Il ruolo del padre

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“Devo ritornare nel mio paese d’origine per alcuni giorni. Mia figlia, che è in piena crisi adolescenziale, mi ha detto duramente:”Preferisco restare sola piuttosto che con papà”. Sono rimasta allibita. Eppure spesso li vedo insieme, giocano, dialogano, ecc. “Ma perché questo rapporto con il padre è così diverso da quello che si ha solitamente con la madre? Vorrei avere un po’ più di chiarezza sul ruolo paterno”. Maria – Firenze L’adolescenza è caratterizzata normalmente, tra l’altro, da grandi sconvolgimenti emotivi e la madre, definita spesso dalla psicologia come “il contenitore delle emozioni” dei figli, è spesso in questa delicata fase della vita l’interlocutore privilegiato. Diciamo spesso, perché non sempre è così, in quanto non esiste una rigida distinzione tra il ruolo maschile e quello femminile. Pur tuttavia, se volessimo schematizzare, potremmo dire che, collegate alle differenze fisiche, all’evoluzione storica e alla cultura dominante, esistono delle diverse funzioni tra il padre e la madre, ben caratterizzate fino a 50 anni fa circa. Alla madre erano generalmente affidate la cura della casa e dei figli, le confidenze e la comunicazione affettiva; al padre le responsabilità economiche, l’orientamento sociale e lavorativo. Nel complesso panorama comune aquasi tutti i paesi del mondo, specialmente a quelli più industrializzati, il ruolo materno conserva ancora tutta la sua autorevolezza; non è così facile per il padre che, nella generale crisi dell’autorità, è alla ricerca della nuova strada da percorrere per relazionarsi con i figli.Tuttavia è da tenere presente che la figura paterna ha un ruolo cardine nel percorso evolutivo di ogni persona, essendo rappresentativo della normativa sociale, con cui ognuno di noi deve necessariamente rapportarsi. La crisi dell’autorità paterna ha, a nostro avviso, anche degli elementi positivi, in quanto può permettere il recupero di tutte quelle forme comunicative che per secoli sono state prerogativa esclusiva della madre: la tenerezza, la cura, l’accoglienza, ecc. Il tipo nuovo di padre che deve emergere condivide fino in fondo le responsabilità familiari insieme alla madre, tenero e sollecito, capace però di continuare ad indirizzare, a fornire solide capacità di giudizio, senza rinchiudersi in un ruolo puramente affettivo. Il nostro mestiere di genitori non è facile ed oggi reclama sempre di più non tanto un saper fare, quanto un saper essere: essere modelli di vita, uomini e donne, capaci di relazioni interpersonali serene non solo in famiglia, ma anche al lavoro, con gli amici, aperti ai bisogni dell’altro. In questo modo nei figli nascerà spontaneo e naturale il bisogno di confidarsi e di relazionarsi con entrambi i genitori.

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