Economia e civiltà

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Se chiedessimo all’uomo della strada in un immaginario sondaggio di associare alla parola economia un altro termine, certamente questi farebbe ricorso a parole quali interesse, sfruttamento, devastazione del territorio. Mai e poi mai la parola economia verrebbe associata a quella di civiltà. È questo invece il binomio che Antonio Maria Baggio, docente di etica sociale presso la Pontificia università gregoriana di Roma, ha scelto per il titolo dell’opera multimediale da lui curata e da qualche mese uscita per i tipi di Città Nuova in collaborazione con la società di produzione Temi Multimedia: Economia e civiltà. Secondo la dottrina sociale cristiana. Come lo stesso curatore ha precisato nel corso della presentazione che si è tenuta presso la Biblioteca Angelica di Roma il 21 febbraio scorso, l’opera trae la sua fonte di ispirazione dall’esperienza di Res Nova, scuole di formazione all’impegno sociale e politico, iniziate intorno alla metà degli anni Novanta in varie città italiane e che si propongono come un territorio libero nel quale i giovani si possono formare sulla base della dottrina sociale cristiana e nella prospettiva della spiritualità dell’unità di Chiara Lubich. Tale dottrina infatti – tiene a precisare Baggio – è un pensiero universale, perché non si propone come ideologia, come la scelta di alcuni valori particolari contro altri, ma è espressione di una antropologia completa, aperta a tutto ciò che di buono e di vero l’uomo riconosce. E proprio questo ricorso alla dottrina sociale cristiana, cioè ad una prospettiva di pensiero forte, si presenta come un segno dei tempi. È quanto ha tenuto a sottolineare mons. Giuseppe Betori, segretario generale della Conferenza episcopale italiana nel suo intervento, ovvero la pertinenza dell’opera con l’attualità: Economia e civiltà infatti segue di pochi mesi la pubblicazione del Compendio della dottrina sociale cristiana da parte del Pontificio consiglio della giustizia e pace, frutto questo dell’attenzione e di opportunità di concretizzazioni nuove che tale prospettiva di pensiero vive attualmente dentro e fuori la chiesa dopo il crollo dell’ideologia del socialismo reale e la crisi del capitalismo senza regole. Ciò è tanto più vero, precisa Betori, nel contesto della Chiesa italiana dove l’attenzione alle problematiche sociali si è rigenerata con l’interesse per la questione antropologica che pone nuove basi per la considerazione dei concetti cardine dell’agire economico e sociale quali la libertà, il bene comune, il concetto di persona, di lavoro, di ricchezza. Sulla stessa lunghezza d’onda si pone Vera Araújo, docente di Sociologia presso l’Istituto Mystici Corporis di Loppiano, che parla di un’opera puntuale, completa, moderna e di questa riflessione sulla dottrina sociale sottolinea in modo particolare un tema inedito: la categoria della fraternità come capace di illuminare dal di sotto la visione dei rapporti della chiesa e del mondo: Non è una categoria che nasce da riflessioni dotte, da esperienze umane per quanto belle, ma nasce dal profondo della vita intima di Dio. La fraternità dunque vista non come sentimento del cuore o come dimensione affettiva, ma come vincolo ontologico dell’umanità; non solo, ma anche come propulsore dei processi economici, sociali, politici in vista della costruzione di una forma comunitaria universale. Tanti problemi attuali sono affrontati o dovrebbero essere affrontati e risolti solo attraverso una collaborazione globale, ma questo è possibile solo puntanto sulla fraternità. Proprio attraverso la categoria di fraternità, Luigino Bruni, docente di Storia del pensiero economico presso presso l’Università di Milano-Bicocca, torna sul binomio economia e civiltà per spiegarlo e chiarirlo: L’idea fondativa dell’opera è che un mercato senza gratuità non è un’economia che produce civiltà. La congiunzione e può tradursi nel verbo economia è civiltà, se questa economia incorpora e dà spazio al suo interno al principio di gratuità. Ma la fraternità in fondo cosa è? È un’icona della gratuità, non c’è nulla di più gratuito della fraternità; e la categoria della fraternità che anima l’opera è tradotta in economia come reciprocità: sono tutti modi diversi per dire che l’economia diventa civiltà se è capace di aprirsi ad un’etica della gratuità, a un’etica del dono. A questa conclusione giunge anche Stefano Zamagni, docente di Economia politica presso l’Università di Bologna, spiegando che solo tornando a valorizzare e riscoprire il principio di fraternità l’economia di mercato tornerà alle sue vere origini. Se oggi infatti – ribadisce Zamagni – l’economia è pensata come luogo di dannazione, di sopraffazione, di sfruttamento è perché si tende ad identificare erroneamente il mer- cato con il capitalismo, mentre invece l’economia di mercato è invenzione della cultura cattolica e affonda le sue radici nella scuola del pensiero francescano e nella massima, intrisa del principio di fraternità, l’elemosina aiuta a sopravvivere, ma non a vivere, perché vivere vuol dire produrre e l’elemosina non aiuta a produrre. Proprio nella consapevolezza che la diversità non vuol dire incompatibilità, ma una ricchezza più grande, Economia e civiltà si presenta come un lavoro corale. L’idea di fondo infatti è stata quella di non proporre una lezione frontale tradizionale, ma di cercare e offrire il meglio che l’umanità a livello di idee ha prodotto e continua a produrre. Il risultato è un affresco in cui quaranta esperti di filosofia e teologia, diritto ed economia, sociologia, economia, ecologia, storia, dirigenti di grandi organizzazioni, imprenditori, dialogano idealmente tra di loro pur proveniendo da posizioni spesso diverse e in contrasto: è il caso ad esempio di un esponente dell’individualismo metodologico come Dario Antiseri che convive nella stessa unità didattica con Massimo Salvadori, uno storico di ispirazione marxista. Pensata per la fruizione collettiva sotto la guida di un tutor, Economia e civiltà è dunque uno strumento di formazione particolarmente indicato per membri di enti e associazioni di tipo professionale, culturale, assistenziale, religioso; per le parrocchie, per la formazione alla dottrina sociale cristiana intesa come punto di maturazione della catechesi dei laici; per le aziende che vogliano unire alla cultura strettamente professionale una cultura etica, una formazione civile più vasta; e può costituire un valido supporto ai docenti nello svolgimento dei programmi scolastici. L’opera si presenta come un cofanetto contenente quattro dvd, una Guida didattica destinata al tutor, composta da quattro volumetti, corrispondenti alle quattro parti dell’opera, e due libri: Lavoro e dottrina sociale cristiana. Dalle origini al Novecento e Etica ed economia. Verso un paradigma di fraternità, entrambi di Antonio Maria Baggio, che approfondiscono gli argomenti contenuti nei dvd. A sua volta ogni dvd è composto da una serie di unità didattiche, per un totale di 19 unità e di circa sette ore e trenta minuti di visione complessivi. In ogni unità didattica l’argomento è declinato attraverso gli interventi degli esperti delle varie discipline, un ricco apparato di elaborazione grafica; grazie alla sapiente regia di Alejandro Gonzales Macchi e una approfondita ricerca iconografica si alternano schede, immagini, filmati storici e di nuova realizzazione, testimonianze ed esperienze. La visione della singola unità è supportata dalla Guida didattica dove la scheda corrispondente contiene la sintesi dell’argomento, una serie di domande che il tutor può porre agli studenti relative ai contenuti del materiale visivo, accompagnate dalle risposte, un dizionario delle parole chiave usate nell’unità didattica, una ricca bibliografia e un aggiornato elenco di siti internet.

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