Focolari, il bilancio di comunione come strumento di dialogo e unità

Presentato per la prima volta il bilancio di missione dei Focolari, uno strumento di dialogo e fraternità, che - in un'operazione di trasparenza - illustra le attività, le entrate e le uscite del Movimento. Tre domande alla presidente Margaret Karram.  
Da sinistra nella foto: Margaret Karram, presidente dei Focolari, Luigino Bruni, economista, Suor Marilena Argentieri, presidente del CNEC, Andrea Riccardi, fondatore della Comunità di Sant'Egidio, l'economista Genevieve Sanze e la giornalista Claudia Di Lorenzi.

Che non sia un bilancio come tutti gli altri lo si capisce dall’inizio, sin da pag. 2 del documento, dove – prima dell’intervento della presidente del Movimento dei Focolari, Margaret Karram –, c’è una dedica: “A Carlo Maria Gentile, Focolarino, caro amico e fratello, che ha lavorato con passione e dedizione a questo Bilancio di Comunione”.

Per la prima volta, il Movimento ha pubblicato il bilancio sociale (o di missione) relativo al 2021, ribattezzandoloo bilancio di comunione (clicca qui per leggerlo) alla luce del carisma, delle attività, del dialogo e della tensione verso la fraternità universale propria dei Focolari. Una scelta controcorrente, vista l’incertezza di questi ultimi anni, della riduzione e della trasformazione di tante attività a causa della pandemia di Covid 19, della guerra, della crisi economica…

La presentazione – coordinata dalla giornalista Claudia Di Lorenzi – è avvenuta a Roma, nel complesso di Santa Maria del Carmine, in via del Carmine 4, sede del “Focolare meeting Point“.

«Il Bilancio di Comunione 2021 – spiega la presidente Karram, intervenuta insieme al copresidente, Jesús Morán – vuole essere un primo passo di ampia condivisione della nostra economia nel Movimento dei Focolari, per essere credibili semi di speranza che possano contribuire a rinnovare il mondo con l’amore. Desidero offrirlo a voi tutti perché possa divenire anch’esso uno strumento di dialogo, per costruire ponti e diffondere una cultura e prassi di fraternità. Mi sta tanto a cuore che possiamo imparare a vivere sempre meglio questa comunione, questo scambio, in un rapporto di reciprocità che ci rende sorelle e fratelli e promuove un’autentica famiglia in cui le diversità ci arricchiscono e ci legano in un’unità armonica».

Guarda il video con tre domande poste alla presidente Karram.

Nel documento di oltre cento pagine si presentano le principali attività svolte dai membri del Movimento. Naturalmente – come si legge nella nota metodologica – non è un rendiconto contabile che racchiude tutte le iniziative delle organizzazioni collegate al Movimento, visto che i Focolari sono presenti in oltre 80 Paesi attraverso enti giudirici diversi, ognuno con un proprio bilancio. Il bilancio di comunione, dunque, riporta «le attività sostenute, in tutto o in parte, dalla comunione dei beni condivisa a livello internazionale».

Il bilancio è stato illustrato da Geneviève Sanze, economista e co-responsabile per l’Economia e il lavoro del Centro internazionale dei Focolari. Le entrate (a pag 108 del bilancio) sono state 8 milioni e 635 mila euro: quasi il 60% è rappresentato da donazioni e lasciti (5.040.531 euro), mentre circa il 30% proviene dalla comunione dei beni dei membri del Movimento (2.568.053 euro). Ci sono poi gli introiti legati alla vendita di immobili (912.616 euro) e i contributi di Istituzioni esterne (114.581 euro).

Più ampie le uscite, per complessivi 9.491.882 euro, le cui voci principali riguardano i costi di gestione e i servizi del Centro internazionale (2.408.271 euro), l’acquisto, la gestione e la manutenzione degli immobili (1.482.735 euro) e le opere culturali e sociali del Movimento (1.359.335 euro). Il disavanzo, di 856.101 euro, è stato coperto grazie alla comunione dei beni degli anni precedenti.

Pubblicati anche i rendiconti delle zone territoriali al 30 giugno 2021 (a pag 109 del bilancio), con 3.264.962 euro di entrate e 3.334.376 euro di uscite. Il disavanzo, di 69.414 euro, è stato coperto localmente, grazie alla comunione dei beni nei diversi territori.

Quello che è stato fatto è un bilancio materiale e immateriale che, ha commentato Andrea Riccardi, storico e fondatore della Comunità di Sant’Egidio (intervenuto insieme all’attuale presidente, Marco Impagliazzo) non ha quantificato l’ampio volontariato presente nel Movimento, che in quanto tale – secondo lui – è bene che rimanga gratuito. Il disavanzo, quasi del 10%, testimonia le difficoltà economiche vissute dai Focolari, una situazione che lo accomuna a tantissimi altri movimenti ed organizzazioni. Complessivamente – rispetto alla mole di attività portate avanti dai membri dei Focolari – si tratta di un bilancio di piccole dimensioni, che non mostra l’ampia irradiazione che il Movimento ha in tanti Paesi del mondo, ma testimonia comunque l’importanza data al dialogo, seguendo l’esempio di Chiara Lubich, fondatrice dei Focolari, che alla comunicazione, all’accoglienza, all’incontro destinava tanta della sua attenzione.

Nel bilancio di comunione un posto d’onore è riservato proprio a lei, Chiara Lubich, con il testo “Ho un sogno“, tratto da un’intervista rilasciata alla rivista Neue Stadt nel 1999: averlo scelto, per Riccardi, significa che il Movimento oggi vuole fare suo quell’intento della fondatrice: fare tutti, insieme, di più per l’amore.

Per suor Marilena Argentieri, presidente del Centro nazionale economi di comunità, solo collaborando è possibile vincere le sfide dell’oggi e, anche se non è facile, bisogna cominciare a camminare insieme.

Luigino Bruni, economista e presidente della Scuola di economia civile, ha testimoniato l’impegno del Movimento per l’Economia di comunione. Fondata da Chiara Lubich nel 1991, promuove concretamente una nuova cultura economica e civile, la cultura del dare. Bruni ha anche evidenziato l‘immenso valore della gratuità che si vive nel Movimento e che consente ai Focolari, pur senza grandi cifre a disposizione, di portare avanti innumerevoli iniziative nei più disparati campi.

Grazie all’impegno dei suoi membri, il Movimento dei Focolari, ha concluso Riccardi, è come una rete che, in tanti Paesi del mondo, trattiene la terra dallo smottamento. È una rete di amicizia, di unità che si radica e che ha un valore tanto superiore a quello che emerge dai documenti. «Grazie, perché ci avete dato – ha concluso Riccardi – una lezione che ritengo preziosa».

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