Il punto sull’H1N1

Il punto sulla epidemia da H1N1
Torniamo ancora una volta a fare il punto su un argomento che riempie le cronache giornalistiche da mesi, che tuttora è oggetto di una continua informazione che finora ha creato molta confusione per le notizie, spesso contraddittorie, fornite da istituzioni, associazioni mediche e singoli professionisti non sempre qualificati.

Madri impaurite ed anziani over 65 interpellano di frequente i loro medici, confermando che le notizie fornite dai media non fanno il loro lavoro nel modo giusto.

 

Fino ad ora questa epidemia si manifesta molto rapidamente perché il nostro sistema immunitario è impreparato contro un virus nuovo, ancorché più benigno rispetto a precedenti pandemie.

L’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) fa sapere, al momento in cui scriviamo, che finora i morti per questa epidemia nel mondo sono circa 2.900, molti dei quali a causa di malattie preesistenti, come avviene in genere per epidemie di questo tipo.

 

È ad esempio in Italia il caso della persona morta recentemente a Napoli. Per quanto riguarda invece il giovane ricoverato a Parma per una polmonite in cui l’H1N1 ha interessato fin dall’inizio il tessuto di sostegno (interstiziale) degli alveoli polmonari, si sa che è in via di guarigione, grazie all’uso di una macchina salva-polmoni, la “ecmo” (extra corporeal membrane oxigenation) presente in tutta Italia e vanto della ricerca italiana. Ed è ancora non del tutto chiara la vera causa della morte della signora di Messina che aveva contratto il virus dell’influenza A.

 

I casi di infezione confermati sono oltre 254.206 in tutto il pianeta. Il continente americano resta la regione più colpita. Secondo gli esperti il picco di epidemia è ormai passato in diverse regioni dell’emisfero meridionale (Cile, Argentina, Australia e Nuova Zelanda). Un’attività sostenuta del virus si registra ancora in Sud Africa e nel continente australiano. In Giappone l’attività del virus dell’influenza H1N1 è in crescita, in Canada e Usa resta in generale bassa.

In Europa si attende l’inverno, per cui si registra ancora un’attività piuttosto bassa del virus pandemico. In Italia avremo il picco in pieno inverno. Allora, ed anche in piena epidemia, la cosa più utile è mettere in pratica tutte le regole preventive possibili, come lavare le mani spesso, non toccare il viso con le mani sporche, non starnutire senza protezione del fazzoletto di carta che poi va gettato nel cestino, evitare luoghi molto frequentati e viaggi dove l’epidemia è al culmine, evitare baci, strette di mano ecc. La mascherina può essere utile in alcuni casi e va usata una sola volta.

 

Insomma, bisogna ricordare che il virus come sempre si trasmette attraverso gocce di saliva. Sopravvive 48 ore su superfici dure, come le maniglie; 12 ore su abiti, libri, banconote; pochi minuti sulle mani. Opportuno quindi usare agenti chimici, come cloro, acqua ossigenata, antisettici a base di iodio e detergenti, come sapone, salviettine e gel contenenti alcool a dosi opportune e per un periodo sufficientemente lungo.

Al momento attuale il virus non ha subito modificazioni genetiche e ciò fa sperare in una sua minore virulenza; per cui, anche se si diffonde in forma pandemica, non è particolarmente letale.

 

È in arrivo il vaccino, talvolta sponsorizzato in modo più o meno occulto, trattandosi di un grosso affare per chi lo produce. Ed anche in questo caso le polemiche a tutto campo sono scoppiate. Ma di questo ne riparleremo.

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