Genova è tra le 50 migliori città da visitare nel 2024

Già apprezzata durante le festività natalizie, Genova è stata designata come uno dei 50 posti migliori al mondo in cui viaggiare nel 2024.
Una veduta panoramica della città di Genova, foto di Sara Fornaro

Per la guida turistica Travel Lemming, tra i 50 migliori luoghi da visitare nel 2024 c’è – al 26simo posto – Genova. La città, scrive Alex Brotherton, viene spesso trascurata a favore di altre città d’arte italiane, ma è invece “una destinazione imperdibile”.

“Genova – spiega – è spesso utilizzata come porta d’accesso alle famose località marittime delle Cinque Terre, ma chi non si ferma perde un vero gioiello. Genova è la città natale di Cristoforo Colombo e sposa perfettamente il caos e gli intrighi di una città portuale. La sua storia, bellezza e raffinatezza competono con le destinazioni più visitate dell’Italia”.

Porto Antico di Genova, foto di Sara Fornaro

Oltre al centro storico e ai palazzi antichi ci sono i luoghi rinati, come il Porto Antico ridisegnato dall’archistar Renzo Piano e ci sono le specialità gastronomiche – innanzi tutto la focaccia, il pesto e i pansoti in salsa di noci.

L’anno scorso era toccato a Napoli e Pantelleria essere inserite nei tour turistici mondiali, grazie alla presenza nella World’s greatest places 2023 del Time. Quest’anno tocca invece al capoluogo ligure essere premiato per le sue bellezze.

Genova, il teatro Carlo Felice illuminato nelle feste di Natale. Foto di Sara Fornaro.
Genova, il teatro Carlo Felice illuminato nelle feste di Natale. Foto di Sara Fornaro.

Visitare Genova, dunque, vale la pena, anche durante le festività natalizie ormai agli sgoccioli, con la sontuosa illuminazione che abbellisce le principali strade dello shopping e i palazzi che fanno da contorno a piazza De Ferrari, la più importante della città.

E del resto, i numeri confermano: secondo i dati diffusi da Confindustria turismo, nel week end di Capodanno l’occupazione delle camere d’albergo è stata del 75%, con punte dell’80%.

Il turismo, dunque, grazie all’impegno delle istituzioni locali, viene ben spalmato durante l’anno, per sostenere in maniera costante lo sviluppo di una città segnata dalla crisi demografica ed economica, anche a causa del calo continuo del settore del commercio. La città è anche uno degli scali più frequentati dalle navi da crociera, che portano in città migliaia di turisti in tutte le stagioni.

Nonostante le sue fragilità – o forse proprio grazie a quelle e alla sua umanità – Genova accoglie sempre e accoglie tutti, com’è tipico delle città di mare, e mostra i segni dell’integrazione, con i tanti immigrati regolarizzati e divenuti parte del tessuto produttivo.

Impossibile non ricordare che Genova è anche città di pace, con i portuali che spesso hanno incrociato le braccia quando nel porto sono arrivate navi contenti armi.

Statua del Cristo mendicante dello scultore Timothy Schmalz a Genova. Foto di Sara Fornaro.

Non mancano – naturalmente – i poveri, gli irregolari, gli emarginati e i discriminati. E, purtroppo, le disuguaglianze sociali interessano anche i minori e i giovani. Le situazioni più difficili, secondo un rapporto di Save the children dello scorso autunno, riguarda soprattutto i quartieri Val Polcevera, Ponente e Medio Ponente.

Sono tanti anche quelli che scavano nei rifiuti per cercare un po’ di cibo, come si è visto pochi giorni fa, a ridosso di Capodanno. La situazione è difficile, ma la solidarietà è tanta, visto che ci sono circa 200 organizzazioni, comprese le parrocchie, che distribuiscono pasti a chi è in difficoltà, senza parlare delle mense e degli empori solidali dove fare la spesa.

Ma nella città del cantautore Fabrizio De André e di don Andrea Gallo, fondatore della Comunità di San Benedetto, i poveri diventano un’opera d’arte.

Lo testimonia la statua del Cristo mendicante dello scultore Timothy Schmalz dal titolo: “Whatsoever you do” (“Qualunque cosa tu faccia”) inaugurata lo scorso novembre, in occasione della Giornata mondiale dei poveri, alla presenza del vescovo Marco Tasca.

Genova, basilica della Santissima Annunziata del Vastato. Foto di Sara Fornaro.

L’opera è stata posta all’esterno della basilica della Santissima Annunziata del Vastato, in piazza della Nunziata. Una chiesa che vale decisamente la pena di vedere e ammirare con rispetto e occhi sgranati.

Si respirano vita, cultura e storia lungo i carruggi, i vicoletti stretti della città, che rivelano all’improvviso tesori nascosti, come la cattedrale di San Lorenzo e la basilica di Santa Maria delle Vigne, originariamente chiamata Sancta Maria in Vinei, nel quartiere della Maddalena.

La si scopre quasi per caso, mentre si passeggia, ed è una tappa da non perdere, con la statua in pietra della Madonna col bambino di Mario Nebiolo situata vicino ai fedeli e non elevata su un piedistallo.

Molto utile anche il grande specchio che ingrandisce gli affreschi dello splendido soffitto, consentendo ai fedeli e ai visitatori di ammirarli con attenzione.

Genova, la Madonna di pietra di Mario Nebiolo, foto di Sara Fornaro.

Tra i luoghi da visitare, poi, non possono mancare palazzo reale e palazzo ducale, il palazzo di San Giorgio con i suoi bellissimi affreschi, il centro antico con il teatro Carlo Felice, e la statua dedicata al grande musicista Niccolò Paganini, i palazzi dei Rolli. L’importante è godersi la passeggiata ed essere pronti ad incontri inconsueti, con sorprendenti artisti di strada.

Ma Genova è anche la città natìa di Cristoforo Colombo, che nel 1492 – dopo aver circumnavigato la terra – convinto di essere approdato nelle Indie, sbarcò invece alle Bahamas, in America, con le sue caravelle.

E proprio in città è possibile visitare la casa dove visse da piccolo, a ridosso di porta Soprana e dell’antico Chiostro di Sant’Andrea.

Ancora, a ricordare l’impresa di Colombo, c’è anche la scalinata del Milite ignoto, popolarmente chiamata scalinata delle tre Caravelle, che ricorda le sue imbarcazioni: la Niña, la Pinta e la Santa Maria.

Visitando la città, vale la pena anche scoprire, nel quartiere di Albaro, l’antico borgo marinaro Boccadasse, con la spiaggetta circondata dalle tipiche casette dei pescatori dalle tinte pastello, che formano una piccola e pittoresca insenatura.

Porto antico di Genova, con acquario, galeone e città dei bambini. Foto Costa Edutainment

Ma andando a Genova, non si possono non visitare i circa 27 mila metri quadri dell’Acquario, con 400 specie animali e 200 vegetali. Fanno parte del complesso – a cui si può accedere con biglietto cumulativo o singolo – anche la Città dei bambini e dei ragazzi, l’ascensore panoramico Bigo e la Biosfera.

Ragazzi giocano con i pesci nella vasca tattile dell’Acquario di Genova, foto di Sara Fornaro

Entrando nei padiglioni dell’Acquario si parte per un viaggio emozionante – che stupisce grandi e bambini – per le bellezze e le ricchezze naturali presenti, tra pesci tropicali, pinguini, cavallucci marini, squali.

Ci si sofferma a lungo davanti alle vasche, per identificare i vari tipi di pesci o semplicemente per ammirare queste creature che non tutti possono guardare da vicino nei paesi di origine.

Impossibile non soffermarsi, ad esempio, davanti alla grande vasca dei delfini, che con le loro acrobazie divertono e incantano i visitatori.

Ci si può anche fermare ad accarezzare le razze e gli altri pesci nelle vasche tattili e divertirsi a scovare i polpi nascosti tra le pietre o le piccole rane immobili sotto le fronde delle piante.

Meduse all’Acquario di Genova, foto di Sara Fornaro

Non mancano postazioni interattive che mostrano, ad esempio, l’avvistamento dei delfini nel mar Ligure o che fanno vedere la corsa delle piccole tartarughe verso il mare, dopo che si sono schiuse le uova.

Da non perdere poi l’affascinante la danza colorata delle meduse, poste alla fine del percorso all’interno dell’Acquario.

Oltre al divertimento, c’è anche spazio per una riflessione sulla fragilità del nostro pianeta. Per ogni specie presente nella struttura è possibile, infatti, conoscere anche il rischio di estinzione e un po’ spaventa constatare che sono molte quelle che sono in pericolo.

Significativa anche la visita al Galata museo del mare, ristrutturato dall’architetto spagnolo Guillermo Vázquez Consuegra, dove si sperimenta tra l’altro il senso “dell’andar per mare” nelle diverse epoche storiche.

La vasca dei delfini, foto Costa Edutainment

Al termine della visita, si andrà via da Genova col sorriso, anche per la caratteristica ironia dei genovesi, portando nel cuore una città che unisce storia e modernità e punta sulla sostenibilità.

Oltre agli ascensori, alla ferrovia a cremagliera e alle funicolari gratuite, infatti, il 2024 si è aperto con un’altra gradita novità sul fronte del trasporto pubblico. Dal primo gennaio, infatti, i residenti della città metropolitana potranno viaggiare gratuitamente anche sulla metropolitana, tutto il giorno, tutti i giorni, senza limiti di fasce orarie, mostrando semplicemente, in caso di controlli, un documento di identità che attesti la residenza a Genova o in uno dei comuni metropolitani. Un progetto promosso e sostenuto con forza dal sindaco Marco Bucci per rendere la città ancor più ecosostenibile e ridurre il traffico e l’inquinamento.

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