Indelebili chattate

Imessaggi dei gruppi di discussione su Internet resteranno per sempre. Con orgoglio Google, la compagnia del celebre motore di ricerca su Internet, l’ha definita: “l’archivio della conversazione umana”. Da vent’anni una colossale memoria storica digitale ha registrato tutti, ma proprio tutti, i 700 milioni di messaggi che i frequentatori dei gruppi di discussione su Internet si sono scambiati sugli argomenti più disparati. Dai pettegolezzi virtuali più innocenti alle testimonianze di eventi storici fondamentali, come le corrispondenze di cittadini cinesi sui fatti di Tienanmen, o i messaggi da Berlino nelle ore della caduta del muro, o i racconti dei testimoni del crollo delle Torri di New York; insomma tutto quello che stato scritto e letto in www.groups.google.com. Una manna per gli storici che potranno spulciare questo immane carteggio elettronico per cogliervi “lo spirito del tempo” di un determinato periodo storico, intorno ad eventi di loro interesse. Basterà digitare le parole chiave, circoscrivere cronologicamente l’argomento e tutti messaggi corrispondenti quei criteri appariranno sullo schermo. Un potenziale incubo per tante persone ree soltanto di aver espresso, on-line, magari dieci anni prima e soprappensiero, il proprio punto di vista, che nel frattempo potrebbe essere cambiato, in maniera imbarazzante e, ciò non di meno, torna a galla. I forum telematici sono sempre stati interpretati dai loro frequentatori come palcoscenico della lingua orale, tanto che fino all’arrivo inquietante di questi archivisti si poteva affermare: verba volant. La loro natura formale ora è chiara: scripta manent e le chiacchiere scambiate al “bar” di Internet sono state impietosamente immortalate. E sono pochi i diritti alla privacy da invocare. Ora che sappiamo che i new media ci mettono in vetrina, sarà meglio far appello al vecchio: “Prima di dire, o scrivere, qualcosa, conta fino a dieci”. Dallo Zecchino d’oro: Come si fa la tv? Si può riuscire a far riflettere i ragazzi sulla tv non solo come prodotto da consumare, ma come servizio da organizzare e costruire? Si possono portare i ragazzi dietro le quinte di un programma televisivo per smitizzarlo ed al tempo stesso apprezzarne i contenuti e valorizzare il lavoro di tante persone? È questo l’obiettivo di www.antoniano.it/tv/ il sito, ricchissimo e molto interessante, creato dai Frati minori di Bologna, meglio noti come i frati dello Zecchino d’oro, per spiegare la televisione ai bambini. Con linguaggio semplice e mai banale, con ricchezza di particolari tecnici, si portano i piccoli visitatori (dai sei anni in su) nello studio di regia, nei camerini, nelle sale di montaggio, tra telecamere e microfoni, tra luci ed effetti speciali. La grafica del sito è pulita e semplice, anche se carente come percorso ipertestuale, ed ilsito è certamente un valido strumento didattico per conoscere da dentro la tv. In libreria: L’era dell’e Professore di sociologia all’università di Monaco, Ulrich Beck ci propone una nuova teoria globale della società (L’era dell’e, Asterios, Trieste 2001, pp. 203, euro 20,20). Si rifà a Kandinskij, che in un suo saggio affermava che, se il XIX secolo era stato quello dell’aut-aut, il XX si annunciava come quello dell’et: se il primo ha operato distinzioni, il secondo ha operato riunificazioni. E si è passati dalla civiltà industriale a quella informatica. D’accordo, a condizione che il tutto non si risolva solo nello scivolare verso l’era dell’e-commerce.

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