Educare alla sobrietà

Ho trascorso un periodo nel Nordest del Brasile ed ho visto bambini che, seppur molto poveri, non mancavano della capacità di fare festa. Nella nostra società, invece, nonostante il benessere, siamo molto spesso insoddisfatti… Sono mamma di tre figli nell’età della scuola dell’obbligo che vorrei educare al valore della sobrietà e della solidarietà. Quando per esempio vogliono quello che vedono nei negozi o nella pubblicità televisiva, cerco di non accontentarli sempre, ma a volte mi viene il dubbio che possano sentirsi diversi dagli amici…. Tina – Milano Quale modello di crescita proporre ai nostri figli? Costatiamo, infatti, che essi, ancora piccoli, si lasciano influenzare dalle attrattive di una società opulenta, che valorizza più l’avere che l’essere. Così, in loro cresce il desiderio di necessità materiali, che divengono indispensabili per farli come gli altri e non bastano mai. Comunque, il comportamento della lettrice nei riguardi dei suoi bambini è equilibrato: quando ritiene opportuno, li accontenta; altre volte, invece, no. E non c’è motivo di temere di farne dei disadattati: basta puntare al dialogo con loro, spiegando anche, per esempio, che essere diversi è un valore. Inoltre, negando la soddisfazione del capriccio, si insegnerà loro a comandare a sé stessi, per diventare autori della propria vita e non seguaci succubi di mode transitorie. Per educare al valore della sobrietà, occorre innanzitutto fare in prima persona uno sforzo di essenzialità nella vita quotidiana: dall’uso dell’automobile, al consumo d’acqua, dagli acquisti al supermercato, all’uso ossessivo del cellulare, facendo anche a meno, per esempio, di veleni inutili come il fumo. Bisogna poi insegnare ai bambini ad avere cura delle proprie cose; e quando sono più grandi, si potranno rendere partecipi anche della situazione economica della famiglia. È soprattutto importante aiutare i ragazzi a trovare la strada per riempirsi, anziché di oggetti, della felicità che nasce dalla capacità di donare sé stessi e i propri beni e, parimenti, di ricevere dagli altri. La lezione più efficace è la testimonianza offerta dai genitori che vivono in parsimonia e in comunione, amandosi: in casa quello che mio è tuo, e la solidarietà si può allargare alle necessità delle famiglie vicine, o a quelle dei più bisognosi nel mondo. Respirando l’aria della generosità e della sobrietà in famiglia, senza essere forzati, i bambini impareranno una cultura nuova. Riporto l’esperienza di una mamma: Abbiamo scelto di vivere nell’essenziale, cercando di non essere troppo attaccati alle cose: doniamo quanto abbiamo di superfluo e condividiamo il più possibile con gli altri quello che abbiamo. Adesso anche il nostro bambino di sei anni ha deciso di raccogliere in un salvadanaio tutti quei soldini regalati dai nonni e offrirà tutto per i bambini poveri. Una sera a cena la sorellina gli ha chiesto perché non utilizzava i suoi soldi per comprare un bel gioco. E lui con aria molto seria, le ha risposto: Ma lo sai quanti poveri ci sono nel mondo!. Spaziofamiglia@cittanuova.it Giuseppe Distefano

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