Dio amore e psiche

Il valore di Dio amore nella vita di una persona che ha fatto questa scoperta, che contributo può dare alla psiche?. Silvio – Torino Dal punto di vista psicologico la coscienza dell’incontro con un valore forte quale può essere Dio amore porta a considerazioni di grande rilievo per l’esistenza di una persona. Incominciamo col dire che la psicologia non ha ancora sufficientemente approfondito come l’esperienza di non essere amati e il fallimento del senso di appartenenza possa incidere nella capacità di amare. Pertanto, l’annuncio di Dio amore interpella questa scienza ad andare oltre il semplice essere riconosciuti, cioè amati, dall’altro. La invita ad un colpo d’ala verso il saper riconoscere l’altro. Non basta capire infatti da dove proveniamo, psicologicamente parlando, ma è importante capire dove siamo diretti, a prescindere dalla bontà o meno del nostro passato. In altri termini, Dio amore porta in maniera paradigmatica ad una profonda rivisitazione della psicologia e si rivela agli psicologi come il modello imprescindibile per il loro agire quotidiano. La risposta a questo proposito è uno stile di vita improntato ad amare l’altro sempre e comunque, nonostante la smentita degli avvenimenti. Tutte le malattie mentali dalle più banali a quelle più gravi, sono sempre un giudicare qualcosa negativamente. Invece, l’essenza dell’amore di Dio, che è la misericordia, comporta l’accettare le miserie degli altri e le proprie non con la testa, che significa giudicare, analizzare, commentare, ecc. ma con il cuore. La misericordia, il modo di amare soprannaturale, impedisce di avere il giudizio negativo sulle cose e sulla realtà e favorisce la pace interiore, la gentilezza, la pazienza, la gioia, ecc. Scoprire che siamo amati da Dio costituisce un’esperienza di salutare rassicurazione e un’autentica apertura profetica. Soprattutto oggi dove appare più difficile avere rispetto di sé e dell’altro. Per cui la sfida a cui sono chiamati gli psicologi, è capire in che misura l’essere riconosciuti dall’altro si collega al saper riconoscere l’altro, cioè riconoscere che possiamo amare, anche se non siamo stati amati dai nostri genitori. Forse può essere difficile, ma certamente non impossibile, se nella nostra esistenza sappiamo che Dio è amore. Perché se è vero che l’amore è il più grande bisogno psichico, è anche la risposta a tutti i nostri interrogativi più profondi, e ci mette in uno stato psichico di donazione altruista e di autotrascendenza che tante scuole di psicologia indicano come uno stato di autorealizzazione, ma che spesso non sanno come approdarvi. pasquale.ionata@tiscali.it

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