A Comiso per la pace, come 40 anni fa

Grande e partecipata manifestazione nella cittadina siciliana simbolo di un movimento capace di opporsi alla corsa agli armamenti nel 1982. Ai tempi di Pio La Torre che ha pagato con la vita il suo impegno contro la guerra e contro la mafia. Presente il monaco buddista Gyosho Morishita che da 40 anni si è trasferito a Comiso come segno di una scelta di pace sempre più attuale
Comiso, Foto F.Cabibbo

Comiso. Un legame lungo quarant’anni. Quarant’anni dopo si riannodano i fili della memoria a Comiso, città che ha ospitato il 4 aprile una grande manifestazione per la pace, per dire “no” alla guerra in Ucraina ed auspicare un disarmo mondiale ed un nuovo assetto che ripudi la guerra.

La manifestazione è stata organizzata a 40 anni di stanza dalla “storica” manifestazione del 4 aprile 1982 a Comiso, quando nella cittadina si riversarono quasi 100.000 persone provenienti da varie città d’Italia e d’Europa.

In una grande spianata accanto all’ex aeroporto “Vincenzo Magliocco” (aeroporto militare dismesso da anni e al cui interno era stata realizzata la base della Nato, con i bunker per ospitare le testate nucleari).

Ed erano stati 30.000 nella manifestazione dell’ottobre precedente. A quella manifestazione era presente anche Pio La Torre, all’epoca segretario regionale del Pci, promotore (insieme al democristiano Virginio Rognoni) della legge cosiddetta “Rognoni – La Torre” (approvata dopo la sua morte) che avrebbe poi introdotto nel codice penale la previsione del reato di “associazione di tipo mafioso” (articolo 416 bis). Grazie a quella legge l’Italia riconosceva per la prima volta la peculiarità del reato di “associazione di stampo mafioso” e si prevedeva la possibilità di misure patrimoniali per colpire l’accumulazione illecita di capitali.

Grazie a quella legge si poté avviare il grande lavoro investigativo del pool palermitano guidato da Antonio Caponnetto, con i magistrati Giovanni Falcone e Paolo Borsellino (e successivamente da Giancarlo Caselli).

Pio La Torre venne ucciso 25 giorni dopo, il 30 aprile 1982, proprio per il suo impegno contro la mafia e per la pace.

Quarant’anni dopo l’Europa vive, improvvisamente e inspiegabilmente, ma probabilmente non in maniera inaspettata, un conflitto nel cuore del vecchio Continente. La manifestazione di Comiso, con la partecipazione di circa 2.000 persone, ha voluto ribadire, lo stesso “no” alla guerra.

Salvatore Zago, consigliere comunale nel 1982 e poi sindaco negli anni successivi, ricorda: «Nel 1982 lo slogan era “No ai missili a Comiso, sì a un disarmo bilanciato e controllato”. Manifestavamo non contro i missili Nato, ma per dire no anche ai missili dell’Unione Sovietica, chiedevamo di fermare la corsa agli armamenti.

Il risultato arrivò: le lotte di Comiso, di tutta l’Italia, dell’Europa, la lungimiranza di Gorbaciov centrarono il risultato.

E il 7 dicembre 1987 vivemmo quel momento storico del primo “Premio Comiso per la pace”, consegnato ai due ambasciatori di Urss e Usa.

Di fronte alla guerra scatenata dalla follia di Putin, noi chiediamo oggi, come allora, non solo la fine della guerra, ma il disarmo. Oggi come allora, dobbiamo dire: quando finirà questa guerra, bisognerà tornare a lavorare per la pace».

Tra i partecipanti anche molti protagonisti di quella storica manifestazione: ci sono Giovanni e Salvatore Barone, due fratelli da tempo impegnati nel sociale. Salvatore Barone è stato anche consigliere comunale e assessore. Hanno portato in corteo le gigantografie di quegli anni, le foto che li ritraggono, insieme a tanti protagonisti della battaglia per la pace.

Tra i protagonisti della giornata, anche il monaco buddista Gyosho Morishita, della Nipponzan Myohoji.

Morishita ha 78 anni, più della metà della sua vita l’ha vissuta a Comiso. Arrivò nel 1980, dopo l’annuncio dell’installazione dei misisli Cruise. Si unì ai manifestanti per la pace, anni dopo ha realizzato la “pagoda per la Pace”, ancora oggi punto di riferimento per tanti.

Con il suo tamburo, per anni ha percorso le vie della città per lanciare un messaggio di pace: lo ha fatto anche ieri, dal palco di piazza Fonte Diana.

A fare gli onori di casa, la sindaco, Maria Rita Schembari ed il segretario provinciale della Cgil, Giuseppe Scifo. Numerosi altri sindaci, con i gonfaloni dei comuni: hanno aderito tutti i comuni del ragusano e numerose città siciliane, tra cui Palermo.

C’erano la Cgil, la Uil, le Acli, Libera, Amnesty International, il Centro Studi Pio La Torre, la Comunità di Sant’Egidio e l’Ordine Francescano secolare.

«Mai quarant’anni fa avremmo immaginato questo conflitto. Noi lanciamo qui un grande messaggio di pace. La guerra è orrore e sangue» ha detto Schembari.

Il segretario regionale della Cgil, Alfio Mannino ha spiegato che questa manifestazione è stata organizzata pensando ai giovani e al loro futuro. «Questa è la manifestazione della Sicilia che non si rassegna e che vuole mandare un messaggio al Paese e all’Europa: la pace non si costruisce con la corsa agli armamenti ma con il dialogo investendo su politiche di inclusione sociale e sull’istruzione» .

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