Dalle stazioni una “locomotiva” di solidarietà

Da luogo di transito, la stazione ferroviaria delle nostre città si va trasformando sempre più in luogo di sosta, centro di gravitazione di persone in difficoltà. Ora anche luogo di assistenza e di riscatto, secondo il progetto sociale “Locomotiva”, che ha da poco preso il via nelle stazioni ferroviarie di alcune città. Stazioni come tante, e non solo di metropoli, che di notte sono spesso ritrovo e rifugio di tanti disperati in fuga da sé stessi. Situazioni di degrado sociale, dalla prostituzione alla tossicodipendenza, sulle quali il progetto intende intervenire per trovare delle soluzioni. Il programma, finanziato dal Fondo sociale europeo e dal ministero del Lavoro, è promosso dalla Sepha Fresia, una cooperativa che elabora progetti di integrazione sociale a favore di persone svantaggiate, o che hanno più difficoltà ad inserirsi nel mondo del lavoro. Il progetto ha l’obiettivo di trasferire e verificare nelle regioni del Sud Italia un’esperienza delle Ferrovie francesi, denominata “Action solidarité”, iniziata dieci anni fa, che ha ottenuto significativi risultati nell’affrontare il fenomeno del disagio nell’area delle stazioni ferroviarie. Una mappa per sopravvivere Da 3 mila a 13 mila copie: tanto è cresciuta in tredici anni la piccola pubblicazione che la Comunità di Sant’Egidio prepara ogni anno in edizione aggiornata per chi è senza dimora e per quanti nella Capitale si trovano in condizioni di povertà. Dove mangiare, dormire, lavarsi è il titolo del libretto, noto anche come la Guida Michelin dei poveri, che contiene oltre cento pagine di indirizzi utili, non solo per trovare un pasto caldo o un letto, ma anche per avere assistenza ed ascolto. Una vera e propria guida alla sopravvivenza, uno strumento indispensabile per chi è costretto a vivere di espedienti. La Guida viene pubblicata a Roma e a Genova.

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