Cristiani d’Oriente: chi sono e quanti?

Se ne parla molto, ma senza saperne esattamente né la consistenza né la diffusione. Le sorprese non sono poche. Anche se in calo, sono ancora presentissimi nella vita civile e religiosa dei loro Paesi.  
Chiesa dell'Immacolata a Qaraqosh foto di Michele Zanzucchi

Sempre più spesso si parla della diminuzione dei cristiani in Medio Oriente. Negli ultimi 50 anni il loro numero si è andato sempre più riducendo nelle terre in cui il cristianesimo è nato. Mancano dati attendibili, ma il calo sarebbe almeno del 50%, se non di più. Negli ultimi anni, poi, la diaspora dei cristiani si è intensificata. Nella maggioranza delle situazioni l’allontanamento è volontario, condizionato dalla ricerca di migliori condizioni di vita e di lavoro, ma anche e non poco da situazioni di emarginazione e dai conflitti che insanguinano la regione.

Nella genesi di questi scontri, le cui conseguenze non ricadono certo solo sui cristiani, va ricordato che l’Europa e l’Occidente hanno pesanti responsabilità storiche. Tra le principali, lo smembramento dell’Impero Ottomano all’indomani della Prima guerra mondiale ad opera delle potenze coloniali, soprattutto Gran Bretagna e Francia. Oggi, a motivo delle risorse energetiche, l’ingerenza di interessi economici occidentali influisce pesantemente sulle guerre e sulla stessa convivenza fra le culture e le etnie mediorientali, comprese le fedi religiose. Ultima in ordine di tempo, fra le cause della diaspora cristiana c’è la diffusione dei radicalismi islamici. Comunque i cristiani, sebbene ridotti di numero, sono ancora ben presenti nella vita sociale, culturale ed economica del Medio Oriente, e contribuiscono allo sviluppo di una regione di cui sono parte costitutiva da venti secoli.

Quanti e chi sono i cristiani in Medio Oriente? Secondo un’indagine del Cnewa (Catholic Near East Welfare Association) del 2017, i cristiani in Medio Oriente sarebbero circa 14,5 milioni. I dati sono relativi ai seguenti paesi: Cipro, Cisgiordania e Gaza, Egitto, Giordania, Iraq, Israele, Libano, Siria, Turchia. La popolazione complessiva di questi paesi è di 258 milioni di abitanti.

Essendo il Medio Oriente la culla del cristianesimo, sono naturalmente molte le confessioni e le comunità che lungo 20 secoli sono nate ed hanno sviluppato una identità propria all’interno dell’ecclesia cristiana. Salvo restando l’impegno e la fatica per ricomporre l’unità dei cristiani, in nessun luogo come nel Medio Oriente si coglie anche la bellezza e la ricchezza del pluralismo di confessioni e Chiese.

In base al numero di fedeli, la chiesa copta è certamente la più numerosa. Ad essa appartiene oltre il 90% dei cristiani egiziani, che secondo le stime dei copti stessi sono circa 8-9 milioni (10% della popolazione egiziana). La chiesa copta è un’antica Chiesa orientale costituitasi nel V secolo, quindi 600 anni prima della grande separazione tra Roma e Costantinopoli del 1054. La diaspora dei copti nel mondo si aggira oggi intorno a 1,2 milioni di fedeli (soprattutto negli Usa, in Canada e Australia). In Egitto vi sono anche 150 mila copto-cattolici e 250 mila evangelici di varie Chiese. Negli altri Paesi del Medio Oriente, evangelici e protestanti sono circa 200 mila complessivamente.

I greco-ortodossi dei due patriarcati, di Gerusalemme e Damasco, sono diffusi in Siria, Libano, Turchia e Iraq, ma soprattutto, ormai, negli Usa, in America Latina, Australia ed Europa occidentale. I melchiti (o greco-cattolici) sono una chiesa nata nella prima metà del XVIII secolo per il ritorno alla comunione con Roma di una parte dei greco-ortodossi di Antiochia. Sono quindi una Chiesa cattolica di rito orientale che comprende oggi circa 1,6 milioni di fedeli, solo la metà in Medio Oriente (Siria e Libano), gli altri si trovano soprattutto in America Latina.

I cristiani siro-ortodossi, anch’essi nati nel V secolo, sono oggi diffusi soprattutto in India (5 milioni) oltre che in Medio Oriente e in Occidente. Hanno conservato una liturgia propria in aramaico. La piccola Chiesa siro-cattolica diffusa in Siria e Iraq (circa 100-130 mila fedeli) è nata nel XVII secolo. I maroniti si inseriscono nell’ambito della tradizione siriaca e sono la Chiesa cattolica di rito orientale con il maggior numero di fedeli. Sono presenti soprattutto in Libano, il Paese della regione con una più alta percentuale di cristiani (circa il 30% della popolazione). Oggi almeno la metà dei circa 3 milioni di maroniti vive in America Latina.

Sempre nell’ambito siriaco si collocano i cristiani assiri di tradizione nestoriana (Iraq e diaspora), con sede a Chicago (Usa). Assiri sono anche i caldei, cattolici di rito orientale nati nel XVI secolo, che fino a pochi anni fa contavano in Iraq oltre un milione di fedeli. Dopo le guerre irachene ne sono rimasti in Medio Oriente forse 250 mila, concentrati soprattutto nel Kurdistan iracheno. Anche gli armeno-apostolici, nati nel V secolo, oggi hanno i loro centri principali in Armenia, in Libano-Siria e a Gerusalemme. Armeni sono anche la maggior parte dei cristiani iraniani.

I cattolici armeni sono circa mezzo milione, ma solo 50 mila sono rimasti in Medio Oriente. I cattolici latini sono meno del 7% dei cattolici mediorientali, ma presenti in Medio Oriente fin dal Medioevo, soprattutto intorno ai conventi francescani. Ci sono anche altre congregazioni religiose e parrocchie con fedeli di lingua araba.

Infine, un fenomeno in controtendenza è rappresentato da 3-4 milioni di cristiani che vivono come lavoratori stranieri in Arabia Saudita, Emirati, Kuwait, Qatar, Oman e Bahrein. Sono cristiani di numerose Chiese e sono filippini, indiani, thailandesi, romeni, nigeriani, bengalesi, ecc. Sono presenti in modo provvisorio per motivi di lavoro, ma rappresentano un fenomeno in crescita, anche se difficile da quantificare e definire. La loro vita religiosa è sottoposta a restrizioni e difficoltà, ma per le condizioni di lavoro più che per motivi di fede religiosa.

 

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