Consumatori, agricoltori e politici in dialogo

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Nella florida e industrializzatissima Germania, l’agricoltura non si propone certo come un settore marginale di produzione e trasformazione: complessivamente il settore dell’agricoltura e dell’industria alimentare, occupa l’11 per cento della popolazione lavorativa tedesca, con un giro di oltre 550 miliardi di euro. E per l’Italia quello tedesco rappresenta il primo mercato di esportazione dei nostri prodotti. Di qui il grande interesse per la manifestazione berlinese che si presenta in continua espansione. In primissimo piano era presente naturalmente la Repubblica federale tedesca (Rft) con le specialità tipiche ed i prodotti agricoli più noti degli Stati Federali (Lander), con oltre 1.100 espositori. Ma erano anche presenti espositori da 56 paesi stranieri (alcuni, come quelli dell’Olanda, vi parte- cipano da ben 50 edizioni). Due, questa volta, le novità: un salone per favorire un contatto con i giovani chiamato “Talking food”; un altro salone per le energie rinnovabili, la “Renexpo Germania 2002”. Il ministro dell’Agricoltura federale, Renata Kunst, ormai da più di un anno ha messo gli interessi dei consumatori al centro della nuova politica agricola. Persino il ministero ha un nuovo nome: “Ministero federale per la protezione dei consumatori, dell’alimentazione e dell’agricoltura”. In questa rinnovata funzione della politica agricola, non poteva mancare la formazione dei giovani, per cui ha preso vita il salone intitolato “Parliamo di cibo”. I giovani, in tal modo, hanno potuto familiarizzarsi su tematiche di grande attualità come: sicurezza dei prodotti alimentari, protezione dei consumatori, qualità dei prodotti alimentari, ecc… (grazie anche alla sponsorizzazione di alcune campagne per la promozione della salute, o quella per favorire il consumo della frutta nell’alimentazione umana più volte al dì). Indubbiamente l’interesse del Ministero federale è orientato verso le colture biologiche in stretto rapporto con l’Associazione centrale federale dei consumatori, molto interessata a tale sviluppo (rappresenta l’unione dei consumatori in ogni stato federale, come anche altre 18 associazione di consumatori). Si potevano avere informazioni sulle colture ecologiche, sulle diverse associazioni di agricoltura biologica. Nel Salone degli animali si sono avute due esposizioni federali per mostrare i migliori bovini da carne e le migliori razze ovine. Particolarmente interessante l’impegno del Ministero federale per proteggere alcune razze “a rischio di estinzione”. Interessante pure la sezione dedicata ai progetti di sviluppo rurale regionale e di ripopolamento dei villaggi in via di abbandono (progetti orientati alla creazione di nuovi impieghi, come oggetti artistici tipici ed alla promozione di specialità culinarie per facilitare il turismo). In particolare ricordiamo: – il salone degli ” animali domestici e piante” in cui sono stati presentati oltre 500 animali domestici e pesci di acquario, provenienti da tutti i continenti; – “la galleria vinicola”, con la presentazione di oltre 1200 vini, provenienti dalle regioni viticole tedesche e la presentazione di una sintesi dei vini del mondo intero. Per riassumere, sono stati presenti alla Settimana verde, 36 ministri stranieri, 17 segretari di stato (dalla Germania e dall’estero), 28 primi ministri e ministri degli Stati federali tedeschi, 86 ambasciatori e consoli, con rispettive delegazioni. Presenti anche i responsabili dell’Associazione degli agricoltori tedeschi e dell’Associazione nazionale delle industrie alimentari tedesche. Come si è detto, la Settimana verde è stata certamente anche un successo personale del ministro tedesco, la “verde” sig.ra Kunst che è riuscita di nuovo a focalizzare le discussioni sulle nuove politiche agricole, mettendo in primo piano la sicurezza alimentare e la qualità, riuscendo a coinvolgere i consumatori, in particolare i giovani. Anche la professione dell’agricoltore diventa più complessa: essa comporta la fornitura di servizi, di energia, ecc. Le produzioni biologiche in forte crescita in Europa ed in tutto il mondo sono state molto presenti, suscitando grande interesse tra i visitatori. Il dialogo con i consumatori, secondo il presidente della Associazione nazionale delle industrie alimentari tedesche dr. T. Trauman, è aumentato. È stato quindi possibile mostrare la possibilità di conciliare interessi che sembravano contrapposti, migliorando la cosiddetta comunicazione globale. Alcune cifre sull’agricultura tedesca In Germania, nel 1996, erano ancora registrate circa 540 mila aziende agricole su 12 milioni di ettari, le quali davano lavoro a circa 1,4 milioni di persone ( 3 per cento della popolazione attiva) di cui il 60 per cento a tempo parziale. La produttività agricola nella Germania occidentale (come in molti altri paesi industrializzati) è molto aumentata negli ultimi 40-50 anni. Ad esempio per il frumento si è passati dai 27 ql /ha (anno 1950) ai 61 ql / ha del 1993. La produzione di latte è aumentata dai 25 ql / lattazione (anni Cinquanta) agli oltre 55 del 1993. Il 48,6 per cento della superficie totale del paese è destinato all’agricoltura, mentre il 29,1 per cento circa è forestale (dati 1997). Il 55 per cento delle terre arabili (6,5 milioni di ha) è coltivato a cereali con una produzione totale di circa 400 milioni di quintali/anno (infatti la “resa media globale” ossia i ql /ha è di circa 61 ql/ha: una delle più alte del mondo!). È al secondo posto nella Ue per la produzione di cereali, barbabietole da zucchero, frutta. L’80 per cento delle produzioni agricole viene utilizzato come alimento ” per usi zootecnici”. Attualmente l’agricoltura tedesca è in forte espansione. Essa detiene già il primo posto nella Ue per la carne suina (con circa 3,5 milioni di tonnellate di carne), per lecolture di patate, di colza ed anche per le farine ed i mangimi ad uso zootecnico (in particolare utilizzati per vitelli da carne e bovine da latte). La Rft è al secondo posto nella Ue per la carne bovina (con circa 1,6 milioni di tonn.) e la produzione di uova. È di nuovo al primo posto per la produzione di latte (27,2 milioni di tonnellate). Il modernissimo settore zootecnico della Rft (carne, latte e prodotti lattiero-caseari) contribuisce per oltre i 2/3 ai redditi globali della produzione agricola nazionale. La Germania, come è noto, è anche il primo paese importatore mondiale di prodotti agro-alimentari con oltre 37 miliardi di euro nel 1998 (di cui 26 per importazioni dalla Ue ed oltre 11 da paesi non Ue). La Rft si trova anche al quarto posto come paese esportatore mondiale di prodotti agro- alimentari con circa 24 miliardi di euro esportati (di cui oltre 16 nei paesi Ue, e 3,6 nei paesi Peco, Russia e nuovi paesi indipendenti) dopo Usa, Olanda e Francia, esportazioni che concernono soprattutto latte e prodotti lattiero-caseari. L’industria agroalimentare tedesca trasforma circa il 75 per cento dell’intera produzione agricola nazionale, con una cifra d’affari di circa 110 miliardi di euro/anno (di cui soltanto 30 proveniente dalle esportazioni).

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