Chiesa e comunicazione, una chance in più

Sito internet della parrocchia, notiziari pastorali on line, incontri e campi scuola organizzati via e-mail, biblioteca multimediale da cui attingere indicazioni… È l’immagine reale della chiesa del prossimo futuro. La sempre più ampia diffusione dei media, infatti, unita al rapido sviluppo delle tecnologie, ha creato nuovi stili di vita, nuove esigenze, nuovi linguaggi, nuove modalità di convivenza. Una rivoluzione culturale che rende necessarie anche nuove forme di evangelizzazione. Per questo la Conferenza episcopale italiana ha recentemente elaborato un direttorio sulle comunicazioni sociali dal titolo Comunicazione e missione. Ricco di indicazioni per operare da cristiani nel mondo dei media, il documento sembra riecheggiare l’efficace immagine di Giovanni Paolo II che, rivolgendosi agli operatori dei media e della cultura, li ha invitati ad essere operai con il genio della fede, persone chiamate a leggere ed interpretare il tempo presente ed individuare le strade per una comunicazione del Vangelo secondo i linguaggi e la sensibilità dell’uomo contemporaneo. Data l’importanza dei media il documento auspica una pastorale organica delle comunicazioni sociali. Si tratta, come ha spiegato mons. Giuseppe Betori, segretario generale della Cei, di innestare in tutta l’azione pastorale una attenzione sistematica alla dimensione comunicativa per intercettare i linguaggi dell’attuale cultura mediatica, senza perdere la specificità dei codici comunicativi religiosi. Per questo si possono sfruttare e potenziare gli organismi esistenti a livello nazionale, regionale e diocesano. Una vera novità invece arriva nelle parrocchie con la presenza dell’animatore della comunicazione e della cultura del quale il direttorio fornisce un identikit: appassionato di media, esperto di linguaggi comunicativi, abile nel lavoro di équipe e capace di integrare fruizione ed uso critico dei mass media nella vita della comunità. Adatti appaiono i giovani che sono spesso più duttili, intraprendenti e disponibili ad avviare esperienze nuove. Usare bene i media e non farcene travolgere, è questo il compito a cui siamo chiamati, ha osservato il prof. Francesco Casetti, massmediologo. Un compito che coinvolge tutti, operatori dei media e non. Da qui la responsabilità di conoscere il mondo della comunicazione per fruirne da spettatori attivi, valutarne limiti e potenzialità, capire i fenomeni mediali, selezionare con discernimento. Ed educare anche gli altri a farlo: in famiglia, nella scuola, nella parrocchia, nelle associazioni laicali. Dal direttorio emerge anche un’attenzione della chiesa a come i media laici presentano i temi religiosi ed ecclesiali, con indicazioni sugli interventi degli ecclesiastici nei vari media al fine di evitare strumentalizzazioni e banalizzazioni. Diventare protagonisti dei media significa, per i cristiani, anche gestire realtà produttive autonome. Incoraggiando il lavoro di quanti già vi operano e l’importanza della formazione, il documento si apre ad un caleidoscopio di attività frutto di quel genio della fede già in atto. Tv, radio, giornali, portali e siti internet a livello nazionale e locale sono molteplici, come ampio è il panorama dell’editoria cattolica: dalle case editrici ai quotidiani, dai settimanali ai periodici. Molte anche le associazioni in ambito mediatico. Al testo cartaceo del direttorio è allegato un Dvd che permette di analizzare ogni capitolo in un agile videoclip o visualizzarne il testo con ricerche per termini e rimandi alle fonti e ai testi integrali dei documenti del magistero in materia di comunicazione sociale. Per gli approfondimenti un dossier di 56 minuti ed 8 schede didattiche in Powerpoint IN LIBRERIA Sesso, passione e videogiochi Le vecchie dipendenze le conosciamo: droga, sesso, alcol… Marc Veuller e Jean-Claude Matysiak (Boringhieri, euro 20,00) ci offrono un libro scritto a quattro mani che analizza le nuove dipendenze, quelle dovute all’uso e soprattutto all’abuso dei videogiochi o dei computer in genere. La sindrome comincia ad essere diffusa e gli psicologi (quali gli autori) cominciano ad avere un campione importante di casi, tanto da poter scrivere un libro… L’ondata è arrivata! (m.z.). Anna Lisa Innocenti netone@cittanuova.it

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