Il cammino delle quattordici porte

Per la serie dedicata ai viaggi da fare con figli al seguito, una tappa al castello di Hochosterwitz, in Carinzia
Il castello di Hochosterwitz (foto Chiara Andreola)

I castelli sono indubbiamente tra le “attrazioni” preferite dai bambini: e l’Italia ne pullula, da quelli noti a livello mondiale fino ai più piccoli. Anche oltreconfine però si può fare qualche scoperta interessante nell’ottica dei viaggi in famiglia: ad esempio il castello di Hochosterwitz, in Carinzia (Austria). Arrivarci è più facile che pronunciarne il nome, dato che si trova a circa un’ora dal confine di Tarvisio. Questo castello ha due peculiarità: la prima è quella di trovarsi su una rocca isolata alta 150 metri in mezzo ad un’ampia vallata, consentendo un colpo d’occhio non da poco; la seconda è che la strada che vi sale è costellata da ben quattordici porte, ciascuna di epoca diversa (le prime testimonianze di esistenza dell’edificio risalgono a poco prima del Mille), e ciascuna con il suo stile e le sue decorazioni.

Due delle porte lungo la strada che sale al castello di Hochosterwitz (foto Chiara Andreola)

Lasciata l’auto nell’ampio parcheggio vicino alla biglietteria (se ci sono almeno due bambini sopra i 6 anni è disponibile il biglietto famiglia), ci si può incamminare sugli 800 metri di strada che portano fino alla fortezza. È disponibile anche un ascensore, però lasciateci dire che è davvero un peccato usare quello perché ci si perde la parte più bella dell’itinerario: meglio prenderla con calma, magari mettendo i bimbi più piccoli in un marsupio o in uno zaino, che rinunciare del tutto. La strada si snoda quindi lungo muri merlati, ponti levatoi, feritoie, porte; le descrizioni sui cartelli appesi sono purtroppo solo in tedesco, per cui è necessario masticare almeno un po’ la lingua di Goethe per leggerli. Come facilmente intuibile, questa lunga serie di porte e fortificazioni è data dalle successive espansioni del castello, e dalla necessità di adeguare le difese allo sviluppo delle armi da fuoco. Sono infatti riconoscibili nella costruzione stili diversi, dai merli e feritoie a cui venivano scoccate le frecce, fino ai bastioni più possenti pensati per resistere anche a colpi di cannone.

Il corpo principale del castello di Hochosterwitz (foto Chiara Andreola)

Arrivati al corpo principale del castello, si entra nella corte centrale (dove si trova anche un ristorante, un negozio e servizi igienici). Nelle stanze visitabili è stato allestito un museo sulla storia del castello e della famiglia a cui tuttora appartiene, i Khevenhüller. Per i bambini tuttavia la parte più divertente sarà di sicuro la bottega del fabbro, dove è possibile vedere un fabbro all’opera. Se parlate tedesco, sarà felice di fare una chiacchierata con voi e raccontarvi i segreti del mestiere Scendendo si può poi fare una piccola deviazione per vedere la cappella; e concludere la visita poi nel borgo sottostante, raggiungibile tramite un comodo sentiero.

Panorama dal paese di Diex, Carinzia (foto Chiara Andreola)

Se intendete poi pernottare in zona, è da segnalare il fatto che ci troviamo in una zona di montagne dolci, prevalentemente agricola: di qui il gran numero di agriturismi che offrono anche stanze. Non è necessariamente la soluzione più economica; però è anche vero che, trattandosi di strutture che hanno nella propria clientela soprattutto famiglie, è più facile che altrove trovare pacchetti famiglia, soluzioni o servizi rivolti a chi ha bambini (non da ultimo la possibilità di pranzare e cenare in loco con prodotti a km zero), per cui potrebbe comunque risultare una sistemazione conveniente. Noi ad esempio abbiamo alloggiato in un agriturismo che, oltre a trovarsi in una posizione panoramica particolarmente piacevole, disponeva di un’ampia area giochi per bambini, animali di ogni genere – finanche alpaca – da andare a conoscere, e numerose passeggiate nei dintorni, oltre che di una cucina casalinga e gustosa.

Sostieni l’informazione libera di Città Nuova! Come? Scopri le nostre rivistei corsi di formazione agile e i nostri progetti. Insieme possiamo fare la differenza! Per informazioni: rete@cittanuova.it

I più letti della settimana

Chiara D’Urbano nella APP di CN

La forte fede degli atei

Mediterraneo di fraternità

Edicola Digitale Città Nuova - Reader Scarica l'app
Simple Share Buttons