Egidio e la psiche dei piccoli

Stavolta non ho risposte da dare alle domande dei lettori. Vorrei piuttosto rendere testimonianza ad un nostro comune amico, da poco arrivato alla casa del Padre: Egidio Santanchè, colui che prima di me curava la rubrica di psicologia infantile. Era un pediatra e uno psichiatra, e soprattutto un grande amico della gente, in particolare di chi magari non poteva permettersi di pagare le prestazioni. Non voglio però tracciare il suo profilo biografico (vedi articolo a pag….), ma esprimere qualcosa sul suo modo di scrivere. Ho sempre apprezzato i suoi articoli, rimanendo affascinato dalla semplicità e dalle dense e simpatiche risposte che forniva. Traspariva da esse l’anima del bambino, il suo entrare in perfetta sintonia col mondo dei piccoli, per sostare e giocare con loro, comprenderli e poi fornire ai lettori le chiavi di comprensione e di comunicazione. I suoi articoli comprendevano sempre non solo le risposte scientifiche alle domande poste, ma soprattutto la sua riflessione sulla vita, sul modo di affrontarla con suggerimenti che a volte lasciavano i lettori pieni di stupore. È lo stesso stupore che vediamo nei bambini, meravigliati della vita, ma che traspare anche dalla forza e dalla sofferenza nascosta di tanti genitori alle prese con i loro figli. Egidio è stato un maestro nell’accompagnare questi genitori, senza esprimere mai giudizi o critiche, ma sempre incoraggiando, sostenendo. Come omaggio a lui, ripubblichiamo un suo breve articolo, uno degli ultimi, apparso su Città nuova n. 1/2003 nella rubrica La psiche dei piccoli. acetiezio@iol.it LA VERA ARMONIA FAMILIARE I nostri due bambini fanno sempre il contrario di quello che gli diciamo, e in genere cose sbagliate. Tutte le volte promettono di cambiare, ma poi siamo daccapo. Paolo poi è voracissimo: dipendesse da lui, mangerebbe succhiando direttamente dal piatto. È vivacissimo, combina sempre pasticci. Tutti e due sembra che lo facciano apposta a disobbedirci. Dove l’armonia familiare di una volta?. Coniugi Boschiero Ci vorrebbe più spazio per dare una risposta a questa comunissima situazione di disagio, che purtroppo aumenterà se non sono chiari due concetti. Primo: la mentalità dei bambini è molto differente da ciò che pensano gli adulti. Sottomessi da piccoli, crescendo cominciano a fare quello che vogliono. Secondo: è necessario, proprio all’età che hanno i vostri figli, stabilire poche regole essenziali, e poi camminare affiancati ma ciascuno sul proprio sentiero. I figli, come aquiloni, voleranno alto; ai genitori spetta solo dare progressivamente il filo… E giacché siamo in aria, prendiamo come esempio gli uccelli. Quanta cura nell’intessere il soffice nido, quante ore di eroica immobilità nel covare. Poi l’estenuante ricerca del cibo… Dopo però aver sorvegliato i primi voli dei propri piccoli, negheranno loro il cibo perché dovranno sbrigarsela da soli. Analogamente, si va preparando nei vostri bambini la fase della maturazione e della distinzione. Non si può considerare armonia soltanto la tappa in cui, come i piccoli nel nido, si aspettavano tutto pigolando. I genitori che manterranno un bel rapporto di confidenza e di dialogo sono quelli che vedono positive le tappe di sviluppo dei loro figli, le facilitano, le incoraggiano. Ma attenzione! La famiglia ha anche delle regole: non si può succhiare dal piatto come i cagnolini. Sarà dunque utile ogni tanto il colloquio familiare in cui fissare delle regole: pena saltare il pranzo. Anche accettare limitazioni è crescere. Tutti d’accordo, però.

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