Il crocifisso, simbolo d’amore universale

Una sentenza del Consiglio di stato in questi giorni ha stabilito che il crocifisso deve rimanere nelle aule scolastiche. La motivazione: esso rappresenta i valori che stanno alla base dell’identità italiana: tolleranza, rispetto reciproco, valorizzazione della persona, solidarietà, libertà di coscienza… Togliere il crocifisso significherebbe scalzare le fondamenta della nostra civiltà col fondato pericolo del suo inevitabile crollo. È il rinnegamento della laicità dello stato? O piuttosto non è il riconoscimento che è stato proprio il cristianesimo a dare valore e autonomia alla realtà della storia, e quindi a fondare la laicità? Un Dio che si incarna mostra tutta l’importanza che per lui assume l’uomo e la sua salvezza, e insieme rende consapevole l’uomo stesso della propria dignità. Più ancora. Il crocifisso mostra un Dio che si annienta perché l’altro sia. Si mette dalla parte del dolore, dell’ingiustizia, della fragilità umana per dare pieno valore ad ogni singola persona, segno eloquente di un dono di sé estremo e disinteressato, immagine della rivoluzione cristiana – come scriveva la laica Natalia Ginzburg in un noto articolo su l’Unità – che ha sparso per il mondo l’idea dell’uguaglianza fra gli uomini fino allora assente. Non conosco altri segni che diano con tanta forza il senso del nostro umano destino. Il crocifisso fa parte della storia del mondo. Per questo esso deve rimanere nelle aule scolastiche dove, come leggiamo nella sentenza del Consiglio di stato, vi svolge una funzione simbolica educativa . I giovani, tutti, al di là del credo professato o pur senza credo alcuno, guardandolo, possono intuire come si può essere uomini e donne veri e come si può vivere perché anche l’altro sia vero. Per affermare il valore simbolico del crocifisso, la sentenza distingue giustamente il suo valore spirituale da quello culturale, facendo leva su quest’ultimo. Distinzione, non contrapposizione. Per il cristiano il crocifisso è ben più di un simbolo, è una Persona! Se è un simbolo, lo è in quanto Persona. È il grande paradosso che già nell’antichità gli stessi cristiani avevano paura ad accettare. Per questo avevano pensato che al momento della crocifissione la divinità se ne fosse andata lasciando salire sul legno soltanto l’umanità del Cristo, oppure che al Figlio di Dio si fosse sostituito il Cireneo… No, quello è proprio il Figlio di Dio e nessuno come lui può mostrarci cos’è l’amore e come si ama.

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