Come un’alga. La trasformatività nel e dal “tra”, attraverso María Zambrano e Michel Serres

 

 

Per visualizzare l’articolo scaricare qui pdf del fascicolo n. 2/2023

The paper describes the transformative process that is generated by inhabiting the place of “between”, outlining the roots of a philosophy of vulnerability that emphasizes the paideutic and prophetic role of the exiled and fragile. It is through the metaphor of the seaweed that philosopher María Zambrano and philosopher Michel Serres narrate the unconventional condition of the fragile and the exiled: to be out-of-place enough to be able to move to see, opening oneself to the transformation this entails. The two philosophers' thinking is inspired by a poetic and maternal sensibility, that prefers perception to rational thought, listening and observing the world from the bowels, and that accredits the dimension of vulnerability as favored by the philosophical approach.

Come un’alga. La trasformatività nel e dal «tra», attraverso María Zambrano e Michel Serres. Il contributo descrive il processo trasformativo che si genera nell’abitare il luogo del «tra», delineando le radici di una filosofia della vulnerabilità che enfatizza il ruolo paideutico e profetico di esiliati e fragili. È attraverso la metafora dell’alga che la filosofa María Zambrano e il filosofo Michel Serres narrano la condizione non convenzionale di fragili ed esiliati: essere fuori-luogo tanto da poter spostarsi per vedere, aprendosi alla trasformazione che questo comporta. Un pensiero, quello dei due filosofi, ispirato ad una sensibilità poetica, materna, che predilige la percezione al pensiero razionale, ascoltando e osservando dalle viscere il mondo, e che accredita la dimensione della vulnerabilità come prediletta dall’approccio filosofico.

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