Fase Continentale del Sinodo: profezia e discernimento

Sabato 27 è stata presentata in Sala Stampa vaticana la fase continentale del percorso sinodale avviato dal Papa nel mondo ad ottobre 2021. Raccolte le sintesi delle diocesi dei cinque continenti, coinvolti anche i Paesi in sofferenza come Ucraina, Nicaragua, Centrafrica. Si procede all'elaborazione di un documento.
Foto: Ap

«Il cammino della Chiesa inizia e prende forza dall’ascolto». Così il card. Grech nel corso della conferenza stampa di presentazione della seconda tappa – la Fase Continentale – del Sinodo sulla Sinodalità. Le esperienze vissute nell’anno appena trascorso hanno rivelato il volto di una chiesa «viva, bisognosa di autenticità, guarigione e che anela sempre più a essere comunità che celebra e annuncia la gioia del Vangelo, imparando a camminare e a discernere insieme», ha continuato il cardinale. «La consultazione del Popolo di Dio domanda il discernimento. Per capire il processo sinodale, bisogna pensare a una circolarità feconda di profezia e discernimento. Se tutti sono profeti nel Popolo di Dio (cf. Nm 11,29), non ogni cosa detta è voce dello Spirito: bisogna cogliere dentro il suono delle voci la voce dello Spirito». È fondamentale, a tal fine, proseguire nel percorso di ascolto e di dialogo che ha caratterizzato la prima fase del cammino.

Si sono appena concluse due tappe molto importanti: la consultazione del Popolo di Dio nelle Chiese particolari e il discernimento dei Pastori nelle Conferenze episcopali. Un cammino che ha visto un dialogo ecclesiale e una partecipazione forse senza precedenti, che ha coinvolto attivamente anche Paesi con situazioni socio-politiche difficili. «Leggere le sintesi sinodali di Paesi come Nicaragua, Ucraina, Haiti, Myanmar, Libano, Repubblica Centrafricana, (…) scoprire le storie delle iniziative che hanno realizzato per la consultazione sinodale nonostante tutti gli ostacoli e ascoltare la voce di battezzati di questi Paesi provati, le loro gioie e i loro dolori, i loro sogni e le loro visioni della Chiesa espressi in modo schietto è un’esperienza dello Spirito all’opera nella vita delle comunità cristiane di tutti i continenti», ha commentato suor Nathalie Becquart, X.M.C.J, Sottosegretaria della Segreteria Generale del Sinodo.

A oggi la Segreteria del Sinodo ha ricevuto le sintesi preparate da ciascuna Chiesa particolare (Conferenze episcopali e organismi equivalenti delle Chiese orientali), i contributi dei dicasteri vaticani, delle Unioni dei Superiori Maggiori delle religiose e dei religiosi e circa 800 osservazioni giunte direttamente alla Segreteria da gruppi e singole persone di diverse parti del mondo.

«La fase diocesana ha costruito un tessuto di relazioni tra persone o gruppi fin al livello delle parrocchie, dentro e fuori la comunità cristiana (con i mondi delle professioni, con le persone più ai margini, ecc.…)» – ha detto P. Costa, S.I., Consultore della Segreteria Generale del Sinodo e Responsabile della Task Force per l’elaborazione del Documento per la Tappa Continentale – «Queste relazioni sono un frutto prezioso del cammino svolto, che dobbiamo continuare a coltivare: è grazie a questa esperienza di incontro con chi ci è vicino e a cui siamo chiamati a “farci prossimi” che la fraternità e l’amicizia sociale smettono di essere nozioni astratte».

Con la tappa Continentale si vuole ampliare questa dinamica, per garantire ancora di più il rispetto della consultazione del popolo di Dio e valorizzare ciò che lo Spirito ha detto alle Chiese nella prima fase. A partire dalle sintesi ricevute, infatti, la Segreteria del Sinodo redigerà un Documento di sintesi (DTC) che sarà rinviato a tutte le diocesi e Conferenze episcopali.

Si tratta di un ulteriore momento di discernimento nel quale le Assemblee continentali dovranno rileggere il Documento prodotto dalla Segreteria del Sinodo per cercare di riconoscere quali intuizioni vanno valorizzate e quali questioni richiedono di essere affrontate. A partire dalle sintesi prodotte a livello continentale, sarà poi elaborato l’Instrumentum laborische traccerà le linee principali dell’Assemblea sinodale del 2023.

«Noi siamo fiduciosi che, nonostante le difficoltà nel tradurre in atto uno stile sinodale, dove siamo tutti apprendisti – ha detto il card. Grech a conclusione del suo intervento -, i segnali di un cambio di mentalità già si vedono».

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