandi appuntamenti. Blancos sul tetto d’Europa per la 12° volta
Il Real Madrid solleva la coppa. Foto ANSA/EPA/ANDY RAIN

Notte funesta

Impossibile non soffermarsi su ciò che è successo la sera della finale al di fuori del rettangolo di gioco. L’Europa infatti è stata ancora una volta colpita al cuore da un attentato. Il teatro è Londra, dove un veicolo ha travolto i passanti a London Bridge: i tre assalitori hanno proseguito la loro folle azione accoltellando le persone che trovavano sul loro cammino. Il tragico bilancio parla di 7 morti e 48 feriti. Panico anche a Torino: la calca scatenatasi in Piazza San Carlo, in cui era allestito un maxischermo che proiettava la partita, è stata probabilmente causata da un falso allarme bomba. Una psicosi collettiva che ha fatto sbandare la folla, con conseguenze nefaste: i feriti sono 1527, di cui tre in gravi condizioni. Scene che a molti hanno ricordato l’Heysel: un tragico parallelo che aumenta la sensazione di un rapporto maledetto tra le finali di Coppa e i colori bianconeri.

Il match: Juve bene per 45’, poi il crollo

Allegri si presenta con Dani Alves al posto di Cuadrado alto a destra e Barzagli terzino: Zidane conferma il suo 4-3-3 ma non c’è spazio per il padrone di casa Gareth Bale, sacrificato per un Isco ispiratissimo. La Juve inizia col piglio giusto con Pjanic che scalda le mani a Navas, ma è il Real a passare al primo affondo: Cristiano Ronaldo apre le danze al 20’ con un chirurgico destro all’angolino. La gioia blanca dura sette minuti: il tempo, per Mandzukic, di siglare il pareggio con una sforbiciata al limite dell’area che si spegne all’incrocio. Al rientro in campo, però, qualcosa cambia: la Juve è molle, la benzina sembra finita. Il Real prende il possesso delle operazioni e la logica conseguenza è il 2-1: al 61’ la stoccata di Casemiro dai 30 metri sembra di facile lettura per Buffon, ma una deviazione di Khedira la rende letale. Black-out Juve e blancos che dilagano: al 64’ Ronaldo si avventa come un falco su una palla vagante in area e trafigge Buffon per la terza volta. Al 90’ tocca al gioiellino Asensio timbrare il 4-1 da distanza ravvicinata, con una Juve ridotta in 10 per l’espulsione di Cuadrado.

Il Real, sempre più invincibile armada

Le lodi al Real visto sabato sera sono d’obbligo. Zinedine Zidane, in un anno e mezzo, ha ridato alla squadra un’anima che con Benitez sembrava perduta. Due Champions conquistate, impreziosite dalla Liga vinta in questa stagione, fanno dell’ex fantasista juventino uno dei migliori tecnici al mondo: il suo immenso carisma ha fatto sì che lo spogliatoio lo seguisse ciecamente, sin da subito. Una squadra sorprendentemente compatta, orchestrata in mezzo al campo da due immensi giocatori come Kroos e Modric: geometrie e piedi buoni, disciplina tattica unita a giocate illuminanti. Una superiorità nella zona mediana del campo che è stata la chiave del successo madrileno sulla Juve. Il mattatore della serata, poi, non poteva che essere Cristiano Ronaldo. Il portoghese ha messo a segno i gol numero 599 e 600 della sua carriera, mettendo il punto esclamativo su un finale di stagione sontuoso: dieci reti segnate nelle ultime 5 partite di Champions, di cui è capocannoniere con 12 gol. Il madridista si conferma per il quinto anno di fila miglior marcatore di una competizione che ha vinto per la quarta volta. Numeri da record per un atleta che sembra migliorare e perfezionarsi col passare del tempo: il quinto Pallone d’Oro della sua carriera è prenotato.

BBC: ultima chance il prossimo anno?

Doveva essere la partita di Gigi Buffon: Juve –Real Madrid si è invece rivelata l’ennesima beffa del destino per il portierone di Carrara, giunto alla terza sconfitta in altrettante finali. La prossima edizione della Champions sarà l’ultima chance per sfatare il più grande tabù della sua carriera: assieme a lui anche la BBC tenterà il riscatto dopo una nottata terribile, in cui la difesa meno battuta della competizione ha subito quattro schiaffi in 90’. Barzagli, Bonucci e Chiellini hanno esperienza, classe e forza mentale per trasformare questa cocente delusione in propellente per un pronto riscatto: il 2018, poi, sarà anche l’anno dei Mondiali di Russia. Un doppio fronte per provare a dimenticare una serata storta e ribadire la forza di uno dei reparti arretrati più forti d’Europa, nonostante l’età non più verde.

Le cifre monstre della Champions

Ogni calciatore del Real ha vinto un premio di 1,5 milioni di euro per il trionfo della “duodecima”. La Juve può consolarsi con un tesoretto di tutto rispetto: il cammino degli uomini di Allegri in Europa ha portato nelle casse della società bianconera circa 110 milioni di euro. Chi spende molto, dunque, riesce a guadagnare altrettanto: la frattura tra l’élite del calcio europeo e il resto del movimento professionistico è sempre più evidente e questo non è certo un buon segnale. Un eccessivo disequilibrio avrebbe un effetto devastante sui campionati nazionali, minandone la competitività. Sarebbe quasi impossibile, ad esempio, rivivere favole come quelle che nel ’91 portarono la Sampdoria a giocare una intensa e sfortunata finale di Coppa Campioni col Barcellona: fermiamoci in tempo, per salvaguardare i sogni di tutti i tifosi e la bellezza di questo sport meraviglioso

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