Fumo: quale prevenzione?

Su millecinquecento fumatori controllati in quattro mesi mediante Tac spirale del polmone, un esame radiologico dieci volte più sensibile della radiografia del torace tradizionale, sono stati diagnosticati quindici casi di tumore polmonare trattabili chirurgicamente. Il professor Veronesi, nel commentare questo studio preliminare italiano che peraltro conferma quanto già pubblicato su autorevoli riviste mediche americane, afferma che siamo alla prima inversione di tendenza nella storia del cancro polmonare. Infatti, mentre fino a ieri più del 70 per cento di questi malati erano diagnosticati quando la malattia era ormai inoperabile, ora, grazie alla Tac spirale eseguita periodicamente nei forti fumatori, quasi il 90 per cento dei pazienti può essere operato con successo. Perciò il famoso chirurgo, pur dichiarandosi nemico di antica data del fumo, anche per i numerosi e gravi danni che provoca, come insufficienza respiratoria e malattie cardiovascolari, ritiene opportuno divulgare questa notizia, per rispetto alla libertà di scelta di coloro che non intendono recedere da questo deleterio stile di vita. In altri termini costoro, con l’ausilio della Tac e della Pet, la quale permette di valutare anche se si tratta di un tessuto tumorale o, per esempio, di un innocuo linfonodo alterato da una vecchia infiammazione guarita, possono essere protetti almeno dal tumore polmonare, se non dagli altri danni dovuti al tabagismo. In proposito, siamo anche noi convinti dell’utilità di queste nuove metodiche d’indagine. Ma dobbiamo anche ricordare quanto accadde anni fa in Inghilterra, quando, per motivi di bilancio, si rifiutò ad un incallito fumatore un intervento sulle coronarie perché non disposto a smettere. In una medicina universalistica come quella italiana, in cui ogni cittadino ha diritto ad essere curato, non si può non tener conto dei costi che comportano l’esecuzione di una Tac ogni sei mesi e di un eventuale intervento chirurgico nel caso se ne presentasse la necessità. Si tratta di risorse economiche sottratte ad un bilancio della sanità che è gravato, in una situazione economica generale di crisi, da altre richieste non meno importanti. Il problema, ovviamente, non può essere impostato su un corretto rapporto costi/ benefici, ma va affrontato anche sul piano di una più attenta riflessione bioetica. Nel frattempo però il consiglio che si deve dare è quello di proporre una prevenzione primaria, cioè l’eliminazione del tabagismo, causa prima di questi gravi danni alla salute. Cosa possibile perché il tabacco come il caffè ed il vino sono droghe leggere, da cui ci si può liberare più facilmente, rispetto alla cocaina o alla morfina. La prevenzione secondaria del tumore polmonare, cioè la sua diagnosi precoce con sofisticate attrezzature radiologiche e medico-nucleari, come appunto la Tac e la Pet, ed il suo successivo intervento, è invece un rimedio che comunque non restituisce la piena salute al cittadino, comporta spese notevoli, in omaggio ad una libertà individuale, quella di fumare, che definirei piuttosto pseudo-libertà.

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