Costruire una cultura dell’inclusione integrale

L'Assemblea plenaria della Pontificia Accademia delle Scienze Sociali è stata invitata da papa Francesco a «ricercare un'amicizia sociale che includa tutti». Cambiare le determinanti sociali della disabilità e costruire una nuova cultura dell'inclusione non è utopia.
Papa Francesco durante un incontro con la Fondazione 'Durante e Dopo di Noi' e la Cooperativa Osa, Zona Ardeatina (Roma), che si occupa appunto di disabilità: tema che sta molto a cuore al pontefice. ANSA/ VATICAN MEDIA ++HO- NO SALES EDITORIAL USE ONLY++

«Riconoscere ogni essere umano come un fratello o una sorella e ricercare un’amicizia sociale che includa tutti non sono mere utopie». Sono le parole con cui papa Francesco ha invitato i partecipanti all’Assemblea plenaria della Pontificia Accademia delle Scienze Sociali – che ha avuto come tema “Disability and the human condition. Changing the social determinants of disabilities and building a new culture of inclusion” (La disabilità e la condizione umana. Cambiare le determinanti sociali delle disabilità e creare una nuova cultura dell’inclusione)  – a portare il loro contributo di studio e di confronto nell’ambito della comunità scientifica e di sensibilizzazione negli ambienti sociali ed ecclesiali.

Riconoscere i diritti delle persone con disabilità e valorizzare il contributo che possono offrire all’interno della società è un cammino da tempo intrapreso dalla comunità internazionale, tuttavia rimangono ancora numerosi ostacoli che condizionano la vita di queste persone: fattori culturali, giuridici, economici e sociali, i quali possono impedirne la piena partecipazione sociale.

«La vulnerabilità e la fragilità appartengono alla condizione umana e non sono proprie solo delle persone con disabilità» ricorda il papa. Per questo non può venire meno il riconoscimento di quei diritti che ne tutelano la dignità e consentono lo sviluppo integrale della persona. È un invito alla sequela di Gesù che, ponendosi in relazione con loro, «introduce un nuovo sguardo sulla condizione delle persone con disabilità, sia nella società sia davanti a Dio. Per Lui infatti ogni condizione umana, anche quella segnata da forti limitazioni, è un invito a tessere un rapporto singolare con Dio che fa rifiorire le persone».

Più volte papa Francesco si è soffermato su questo tema, invitando la chiesa ad essere più inclusiva, accogliente, a mettersi in ascolto della voce delle persone con disabilità che vogliono sentirsi parte attiva del corpo ecclesiale. Anche in occasione della recente Assemblea sinodale, hanno potuto esprimere desideri e speranze, istanze per costruire un futuro migliore: «La nostra presenza può contribuire a trasformare le realtà in cui viviamo, rendendole più umane e più accoglienti. Senza vulnerabilità, senza limiti, senza ostacoli da superare, non ci sarebbe vera umanità» (La Chiesa è la nostra casa, 2).

Purtroppo, in molte parti del mondo, troppo spesso le persone con disabilità e le loro famiglie sono isolate e marginalizzate, in nome di quella «cultura dello scarto» che non ne sa riconoscere i doni e il contributo alla vita sociale, che non ne sa custodire l’esistenza.

«Le persone non sono più sentite come un valore primario da rispettare e tutelare, specie se povere o disabili, “non servono ancora” – come i nascituri –, o “non servono più” – come gli anziani» (ivi, 18), commenta papa Francesco. «Combattere la cultura dello scarto significa promuovere la cultura dell’inclusione – vanno uniti –, creando e rafforzando i legami di appartenenza alla società».

L’Assemblea Plenaria della Pontificia Accademia delle Scienze Sociali ha lavorato nei giorni scorsi per offrire il proprio contributo e rispondere all’urgenza di inclusione vera, avviando una riflessione per promuovere iniziative concrete finalizzate alla partecipazione attiva delle persone con disabilità alla comunità civile ed ecclesiale.

«Storicamente», si legge nel comunicato della PASS, «le società hanno avuto percezioni differenti nei confronti degli individui con disabilità, portando spesso alla loro esclusione e marginalizzazione. Nonostante i progressi, molte persone con disabilità continuano ad affrontare barriere significative all’inclusione sociale completa. La plenaria vuole affrontare le complesse esperienze delle persone con disabilità e promuovere cambiamenti trasformativi nelle norme sociali e nelle politiche verso l’inclusività e l’equità».

Sostieni l’informazione libera di Città Nuova! Come? Scopri le nostre rivistei corsi di formazione agile e i nostri progetti. Insieme possiamo fare la differenza! Per informazioni: rete@cittanuova.it

I più letti della settimana

Tonino Bello, la guerra e noi

Il voto cattolico interessa

Edicola Digitale Città Nuova - Reader Scarica l'app
Simple Share Buttons