Brevi solidarietà

PAVIA In & Out, salotto dei senza casa In&Outsignifica dentro-fuori, ed è il nome che si è voluto dare al centro diurno per i senza fissa dimora inaugurato lo scorso 18 novembre in via Lo Monaco 43. Si colma così quel vuoto che a Pavia era abbastanza evidente a quanti lavorano nell’assistenza sociale. Se le due mense e il dormitorio riescono, infatti, a far fronte alle esigenze più elementari di sopravvivenza, il letto e il cibo, restava urgente la necessità di offrire spazi alternativi alla strada. Gli ambienti sono stati ricavati all’interno della Comunità Casa del Giovane, storica istituzione cittadina fondata da don Enzo Boschetti, che gestisce il centro assieme all’associazione Risvegli di Milano. Questo nuovo centro diurno risponde a criteri ben precisi. Certamente non mancheranno i servizi di prima necessità, come docce, lavatrici, asciugatrici, stireria. Saranno inoltre messi a disposizione servizi di musicoterapica, di arteterapia, consulenze legali, assistenza medica, ed anche una biblioteca con possibilità di lettura on-line dei quotidiani. Insomma, tutta una serie di proposte formative ed occupazionali che permettano, dove possibile, il reinserimento di queste persone meno fortunate nella convivenza sociale. KENYA Una cittadella della solidarietà Nymbani – ossia la casa accogliente in swahili – è un centro alla periferia di Nairobi realizzato tra mille difficoltà dal gesuita Giovanni D’Agostino, che dal 1992 ha affrontato con coraggio e determinazione la piaga dell’Aids contratto dai bambini per contagio materno. L’organizzazione è stata concepita sul modello familiare, con piccole abitazioni che ospitano sette o otto bambini ciascuna, con una madre di riferimento che si occupa di loro a tempo pieno con l’aiuto di personale volontario. I più piccoli frequentano la scuola materna all’interno del villaggio e i primi due anni delle elementari. I più grandicelli hanno finalmente avuto l’accesso alla scuola elementare pubblica nel 2004, dopo una lunga causa vinta dal religioso contro la discriminazione. Padre D’Agostino si è spento a Nairobi nel novembre scorso all’età di 80 anni. Scrive Giulio Albanese su Avvenire: Padre Dag, come era familiarmente chiamato, era un uomo straordinario. Incarnava l’azzardo dell’utopia esercitando simultaneamente il ministero sacerdotale e la professione medica, nella consapevolezza che grazie all’affetto è possibile restituire la speranza. Grazie ad una qualificata assistenza medica, associata a uno specifico trattamento farmacologico e a buone condizioni igieniche e alimentari, molti bambini hanno superato la fase critica della malattia, ottenendo talvolta la completa guarigione. L’ultima sua opera è stata il Nyumbani Village di Kitui, una cittadella della solidarietà realizzata con lo scopo di offrire ospitalità e sostegno a 160 nuclei familiari, formati da 1120 orfani e 200 anziani, nonni o parenti con funzioni genitoriali. Gli adulti non ci sono più, spazzati via dall’Aids.

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