Il valore degli anziani (Evangelii Gaudium 108-109)

«Trasmettono la memoria e la saggezza dell'esperienza, che invita a non ripetere gli stessi errori del passato». Il pontefice dedica alle persone di una certa età alcune riflessioni nell'Evangelii Gaudium

«Ogni volta che cerchiamo di leggere nella realtà attuale i segni dei tempi, è opportuno ascoltare i giovani e gli anziani. Entrambi sono la speranza dei popoli. Gli anziani apportano la memoria e la saggezza dell’esperienza, che invita a non ripetere stupidamente gli stessi errori del passato» (108). La persona anziana può arrivare a considerarsi “ospite” di un mondo più giovane, nel quale non ritrova più valori, stili di vita, ricordi che pure sono stati punti di riferimento dell’esistenza: la conseguenza è un senso di inutilità, una restrizione di relazioni sociali che possono incidere sulla salute stessa. L’invecchiamento è una fase del ciclo di vita e lo sviluppo della persona non si arresta a una data età. Una progettualità personale, però, dipende dai valori soggettivi della persona, ma anche dai valori dell’ambiente sociale.

In questo senso è fondamentale la considerazione della società nei confronti degli anziani. In particolare, l’anziano ha il compito di custodire e di trasmettere alle generazioni più giovani i valori, le tradizioni, le peculiarità culturali; aspetto fondamentale, se si pensa che la capacità di ciascuna generazione di costruire il proprio futuro sta anche nell’interiorizzare l’esperienza e le radici del proprio passato. Le persone anziane possono avere un ruolo equilibratore in una società consumistica, che produce la mentalità dell'avere tutto e subito, che è fragile nei rapporti umani, che è scarsa di prospettiva storica, povera di valori.

Questo periodo della vita, a volte considerato un “tempo vuoto”, può diventare allora l’età del “tempo disponibile” per trasmettere talenti e esperienze maturati nel corso della vita, contribuendo così a creare un legame tra le generazioni. Del resto, la dignità di ogni essere umano si lega indissolubilmente alla  spinta connaturale alla relazione con gli altri. Anche nell’età anziana, spostare l’attenzione da se stessi per dedicarsi agli altri, alla comunità in cui si vive, nel senso più ampio, costituisce un fattore determinante per quella crescita in umanità che dovrebbe accompagnare ogni persona lungo tutto il corso della sua vita.

Flavia Carretta
medico geriatra, coordinatrice di Medicina e comunione

I più letti della settimana

Chiara D’Urbano nella APP di CN

Edicola Digitale Città Nuova - Reader Scarica l'app
Simple Share Buttons